FRATELLI DI ITALIA VOLA AL 26,5%...CENTRODESTRA IN VANTAGGIO DI 18 PUNTI

Berlusconi: "Meloni e Salvini? Non ho figli preferiti" - Renzi: "Conte con percettori reddito cittadinanza è voto di scambio" -

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cms_27455/sondaggi.jpgSondaggi politici, Fratelli d’Italia vola al 26,5% ...centrodestra in vantaggio di 18 punti

Fratelli d’Italia vola al 26,5% e prende il largo. Il Pd scende al 21,1%, a oltre 5 punti dal partito di Giorgia Meloni. Il sondaggio Proger Index Research per Piazzapulita, a meno di 20 giorni dalle elezioni 2022 del 25 settembre, fotografa la crescita di Fratelli d’Italia, sempre più primo partito. Alle spalle del Pd sale il Movimento 5 Stelle (14%) che stacca la Lega (11%). Azione-Italia Viva al 7,2% duellano con Forza Italia (7%). Seguono Verdi-Sinistra Italiana (4%) e Italexit (3%).

cms_27455/stituto_Demopolis.jpgA poco più di due settimane dalle elezioni politiche del 25 settembre, il centrodestra trainato da Giorgia Meloni otterrebbe il 46,5% dei consensi, con una possibile oscillazione tra il 44% ed il 49%. Staccata di quasi 18 punti risulta la coalizione di centrosinistra, attestata per il momento al 29%. Il M5S, in crescita, si posizionerebbe al 12,8%, il Terzo Polo di Calenda al 7%. È l’ultima fotografia sul peso dei partiti scattata dall’Istituto Demopolis, prima del black out elettorale previsto dalla legge. L’Istituto diretto da Pietro Vento ha realizzato una simulazione sull’attribuzione dei 400 seggi a Montecitorio. La coalizione di centrodestra -secondo i dati Demopolis- otterrebbe alla Camera un’ampia maggioranza, conquistando 246 deputati (con una forbice tra 234 e 258).

Il centrosinistra si fermerebbe a poco più di 90 seggi; 34 deputati andrebbero al Movimento 5 Stelle, 18 al Terzo Polo, 8 ad Italexit (nel caso di raggiungimento della soglia del 3%), 2 a SVP. Analizzando il consenso alle forze politiche a 18 giorni dal voto, Fratelli d’Italia sarebbe primo partito con il 25% (con una forbice tra il 22% e il 28%): oltre 2 punti e mezzo di vantaggio sul Partito Democratico di Letta, posizionato al 22,4%. La Lega di Salvini avrebbe il 13,5%, il Movimento 5 Stelle di Conte il 12,8%. Quasi appaiate risultano la lista Azione-Italia Viva al 7% e Forza Italia al 6,9%; Sinistra-Verdi si attestano al 3,5%, Italexit al 3%. Mentre iniziano i giorni decisivi della campagna elettorale ed oltre un quinto di elettori si dichiara ancora indeciso, avrebbero per il momento tra il 3 e l’1,4 per cento +Europa, Impegno Civico, Noi Moderati e Unione Popolare.

La fotografia sul peso dei partiti, scattata per il programma Otto e Mezzo, è ovviamente destinata a mutare ed evolversi negli ultimi 15 giorni che precedono l’appuntamento elettorale. “A poco più di 2 settimane dal voto – spiega il direttore dell’Istituto Demopolis Pietro Vento – il consenso resta ancora mobile: tra quanti immaginano di recarsi alle urne, il 67% ha già un orientamento preciso; il 12% esprime un’intenzione di voto, ammettendo però che potrebbe cambiare idea nei prossimi giorni. Il 21% degli elettori è ancora indeciso sulla scelta da compiere”. L’affluenza stimata oggi da Demopolis è del 68%, in calo di 5 punti: voterebbero di fatto 2 milioni e mezzo di italiani in meno rispetto alle Politiche del 2018.

cms_27455/salvini_berlusconi_meloni_fg.jpgBerlusconi: "Meloni e Salvini? Non ho figli preferiti"

"Io non ho dei figli preferiti, voglio bene a entrambi, sono bravissimi ragazzi e hanno la mia stima. Non ci sono differenze di affetto nei loro confronti, Matteo è affettuoso e mi chiama tutti i giorni per sapere come sto. Giorgia è un po’ più sulle sue". Così Silvio Berlusconi intervistato da Controcorrente, su Rete 4, rispondendo a una domanda su i due leader di Fdi e Lega. "Alla fine riesco sempre a portarli a decisioni condivise", dice ancora.

cms_27455/renzi.jpgRenzi: "Conte con percettori reddito cittadinanza è voto di scambio"

"Sono sconvolto dalle immagini di Conte, credo fosse a Palermo, osannato come ’o papà’ del reddito e riverito, fanno a gara a fare la foto con lui con la card gialla del reddito di cittadinanza. E’ voto di scambio". Lo ha detto Matteo Renzi al Corriere.it.

Poi, parlando delle elezioni in vista, Renzi aggiunge: "Se non ci sono i numeri, se la destra non avrà i numeri, c’è una sola alternativa, andare da Draghi e dire governa tu il Paese. Non ci sono scenari alternativi, o vince la destra o c’è Draghi".

Quindi l’attacco al leader Pd: "Da quando Letta si è messo a fare campagna elettorale stanno crescendo Meloni e Conte. Letta è il miglior alleati della destra e dei grillini".

"Non torno nel Pd, assicura quindi Renzi, che continua: "Noi abbiamo portato il Pd al 40,8% ma a un certo punto hanno iniziato a farmi la guerra dall’interno D’Alema e co. Una parte della responsabilità è anche mia, non mi sottraggo, ma il nostro lavoro è stato minato dall’interno. Oggi il modello e Macron, che ha spolpato da dentro sinistra e destra e il disegno con Calenda è questo".

Redazione

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