FRA NATURA, CULTURA E SPORT…

ECCO LA TARANTO CHE VOGLIAMO!

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“Questa è la Taranto che vogliamo!”: parole che risuonano come uno slogan fra la gente. Nei giorni 28 e 29 ottobre, il capoluogo ionico è divenuto patria del benessere. In un meraviglioso polmone verde del Parco Cimino, quasi a fare da contrasto con le ciminiere dell’Ilva, si è svolta la seconda edizione dello Spartan Race, evento promosso dalla Regione Puglia. Come sappiamo, Taranto affonda le sue radici nella società greca da quando il condottiero spartano Falanto fondò quella che sarebbe stata la capitale della civiltà Magno-greca; la stessa che, in questi giorni, ha richiamato migliaia di atleti provenienti da tutto il mondo grazie alla gara internazionale.

cms_7593/2.jpgLo sport, ai tempi di Sparta, era un’attività centrale nel sistema educativo, che interferiva con la vita politica interna e interstatale. Era inoltre un’esperienza di competizione, spettacolo e divertimento. Oggi come un tempo, lo sport diviene una straordinaria prova di forza, in cui si saggia il coraggio, l’emulazione, l’impegno inesauribile profuso per la vittoria. Lo Spartan Race si configura anche come un grande momento di aggregazione per la partecipazione massiccia di atleti (si contano, infatti, circa 4000 iscritti): un appuntamento importante non solo per i tarantini, dunque. Grazie a questa iniziativa, Taranto ha avuto modo di far parlare di sé per “lo scenario ossigenante della Pineta Cimino lambita dal Mar Piccolo.

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Ma in cosa consiste lo Spartan Race? Letteralmente, vuol dire “gara spartana”; in realtà, si tratta di una competizione cronometrata e controllata, che prevede la compilazione di una classifica finale. Tutti gli atleti sono suddivisi in tre categorie: Sprint, Super e Beast, che differiscono per lunghezza di tracciato e difficoltà degli ostacoli. Stiamo parlando di un percorso di almeno 6 km, in cui non mancano fossi e ostacoli da scalare (circa 20); in alcuni punti, le irregolarità del terreno fanno da barriere naturali, nascoste dall’acqua e da superfici scivolose.

Gli atleti, provenienti dagli Stati Uniti d’America e da molti Stati europei, “corrono nel fango trascinando tronchi di legno sulle spalle, strisciano sotto il filo spinato, saltano su lingue di fuoco, si aggrappano a robuste funi e scavalcano alte pareti di legno”. I migliori classificati si qualificano per la partecipazione ai campionati Europei e Mondiali.

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Nella cornice di una città in rinascita, piena di attività “collaterali” - tra cui l’apertura di molti musei, come il Museo Spartano Ipogeo Bellacicco del borgo antico - una riflessione nasce spontanea. Come dimostrato da questo evento sportivo, Taranto è una città ricca di storia, cultura, tradizione e folklore. E’ bene dunque incentivare iniziative volte a uno sviluppo eco-compatibile per il recupero del territorio e il rilancio dell’economia.

Ester Lucchese

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