GLI SPIRITI ELEMENTALI

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Chi non ha mai sentito parlare dei cosiddetti SPIRITI ELEMENTALI? Ma quanti sanno - realmente - cosa sono e come si diversificano tra loro?

Prima di inoltrarci in questo “magico” mondo, consultiamo, come sempre, il dizionario.

Si definisce Elementale qualsiasi spirito legato alle forze naturali. Secondo il dizionario Garzanti “si dice di qualsiasi spirito legato alle forze naturali, come gli elfi e gli gnomi. Nell’esoterismo, si dice di spiriti invisibili alla maggior parte degli uomini, che avrebbero funzione di guida”.

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Gli spiriti elementali sono legati ai 4 Elementi

Gli spiriti Elementali sono, dunque, delle creature spirituali che manifestano le caratteristiche di uno dei quattro Elementi classici: Aria, Terra, Acqua, Fuoco. Il termine “elementale” identifica tanto la creatura, quanto l’elemento che rappresenta, ovvero la sua natura.

Rudolf Steiner, il fondatore dell’Antroposofia, sostiene che “questi esseri elementali esistono, ma sono difficilissimi da scoprire poiché si nascondono continuamente”, non soltanto alla vista dei ricercatori e degli studiosi ma anche a quella dei mistici. Ci invita, dunque, ad andare oltre la pura ricerca, coniugato entrambi gli aspetti dell’intelligenza e dell’intuizione umana.

È proprio questa intelligenza - nel senso etimologico di intelligĕre, ovveroleggere all’interno” - che riconosce, fin dalla notte dei tempi, l’esistenza - nella Natura - di creature e spiriti invisibili.

Gli Elementali sono molti ma mi limiterò ai principali, legati, come precedentemente accennato, ai quattro Elementi: Silfidi (Aria), Gnomi (Terra), Ondine (Acqua) e Salamandre (Fuoco).

Perché è importante affiancare queste creature al loro Elemento di appartenenza? Perché ogni Elemento possiede delle qualità “caratteriali” proprie che lo distinguono dagli altri. Queste caratteristiche animiche sottili, sono presenti nelle creature ad esso collegate, ma in maniera più grossolana e fisica.

È pacifico che ogni cultura - antica o moderna che sia - parla di tali spiriti assimilandoli, talvolta, a dèi o a semi dèi. Pensiamo, ad esempio, alle divinità del pantheon politeista che, nell’Antica Grecia, erano ritenute personificazioni delle forze della Natura. Il filosofo Talete, del resto, affermava che «tutte le cose sono piene di dèi».

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Il “piccolo popolo degli Elementi”, in un’illustrazione di E. Stuart Hardy (1865-1935)

Oggi sappiamo, grazie ai platonici, che ogni aspetto dell’Universo non è che un’irradiazione dell’Anima del Tutto. I filosofi la chiamano Anima Mundi indicando, con questo termine, il principio secondo il quale la Natura è un organismo che, pur essendo uno, si differenzia nelle sue espressioni individuali.

Del “piccolo popolo degli Elementi” - così vengono comunemente chiamati - ce ne parla il medico-alchimista Paracelso (1493-1541), il primo a giungere ad una teoria che sovvertiva - o, meglio, completava - quella di Aristotele. Quest’ultimo, in effetti, rifacendosi alla tesi del filosofo Empedocle, padre della retorica, sosteneva che la composizione e i mutamenti della materia erano dovuti alla combinazione dei quattro Elementi (Aria, Terra, Acqua, Fuoco). Per la prima volta, Paracelso intuisce che, ai cambiamenti della materia contribuiscono, oltre agli Elementi, gli spiriti della Natura. Tali creature occuperebbero una dimensione immateriale ed invisibile a cavallo tra la realtà materiale e l’evanescenza spirituale. Una dimensione che, non a tutti, è dato di scorgere e penetrare.

Nel capitolo 1 del suo trattato “De Nymphis, Sylphis, Pygmaeis et Salamandris et coeteris spiritibus”, pubblicato dopo la sua morte, Paracelso spiega come queste creature, pur essendo molto simili all’uomo per caratteristiche fisiche e intelligenza, sarebbero tuttavia prive dell’anima. Il Cristianesimo riprende, in parte, tale credenza, trasformando gli spiriti elementali in esseri demoniaci o identificandoli in creature angeliche .

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Fate o Angeli?

Sempre Paracelso, sostiene che «questi esseri, benché abbiano apparenza umana, non discendono affatto da Adamo; hanno un’origine del tutto differente da quella degli uomini e da quella degli animali, [...] però si accoppiano con l’uomo, e da questa unione nascono individui di razza umana.» (“De Nymphis, Sylphis, Pygmaeis et Salamandris et coeteris spiritibus”, trad. it. in Scritti alchemici e magici, Genova, Phoenix, 1991)

In buona sostanza, gli spiriti Elementali sono gli spiriti che abitano, caratterizzano e animano la materia. Presiedono l’Elemento cui appartengono, identificandosi in qualche modo con esso, e agendo secondo la sua natura.

Non sono esseri animici e non sono dotati di libero arbitrio: è questo, essenzialmente, che li distingue dagli esseri umani.

Nei prossimi articoli andremo a vedere più da vicino alcune di queste creature, collegandole al proprio Elemento di origine.

Simona HeArt

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