Fisco e controlli, cosa cambia(Altre News)

Energia e gas, 13 società nel mirino Antitrust - Alitalia, via libera alla newco

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Fisco e controlli, cosa cambia

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Come cambierà il Fisco nei prossimi anni? Il direttore dell’Agenzia delle Entrate Ruffini ha fornito una panoramica degli obiettivi da raggiungere nel prossimo triennio nelle linee guida 2020-2022.

La digitalizzazione del Fisco rimane uno dei propositi a realizzare, con la velocizzazione e la semplificazione delle procedure. Quest’anno, con la pandemia, le sfide potrebbero trasformarsi in opportunità, anche per quanto riguarda i controlli dell’Agenzia delle Entrate.

Nel rispetto delle regole sul distanziamento sociale, infatti, l’Amministrazione Finanziaria ha deciso che per i restanti mesi del 2020 non ci saranno attività istruttorie esterne.

Gli accertamenti ripartiranno dal 16 ottobre, ma si darà priorità alle posizioni in scadenza e agli atti urgenti e indifferibili.

Come spiega Money.it, l’obiettivo dell’Agenzia delle Entrate è di potenziare i controlli da remoto: in questo modo si rispetteranno le regole di contenimento del contagio e non ci sarà bisogno di riaprire gli uffici.

Allo stesso tempo si procederà spediti con la digitalizzazione delle procedure, instaurando un circolo virtuoso.

Verranno anche migliorati i rapporti tra Fisco e contribuenti, compresi con gli ordini professionali, tramite la semplificazione dell’accesso ai servizi telematici e l’introduzione di un assistente virtuale a distanza.

Energia e gas, 13 società nel mirino Antitrust

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L’Antitrust ha avviato 13 procedimenti istruttori nei confronti delle società Enel Energia, Optima, Green Network, Illumia, Wekiwi, Sentra, Olimpia-Gruppo Sinergy, Gasway, Dolomiti Energia, E.On, Axpo, Audax, Argos riguardanti la mancanza di trasparenza nell’indicazione delle condizioni economiche di fornitura di energia elettrica e gas sul mercato libero. I rilievi formulati dall’Autorità si riferiscono sia alla documentazione contrattuale sia alla comunicazione promozionale.

L’analisi delle principali offerte commerciali sul mercato libero proposte dalle società ha rivelato l’esistenza di diversi profili critici delle informazioni rese - spiega l’Antitrust in un comunicato - in ordine alle voci che concorrono alla formazione del prezzo complessivo dell’energia elettrica e del gas, comprensive di oneri che, una volta riportati in bolletta, vengono posti a carico dei consumatori.

In particolare risulta che, prima della sottoscrizione del contratto, gli utenti non siano adeguatamente informati dell’esistenza di alcune voci di costo aggiuntive al prezzo della componente energia, con la conseguenza che, solo al momento della ricezione delle bollette, essi si rendono conto degli effettivi costi delle forniture di energia elettrica e gas applicati da queste imprese, risultanti superiori alle attese.

In molti casi gli oneri di commercializzazione non sono indicati nel loro esatto ammontare oppure alcuni oneri previsti dal contratto non trovano fondamento in una corrispondente attività. Talvolta invece altre voci di costo risultano impropriamente addebitate agli utenti in caso di recesso anticipato, a titolo di penale o sotto forma di storno dei bonus concessi per incentivare l’adesione alle offerte commerciali.

Con l’avvio di questi procedimenti, l’Autorità intende accertare l’esistenza di condotte relative alle offerte di fornitura dell’energia elettrica e del gas sul mercato libero che contrastino con le norme del Codice del Consumo, nei casi in cui le condizioni economiche prospettate nella documentazione contrattuale o promozionale da parte dei vari operatori del settore risultino ingannevoli, inadeguate o omissive.

L’indagine attiene anche alle condotte aggressive poste in essere da alcuni degli operatori, laddove prevedono l’applicazione di penali in caso di recesso o applichino costi per servizi non resi, onde sanzionare i comportamenti pregiudizievoli per i clienti domestici e non domestici di piccole dimensioni e così dissuaderne la futura reiterazione. Tali comportamenti potrebbero integrare, del resto, anche una condotta non diligente, in violazione dell’art. 20 del Codice del Consumo.

Alitalia, via libera alla newco

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Via libera alla newco per la nuova Alitalia. I ministri dell’Economia, Roberto Gualtieri, delle Infrastrutture e dei trasporti, Paola De Micheli, dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli e del Lavoro, Nunzia Catalfo, hanno firmato oggi il decreto di costituzione della newco per il trasporto aereo.

La nuova compagnia si chiamerà Alitalia Ita (Italia trasporto aereo spa). Un nuovo nome per Alitalia, nata come Alitalia Lai e poi ribattezzata Alitalia Cai con la privatizzazione del 2008, con i ’capitani coraggiosi’ e poi diventata Alitalia Sai, con l’arrivo degli arabi di Etihad nel 2014, poi finita in amministrazione straordinaria nel maggio del 2017.

Fabio Maria Lazzerini è l’amministratore delegato della newco, mentre Francesco Caio è il presidente. I consiglieri sono Alessandra Fratini, Angelo Piazza, Lelio Fornabaio, Frances Vyvyen Ouseley, Simonetta Giordani, Silvio Martuccelli e Cristina Girelli. Il collegio sindacale è composto da Paolo Maria Ciabattoni, Giovanni Naccarato, Marina Scandurra, Gianfranco Buschini e Serena Gatteschi.

“La newco rappresenta il primo passo verso la costituzione di un vettore di qualità capace di competere sul mercato internazionale. Poniamo le basi per il rilancio del trasporto aereo italiano, attraverso la scelta di manager di primo livello e grande competenza in grado di elaborare e attuare un piano industriale solido e sostenibile” afferma il ministro Gualtieri nella nota che annuncia la firma del provvedimento.

“Nasce oggi la nuova compagnia aerea di bandiera, in netta discontinuità con il passato - sottolinea la ministra De Micheli - e che dovrà giocare un ruolo da protagonista sul mercato europeo e internazionale. Si tratta di una grande operazione industriale al servizio del Paese, a sostegno della competitività delle nostre imprese e per il rilancio del turismo italiano”. La nuova Alitalia ’’sarà italiana perché dovrà portare l’Italia nel mondo’’. Si tratta di un’operazione "che valorizzerà le competenze e le professionalità italiane", ’’un investimento per un futuro con più Italia nel mondo’’.

Per la ministra Catalfo, “abbiamo bisogno di una compagnia di bandiera che aiuti l’Italia a ripartire. Con la nascita della Newco siamo di fronte ad una sfida ambiziosa, che occorre necessariamente vincere per dotare il Paese di un vettore aereo competitivo e qualificato, che valorizzi le professionalità e le competenze che in questo settore abbiamo da sempre espresso”.

“La grave crisi economica provocata dalla pandemia ci permette oggi di pensare a un concreto rilancio della nostra compagnia di bandiera. In un contesto di mercato quasi azzerato abbiamo la possibilità di consentire un serio sviluppo industriale nazionale nel settore del trasporto aereo” sottolinea il ministro Patuanelli.

Redazione

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