G7, Gualtieri: "Scenario globale meno pessimista"(Altre News)

Caporalato, Bellanova: "Regolarizzati in 200mila, ora piano triennale" - Palombella: "situazione ex Ilva drammatica" - Briatore: "Incapaci al governo, virus non va in giro solo di notte"

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G7, Gualtieri: "Scenario economico globale meno pessimista del previsto"

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’’Scenario economico globale meno pessimista del previsto per i ministri delle finanze del G7. Impegno comune per la produzione e la distribuzione su vasta scala di vaccini anticovid e continuo supporto ai paesi più fragili e indebitati. Con un’attenzione speciale per il Libano’’. E’ quanto scrive il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, su Twitter.

I ministri delle Finanze del G7 hanno notato dei ’’miglioramenti nelle condizioni economiche dei paesi’’. E’ quanto si legge in una nota diffusa dal dipartimento del Tesoro Usa, al termine dell’incontro con il segretario Steven Mnuchin con i ministri delle finanze del G7. I ministeri, si legge, ’’rimangono in contatto regolare e continuano a coordinare azioni tempestive ed efficaci in risposta alla pandemia Covid-19’’. E’ stata anche sottolineata ’’l’importanza del supporto per la produzione e la distribuzione di vaccini e trattamenti per Covid-19, in particolare correlati ai paesi a basso reddito’’.

Caporalato, Bellanova: "Regolarizzati in 200mila, ora piano triennale"

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“Oltre duecentomila persone, uomini e donne, sottratte all’invisibilità e restituite alla dignità e regolarità dei rapporti di lavoro, e circa 13mila cittadini stranieri che, da oggi, potendo contare su un permesso di soggiorno regolare, possono trasformarlo in permesso di lavoro regolare". Così la ministra Teresa Bellanova commenta i dati diffusi dal Viminale circa l’emersione e la regolarizzazione dei rapporti di lavoro che ha riguardato i settori dell’agricoltura, del lavoro domestico e dell’assistenza alla persona.

"Numeri importanti- aggiunge- che confermano ancora una volta di più la bontà della norma, la sua necessità, la giustezza del percorso avviato che adesso dovrà necessariamente proseguire anche con il Piano Triennale contro il caporalato, con la piattaforma che agevola l’incrocio trasparente domanda e offerta di lavoro, e l’offerta integrata di servizi a partire dal trasporto”.

Per Bellanova “l’incremento delle domande a partire dalla fine di luglio, dice quanto fosse necessario sostenere la norma con una comunicazione capillare e rivolta ai beneficiari. Necessità cui mi auguro abbia risposto anche la nostra campagna di comunicazione, promossa proprio con questo obiettivo. E rafforza quello che abbiamo sempre affermato: la necessità di una finestra più larga e quella di estendere la possibilità di emersione e regolarizzazione anche ad altri settori tagliati fuori, dall’edilizia alla logistica alla ristorazione. Il nostro obiettivo è evidente: sottrarre al lavoro nero e al caporalato, che non è solo in agricoltura, persone e braccia. Le migliaia e migliaia di persone che, anche in agricoltura, da oggi, hanno riguadagnato visibilità e dignità, sono una ragione in più per rafforzare il nostro lavoro”.

Palombella: "situazione ex Ilva drammatica, Governo ci convochi con urgenza"

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"Abbiamo continuato a chiedere al Governo di essere convocati. La situazione dell’ex Ilva resta drammatica e questo indipendentemente della questione dell’emergenza Covid-19. Aspettavamo una convocazione dopo qualche giorno in seguito all’incontro del 9 giugno: ormai sono passati 2 mesi senza che il governo si sia fatto sentire". Ad affermarlo all’Adnkronos è Rocco Palombella, il segretario generale della Uilm facendo il punto sulla situazione Ex Ilva. "Al governo non solo chiediamo un incontro urgente, con l’azienda, ma anche che le decisioni che saranno prese con ArcelorMittal non mettano in discussione i livelli occupazionali. Dobbiamo essere ascoltati subito senza ulteriori ritardi", sottolinea il leader della Uilm.

"A quanto ci risulta - rileva Palombella - delle trattative si stanno verificando tra ArcelorMittal e i tenici del ministero dello Sviluppo economico. Sappiamo che il Governo ha messo circa 500 milioni di euro la nuova società ma il problema è che ogni giorno che passa la situazione è sempre più drammatica dal punto di vista ambientale, occupazionale e degli impianti".

Inoltre, aggiunge, "cresce la tensione nelle società di subappalto a cui manca circa 40 milioni di euro. Hanno fatto dei lavori ma non hanno avuto alcuni riscontro. Siamo in una situazione di paralisi e il 30 novembre si avvicina", giorno in cui ArcelorMittal potrà esercitare il suo diritto di ritirarsi pagando una penale. "A novembre ArcelorMittal rischia di consegnare impianti che continuano a cadere a pezzi e pagare solo una piccola penale", sottolinea Palombella.

A novembre, aggiunge il leader della Uilm, "ArcelorMittal rischia di andare via dopo aver distrutto uno dei più grandi siti siderurgici. Ad ArcerlorMittal resteranno le quote di mercato che è l’unico vero obiettivo del gruppo". L’azienda, in queste settimane, "è latitante. Sfugge al confronto e ha paura di un incontro con noi".

Briatore: "Incapaci al governo, virus non va in giro solo di notte"

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"Questo è un provvedimento acchiappa voti, perché le discoteche non sono chiuse, loro non hanno il coraggio per chiuderle: le hanno lasciate aperte impedendo però di andarci a ballare che poi è un po’ come tenere aperti i ristoranti impedendo alla gente di andarci a mangiare". Ne è certo Flavio Briatore che in un’intervista all’Adnkronos fa il punto della situazione, dopo i recenti provvedimenti del governo Conte.

"Volevano trovare un capro espiatorio simbolico- aggiunge- e l’hanno trovato nelle discoteche. Come la vedono loro, sembra che questo virus agisca solo di notte e non di giorno, potrebbero ribattezzarlo il virus del panettiere: che si alza la notte per lavorare e dorme di giorno. Questi qui sono degli incapaci: anche quando hanno riaperto dopo il lockdown avevano ideato delle misure che di fatto impedivano ai ristoranti di lavorare come il plexiglass o i tre metri tra i tavoli. Hanno fatto così con un po’ tutte le attività, anche quelle industriali e ora stanno facendo lo stesso con le discoteche".

Per Briatore una soluzione sarebbe potuta essere quella di far entrare meno gente, "una discoteca con la capienza di mille persone la portavi a quattrocento e fare i tamponi e i test sierologici ai dipendenti come abbiamo fatto noi al Billionaire, perché tanto i giovani, non è che rimangono a casa se gli chiudi i locali".

"La ripresa come la vedo? Non ci sarà: quelli al governo continueranno a promettere cose finché questo Paese non andrà in bancarotta". "A questo punto - aggiunge- speriamo arrivi una Troika e ci levi di mezzo questo governo perché sicuramente andrà solo peggio. Questi qui poi, non prendono mai una posizione vera. Le discoteche o le chiudi o le lasci aperte, invece usano queste formule paracule che non hanno senso perché è come se ti dicessero ’tu puoi andare al ristorante ma non puoi mangiare’". Per Briatore "la gente ormai si è resa conto che al governo ci sono persone che è la prima volta che lavorano in vita loro, ministri incapaci. Io non so quanto dura questo governo ma finché dura sarà un disastro e una catastrofe: vanno avanti a decreti e non passano più dal Parlamento, c’è una specie di golpe".

"Sulle discoteche hanno voluto mettere il naso tutti, a partite dai media che hanno fatto omelie giornaliere sul tema". Anche la ministra delle Politiche agricole, Teresa Bellanova, aggiunge Briatore, "ha parlato di discoteche il che è ridicolo: mentre sui braccianti non ci sono controlli, e lì evidentemente per lei va tutto bene, si mette a parlare di discoteche. La verità è che qui i giovani li vogliamo sempre criminalizzare in questo Paese e del resto questo governo non ha mai fatto niente per loro". "Per fortuna in Italia abbiamo solo due attività e tutte e due hanno funzionato bene". "Le regole sono normali- aggiunge- negli altri posti problemi non ne abbiamo, il punto è che solo in Italia decidono queste restrizioni dal giorno alla notte. Anche a Monaco le discoteche sono chiuse, si è trattato però di una regola chiara fatta fin dall’inizio ed è finita lì". Per Briatore "qui invece non si rendono conto di come si prendono le decisioni. Ad esempio la gente che abbiamo assunto per la stagione che fine farà? Quei ragazzi lì dove li mettiamo? La marcia indietro a metà stagione è chiaramente un problema".

Redazione

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