Figli in ostaggio

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Succede più spesso di quanto immaginiamo: il marito che fuori casa è irreprensibile, in famiglia si trasforma in un orco. Case che nascondono padri e mariti violenti, descritti da colleghi e conoscenti come equilibrati e gentili. Madri e mogli spaventate e figli lacerati, che nascondono un dolore immenso. Di famiglie così ce ne sono ancora troppe, purtroppo. E se, dopo anni di soprusi e violenze, la donna decide di separarsi per mettere in salvo se stessa e i figli, il conflitto diventa guerra aperta. Può accadere di tutto, persino che un padre ammazzi la moglie.

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È la storia di tutti i giorni: ogni 60 ore una donna viene uccisa da uomini pieni di rabbia, invasi dal bisogno di esercitare il proprio dominio, di controllare ciò che è "loro". Moglie e figli. In questo scenario infernale si compie il dramma che vivono i bambini, costretti a ingoiare le lacrime e ad assistere impotenti a terribili atti di violenza. Oltre 400mila bambini in Italia hanno assistito a episodi di violenza in famiglia con conseguenti danni alla loro crescita psichica ed emotiva. Il bambino coinvolto in questa spirale perversa, assiste inerme a questi reiterati episodi di violenza fisica, verbale, psicologica, sessuale perpetrata contro uno o più componenti della famiglia. Bambini ostaggio della violenza, intrisi di paura e con disturbi psicosomatici (dal mal di pancia a mal di testa e asma). Il rischio più grave è che da adulti riproducono lo stesso pattern familiare, passando da vittime a carnefici.

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Spezzare le catene del passato non è facile. Occorre un lungo percorso di psicoterapia. Le coesistenze di complessità che ne scaturiscono sono tangibili e preoccupanti: i segni del dolore e delle sofferenze sono profondi e duraturi, esposti a elevate percentuali di stress, angoscia, sensi di colpa, con conseguenze indelebili se non si interviene precocemente. La violenza a cui i minori assistono tra le mura domestiche continua a non essere considerata nella sua completa accezione. I genitori sono i primi a sottostimare i danni delle sopraffazioni a cui la prole assiste. Le ricerche in materia di violenza hanno dimostrato una più alta incidenza negli adolescenti che hanno assistito ad agiti violenti di comportamenti devianti e delinquenziali. A tutt’oggi, riscontro la carenza di soluzioni preventive e di presa in carico delle madri e dei loro figli rispetto all’entità del fenomeno. Si tratta di una criticità che non può essere sottovalutata.

Luana Campa

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