Fisco, ecco quali scadenze slittano (Altre News)

Pressione fiscale sale a 42,4% - Disoccupazione giovani, risale a gennaio - Vinitaly rinviato a giugno

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Fisco, ecco quali scadenze slittano

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L’Agenzia delle entrate proroga alcune scadenze fiscali in tutto il territorio nazionale dopo l’emanazione del Dl n. 9/2020, pubblicato sulla G.U del 2 marzo.

Così , si legge in una nota, slitta dal 7 al 31 marzo 2020 il termine entro cui i sostituti di imposta devono trasmettere la Certificazione Unica. E viene prorogato dal 28 febbraio al 31 marzo il termine entro cui gli enti terzi devono inviare i dati utili per la dichiarazione precompilata. Slitta al 5 maggio prossimo, inoltre, dalla precedente data del 15 aprile, il giorno in cui sarà disponibile per i contribuenti la dichiarazione precompilata sul portale dell’Agenzia. Infine, passa dal 23 luglio al 30 settembre 2020 la scadenza per l’invio del 730 precompilato.

Pressione fiscale sale a 42,4%

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La pressione fiscale complessiva (ammontare delle imposte dirette, indirette, in conto capitale e dei contributi sociali in rapporto al Pil) è risultata pari al 42,4 %, in aumento rispetto all’anno precedente. E’ quanto comunica l’Istat.

Nel 2019, inoltre, la crescita dell’economia ha segnato un marcato rallentamento. L’Istat, nel commento ai dati su pil e indebitamento delle amministrazioni pubbliche, evidenzia che dal lato della domanda, nonostante la decelerazione delle esportazioni, il calo delle importazioni ha determinato un contributo positivo della domanda estera netta.

Dal lato dell’offerta di beni e servizi, la crescita del valore aggiunto è stata sostenuta nel settore delle costruzioni, modesta nei servizi, mentre l’agricoltura e le attività manifatturiere hanno subito una contrazione. Le unità di lavoro e le retribuzioni pro capite sono aumentate a un ritmo più moderato rispetto all’anno precedente. L’indebitamento netto delle Amministrazioni pubbliche ha registrato un netto miglioramento rispetto al 2018.

Disoccupazione giovani, risale a gennaio

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A gennaio 2020 è stabile al 9,8% il tasso di disoccupazione mentre quella giovanile sale al 29,3% (+0,6 punti percentuali). Lo comunica l’Istat evidenziando la lieve crescita delle persone in cerca di lavoro, dovuta all’aumento registrato per le donne (+2,3%, pari a +27mila unità), tra i 15-24enni e per gli over50; tra gli uomini, invece, il numero delle persone in cerca di occupazione diminuisce (-1,7%, pari a -23mila unità), così come tra i 25-49enni.

Sempre a gennaio 2020, rispetto al mese precedente, cala il numero di occupati che scende di 40mila unità (-0,2% rispetto al mese precedente) mentre il tasso di occupazione si attesta al 59,1% (-0,1 punti percentuali). La flessione dell’occupazione riguarda uomini e donne, lavoratori dipendenti (-15mila) e indipendenti (-25mila) e tutte le fasce di età, a esclusione delle persone tra i 35 e i 49 anni (+13mila).

Il dato di gennaio mostra anche una crescita degli inattivi (+0,2%, pari a +20mila unità), che coinvolge entrambi i sessi, si concentra tra i 15 34enni; il tasso di inattività sale al 34,4% (+0,1 punti percentuali). L’Istat evidenzia come un lieve calo dell’occupazione (-0,1%, pari a -15mila unità) si osserva anche confrontando il trimestre novembre 2019-gennaio 2020 con quello precedente (agosto-ottobre 2019) e riguarda, in particolare, i lavoratori indipendenti (-38mila); l’occupazione infatti aumenta tra i dipendenti (+23mila), oltre che tra i 25-34enni (+11mila) e gli over 50 (+36mila). Nello stesso trimestre aumentano lievemente le persone in cerca di occupazione (+7mila) e diminuiscono gli inattivi tra i 15 e i 64 anni (-26mila unità).

A gennaio 2020, rispetto allo stesso mese del 2019, sul mercato del lavoro italiano si registra una crescita dell’occupazione dello 0,3%, pari a +76mila unità, diffusa su ogni genere e classe di età, con l’unica eccezione dei 35-49enni per effetto del loro decrescente peso demografico. L’Istat evidenzia un aumento dei lavoratori dipendenti (+156mila unità), soprattutto permanenti (+112mila), mentre gli occupati indipendenti diminuiscono di 80mila unità. Nell’arco dei dodici mesi, inoltre, l’aumento degli occupati si accompagna a un calo dei disoccupati (-6,2%, pari a 166mila unità) e degli inattivi tra i 15 e i 64 anni (-0,4%, pari a -47mila).

Vinitaly rinviato a giugno

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"In considerazione della rapida evoluzione della situazione internazionale che genera evidenti difficoltà a tutte le attività fieristiche a livello continentale, Veronafiere ha deciso di riposizionare le date di Vinitaly, Enolitech e Sol&Agrifood dal 14 al 17 giugno 2020, ovvero nel periodo migliore per assicurare a espositori e visitatori il più elevato standard qualitativo del business". Ad annunciarlo è Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere in chiusura del Consiglio di amministrazione della Spa, riunitosi oggi

"Vinitaly, insieme ad OperaWine – ha proseguito il direttore generale –, si svolgerà quindi in un contesto temporale in cui grandi eccellenze del made in Italy, quali Cosmoprof e Salone del mobile, per esempio, avranno il compito di rilanciare con forza l’attenzione dei mercati internazionali e l’immagine dell’Italia. In questo frangente ringraziamo le aziende per la fiducia che ci stanno dimostrando". La decisione è stata frutto di un’attenta analisi dei dati disponibili oltre che dell’ascolto delle posizioni degli stakeholder del mercato, incluse le principali associazioni di settore: Unione Italiana Vini, Assoenologi, Federvini, Federdoc, Federazione vignaioli indipendenti e Alleanza delle Cooperative settore vitivinicolo. “Lo spostamento a giugno di Vinitaly e di altre importanti manifestazioni internazionali nelle città di Milano e Bologna – spiega Maurizio Danese, presidente di Veronafiere – è un segnale che il made in Italy scommette su una pronta ripresa economica nei settori chiave del sistema-Paese. Auspichiamo quindi che il nuovo calendario fieristico nazionale possa generare una rinnovata fiducia ed essere strumento con cui capitalizzare la ripartenza del nostro Paese”.

Veronafiere attiverà una task force per assistere i propri clienti in ogni ambito necessario alla riorganizzazione delle manifestazioni posticipate e in stretta collaborazione con le associazioni di riferimento predisporrà tutte le azioni di incoming necessarie a garantire la presenza di buyer e operatori professionali qualificati. Sulle nuove date, inoltre, Confcommercio Verona e Cooperativa Albergatori veronesi hanno espresso massima disponibilità per favorire lo spostamento delle prenotazioni.

Nel 2021 Vinitaly sarà in calendario nelle sue date consuete (18-21 aprile); date che sono frutto dell’accordo con l’Union dei Grandi Cru di Bordeaux (UCGB) col quale dal 2013 c’è un accordo nato per incontrare le esigenze dei protagonisti del mondo del vino, buyer e stampa internazionale in particolare.

Redazione

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