GAETA LE 100 MERAVIGLIE [+1] DI ANDREA BRENGOLA

Invito alla lettura e non solo

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Fino a dove può condurre l’amore per la propria terra?

E’ inerziale pensare che conduce a non abbandonarla mai e, nel caso che la personale ventura disponesse diversamente, a portarla sempre nel cuore agognando la prima migliore possibilità per farvi ritorno. Altrettanto inerziale è la spinta interiore, più o meno compulsiva, a desiderare di raccontarla con la sapiente dovizia di particolari che la rendono unica e con la carica emotiva che solo uno dei suoi figli possiede per fisiologica alchemia.

Meno inerziale è pensare che la si possa cantare con le note della partitura dell’anima e di lei si possa poetare con versi densi di calda emozione ovvero interpretarla traducendola in una tela: in entrambe le ipotesi sfidando l’eternità per consegnare ai posteri i segni di realtà che hanno superato millenarie contumelie del tempo.

cms_26221/2_1653729525.jpgSi può, possedendone le abilità, inoltre, scrivere su lei un bel saggio come tale è Gaeta le 100 meraviglie [ +1] - in questi giorni presente in tutti i canali librari di distribuzione per collana Typimedia dedicata a “Le Meraviglie d’Italia” – di Andrea Brengola, giornalista, conduttore TV e figura professionalmente esponenziale dell’amministrazione municipale della cittadina del sud pontino. Rimando al profilo dell’autore, ben presente e ben delineato, in forza della referenzialità istituzionale di cui gode, nei molti link a lui dedicati.

Mi limito solo a dire, per i lettori poco avvezzi alle iperletture, che Brengola non è un esordiente in quanto ha licenziato molti saggi prima di questo e, per spiegare - con riserva di ritornarci – la ragione del quesito d’abbrivio, che si è sempre mantenuto fedele al medesimo genere espressivo.

Torno al libro de qua.

Letto nel tempo minimo che solo i buoni libri sanno infondere resisto al rito di riporre Gaeta le 100 meraviglie [ +1] nella mia affollatissima libreria. Splendido nell’edizione di pregio, per la qualità dei materiali impiegati e per la cura dell’impaginazione, ne apprezzo la soluzione editoriale valorizzata dalla sapiente iniezione nell’itinerario espositivo con un percorso “iconografico” attraverso le foto di David Cammoranesi che ne imperlano la trama.

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Lungomare e Castelli Aragonese e Angioino

Il titolo stesso evoca il genere e può sembrare pleonastico esplicitarne il contenuto se ad esso si rimanesse ancorati e ancora più se ci si lasciasse attrarre anche dalla prima di copertina.

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Il Borgo medievale visto dall’alto

Gaeta le 100 meraviglie [ +1] è un cammino geo-paesaggistico strutturato con intelligente originalità. A differenza dei tanti omologhi in cui la volontà descrittiva scivola nella pedantesca cronistoria - che, per quanto, pregevole disarma l’attenzione lettore delocalizzandola - il testo non si disperde nei dettaglio di fatti e particolari scantonando verso la figurazione del non visibile, l’immaginazione del ricordo, l’ipotesi del visibile.

Andre Brengola non fa nulla di ciò.

Ogni meraviglia di Gaeta viene rivelata al lettore aprendosi in due pagine, di cui una interamente dedicata all’immagine che la ritrae e l’altra che la descrive, disvelandone curiosità e spigolature storiche. Il tutto in un magnifico equilibrio, non comune e, ripeto, senza cedimenti alle iperboli delle descrizioni, cui la letteratura dell’investigazione storicogeografica è avvezza.

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Panorama fotografato da Formia

Aneddoti, volti, immagini s’iniridano di luce e colore dando così vivacità al racconto di luoghi e umanità, di terra e mare che da millenni affabulano eroi mitici (basti citare Ulisse e Enea), semplici viandanti e noti navigatori (quali Giovanni Caboto), personalità illustri della cultura e dell’arte (Tommaso De Vio, Sebastiano Conca, Antonio Sapone, Scipione Pulzone, Goliarda Sapienza, A-Sun Wu), del governo italiano e straniero che in terra di Gaeta vi hanno impresso segni indelebili, valorosi condottieri che vi hanno lasciato impronte perenni, artisti che l’hanno cantata e ritratta, santi ascesi agli altari (San Francesco, San Nilo, San Filippo Neri, San Bernardino da Siena) e santi uomini (Luigi Di Liegro, Erasmo Gattola, Vincent Capodanno) che l’hanno prescelta come luogo di meditazione e di azione, Papi (quali Gelasio II e Pio IX) che vi hanno soggiornato.

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Chiesa di San Francesco

Narrazione e immagini si compenetrano nel suggestivo fotogramma in cui si snocciolano le 100 meraviglie [ +1]. Ne riporto alcune ex multis i castelli Angioino e Aragonese, le incnatevoli falesie del promontorio della Riserva naturale di monte Orlando, gli scorci “mozzafiato” della Montagna Spaccata, il campanile normanno-moresco della Cattedrale dei Santissimi Erasmo e Marciano e di Santa Maria Assunta, il Santuario della Santissima Annunziata con la Cappella d’oro, il tempio di San Francesco, le chiese di San Giovanni a mare e della Sorresca, le tante altre chiese vestigie di devozione officiatae le edicole del culto mariano, gli imponenti mausolei (quali quello del console Lucio Munazio Planco e del console Lucio Sempronio Atratino, la Torre di Sant’Agostino, i resti delle mura di cinta, della Porta di Carlo V, della villa dell’ imperatrice romana Faustina Minore e della villa del console Gneo Fonteo, i Bastioni La Favorita e Philippsthal, la Porta Domnica, la Porta Pro Iustitiatis.

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Montagna Spaccata: l’impronta del turco nella roccia

Memorie tangibili di civiltà antiche che nel libro si coniugano con i più recenti palazzi monumentali, come il Palazzo della Cultura che ospita l’archivio storico, la Pinacoteca d’arte contemporanea e il Palazzo della Gran Guardia nonchè con bellezze naturali che fanno di Gaeta un museo a cielo aperto.

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Montagna Spaccata

Circa le bellezze naturali la penna dell’autore sublima anche grazie alla complicità degli scatti fotografici che ritraggono le sette spiagge – una distesa pari a dieci chilometri di arenile di sabbia fine e chiara lambita da un mare azzurro e costellata da una fitta vegetazione mediterranea, a tratti intervallata da deliziose insenature e sparuti speroni di roccia. Elementi coreografici che fanno di Gaeta una meta ambita del turismo balneare, di prossimità e non, privilegiando prioritariamente le spiagge di Serapo, quella dell’Arenauta, SanAgostino la spiaggia dei Quaranta Remi, Fontania, San Vito, l’Ariana (più volte riconosciuta Bandiera Blu per le sue acque cristalline).

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Montagna Spaccata

Mentre faccio scorrere le pagine resto colpita dalla talentuosa capacità di Andrea Brengola nell’ aver messo a fuoco la pluralità di elementi – ambienti, personaggi, paesaggio, prelibatezze in cui i prodotti tipici (i pomodori spagnolette, le olive, le sullecchele di questa terra sublimano in un trionfo di profumi e sapori nelle pietanze rigorosamente consacrate dalla tradizione quali la tiella, le ciammelle, il tortano, la liatina (solo per citare le più note) - che meglio si integrano nella cromaticità con le immagini che li rappresentano facendo sì che ognuna delle cento più unac tappa non sia solamente “il posto” o “la cosa” ma l’esplorazione, la voce del luogo attraverso il tempo.

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Le Falesie del Promontorio di Monte Orlando

Ritorno alla domanda iniziale - fin dove conduce l’amore per la propria terra? - e mentre scrivo trovo un ulteriore risposta che va ad aggiungersi a quelle riportate in abbrivio.

L’amore per la propria città conduce ad affrescare con le migliori parole le immagini che la propongono perché la si conosca, la si apprezzi e la si rispetti. Perché tutto ciò che è giunto ad oggi come meraviglia possa essere trasmesso alle generazioni a venire con la medesima sacralità con la quale la popolazione del luogo da sempre l’ha custodita e preservata dalle contumelie del tempo. In questa direzione l’impegno profuso da Andrea Brengola si pone con la palese costruttività dei molti figli illustri di Gaeta e la ferma volontà di divenire un protagonista della sua storia millenaria.

Antonella Giordano

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