GIUSTA INFORMAZIONE E SVILUPPO ETICO

1617497892GIUSTA_INFORMAZIONE_E_SVILUPPO_ETICO.jpg

cms_21476/11.jpg

Una lezione forse possiamo averla imparata dopo oltre un anno di pandemia: scuola, famiglia e comunità sono entrate a far parte di quella giusta dimensione umana di “officine di uomini”. La piccola ma immensa lezione di etica derivataci da dure imposizioni comportamentali e rigidi protocolli sanitari, potrebbe far emergere in alcuni di noi quella virtù etica di aristotelica memoria acquisita grazie alla pratica, all’esercizio quotidiano, a un comportamento rispettoso delle esigenze altrui. Rimane però tutto sulla carta, in linea teorica, fino a quando non vi sarà una controprova basata su linee comportamentali che non debbano prescindere da esigenze sanitarie e di salute pubblica. La situazione attuale, pronta a sfociare in un ritorno a quelle problematiche internazionali temporaneamente accantonate, ci porta a considerare come, secondo Karl Otto Apel, sfide ecologiche ed economiche alle porte impongano alla politica e ai cittadini l’adozione di una macroetica fondata sulla responsabilità delle azioni non pro tempore bensì ad libitum.

cms_21476/22.jpg

La consapevolezza di una pressante e fondamentale (cor)responsabilità di ognuno necessita anche di una nuova forma di organizzazione nella trasmissione dei saperi, della conoscenza, delle opinioni in grado di fuoriuscire da zone d’ombra ancora presenti, per esempio, a proposito del virus Sars Cov-2 (intollerabile per l’opinione pubblica mondiale, in una società dell’informazione e di rete, che non si conoscano origine, sviluppo e implicazioni politico-scientifiche nella gestione dell’emergenza in territorio cinese). Diventa allora decisivo il ruolo dei mezzi di comunicazione tutti, vecchi e cosiddetti nuovi, per sottoporre alla famosa opinione pubblica trasferitasi armi e bagagli in rete, le diverse soluzioni e le idee sul futuro sviluppo di una nuova coscienza critica. Gli ostacoli però alla formazione oggi di una apeliana macroetica, è paradossalmente un antistorico e particolare ritorno a un materialismo etico in cui tradizioni e culture politiche determinano l’osservanza acritica di norme prive di valori e di responsabilità comunicative.

cms_21476/33.jpg

Vivere come facciamo oggi in una società in cui vi è la mancanza di discernimento tra le varie informazioni e una minore legittimità nel divulgare determinate notizie, rappresenta per governi e media center una sfida etica decisiva. I mezzi di comunicazione devono essere usati come strumenti in grado di servire una sfera pubblica nella quale risulti un ambito comunicativo quanto più corretto che superi il problema di alterazioni strategiche della stessa comunicazione. Per aggirare il problema allora bisogna ricorrere a un’alterità culturale fondata sul rispetto reciproco, sull’universalismo della differenza, virtù incontrastate dell’uomo tipografico ieri e dell’uomo digitale oggi. Seguendo le parole di Marsilio Ficino e di Pico della Mirandola, l’uomo è un microcosmo e come tale riassume in sé tutte le principali caratteristiche dell’universo. L’idea evoluzionistica alla base del pensiero dei due umanisti lascia oggi il posto alla triste constatazione della perdita di un pensiero etico su ogni aspetto della vita umana che si sostanzia in una vuota settorializzazione della conoscenza in cui la tecnica appare la principale responsabile.

Andrea Alessandrino

Tags:

Lascia un commento



<<Pagina Precedente | Stampa | Torna Su


Meteo


News by ADNkronos


Politica by ADNkronos


Salute by ADNkronos