FOCUS NEL D-MONDO

I silenzi da raccontare di Diorhà

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E’ davvero fantastico quello che io amo definire il D-Mondo. E’ un pianeta popolato non solo da diversamente abili ovvero con diverse abilità, come la vulgata ama definirle, bensì anche da persone meravigliose per le quali non esistono limiti nel darsi agli altri. Nel D-Mondo il concetto di limitazione non possiede un contenuto negativo, non è la barriera ma rappresenta il limite da oltrepassare, la sfida da vincere per poter dire a se stessi di avercela fatta e alla collettività che non c’è remunerazione più appagante del donare amore.

Percorrendo il D-Mondo ho voluto incontrare Diorhà, una donna dal temperamento forte che ogni giorno affronta le sfide imposte dal tempo (sempre poco per chi, come lei, è una volontaria per offrire i margini che dovrebbe dedicare al riposto dopo il suo lavoro, a chi – bambini e anziani - nei reparti ospedalieri vive la dolorosa condizione della degenza. Ci conoscemmo nel maggio del 2018 in occasione di un contest. Io portavo in palcoscenico una storia di violenza sul posto di lavoro, Diorhà eseguiva una sua canzone in cui raccontava storie di bambini. Entrambe raccogliemmo pianti di commozione e applausi. Ci scambiammo un sorriso, la gioia silenziosa di sapere che nel D-Mondo saremmo state insieme, ciascuna con il proprio “talento”, ciascuna senza mai tacere.

cms_19526/1.jpgDiorhà è un clown therapist. Le parole di Diorhà toccano il cuore.

Da quando, nel 2013, come cantautrice avviò il suo straordinario progetto proponendo i suoi brani durante i live in acustico, l’artista foggiana ha conquistato – con due Album e quattro singoli - un premio dopo l’altro, tutti prestigiosi: Proscenium Festival, Premio Donida, Premio Lunezia. Dopo il successo dell’ultimo singolo Un altro pianeta, a settembre ha inciso un nuovo brano.

Ho voluto incontrare Diorhà. La tempra decisa e il magnifico sorriso sono quelli di sempre.

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Diorhà il tuo essere clown è un’attività volontaria che richiede anche impegno professionale. Cosa rappresenta per te?

Essere volontario è tirar fuori, dal profondo del cuore, la gioia del donare umanità e sorrisi senza interessi. È la capacità di osservare ogni cosa senza filtri, di vivere con positività anche i momenti più difficili, la consapevolezza di essere privilegiati. La clown terapia è sincerità, onestà e rispetto nei confronti di se stessi e degli altri, non un modo di fare ma di essere

Il tuo impegno è una scelta vocazionale che matura casualmente oppure nasce da un “fattore scatenante”?

Ho da sempre sentito l’esigenza di rendere utile la mia capacità di sentire e percepire le cose e le persone in modo più forte. La clown terapia mi permette amare senza sentirmi fuori luogo.

Hai un ricordo in particolare che spiega questa il valore di questa tua scelta?

Era un pomeriggio d’estate, il caldo era insopportabile ed io ero in giro per i reparti durante una delle nostre "missioni sorriso". Ricordo bene l’incontro con una donna, il suo raccontarsi e il mio ascoltarla senza muri e senza filtri. Mi chiese scusa perché non riusciva a trattenere le lacrime, succede a chi ha dovuto esser forte per troppo tempo. Io, accarezzando quelle lacrime, le dissi "Non scusarti, le tue lacrime sono importanti, significano che sei viva! Servono a lavare via tutto il dolore" . Lei mi guardò, mi sorride e mi abbracciò. Lo ricordo bene! Usciti dal reparto, il mio compagno di missione mi chiese dove avessi trovato quelle parole, io con un’aria un po’ "boh?" gli risposi " Non lo so, è quello che ho sentito, credo mi abbia ispirata il cuore" Ecco... Questo è... "

Sei la clown che fa felici tante piccole vite…porti luce nei loro occhi …

cms_19526/2.jpgIn realtà credo che siano loro a regalarmi luce. È un po’ quello che racconto nel mio brano " Gli occhi dei bimbi " scritta un po’ di anni fa pensando a due bambini speciali (i miei) e che poi è diventato l’inno dell’associazione di #clown terapisti volontari "Il filo del sorriso". È un brano che ho avuto l’onore di presentare lo scorso anno alla Biblioteca della Camera dei Deputati a Roma ma, soprattutto è un brano che rispecchia la bellissima missione di ogni clownterapista .

Gli occhi dei bimbi sono specchi sul mondo se ci guardi attraverso vedi la verità, sono un arcobaleno tra la terra ed i sogni, tra un c’era una volta e quel che sarà. Gli occhi dei bimbi sono un particolare di quei visi stupiti dalla vita che va ... guardano attenti le nostre stranezze, quella adulta saggezza fatta di mediocrità. Ma se continui a guardare ogni particolare, saprai bene che il tempo è un dettaglio impreciso per chi resta bambino, quei piccoli occhi si perdono in cielo, danno forma ai pensieri e atterrano più in là. Gli occhi dei bimbi sanno sempre parlare, se ci guardi attraverso vedi curiosità, sanno bene che il mondo è più bello a colori, sanno dare un sorriso anche a chi non ce l’ha. Se guardi attraverso questi occhi sinceri, vedrai del tuo mondo anche l’altra metà, tutte le cose che hai dimenticato, che ti hanno stupito un po’ di anni fa. https://www.youtube.com/watch?v=-LlzOzsobpA&authuser=0

Nella tua attività ti misuri con gli enigmi della malattia, con vite vissute nell’infinito tempo del silenzio…quanto pesano i silenzi?

cms_19526/3.jpgMi piacciono i silenzi, quelli in cui puoi ascoltare il suono dei sentimenti più veri, la voce del vento e i passi sulla terra. Ai silenzi spesso mi lascio andare, cercando ispirazioni, trovando risposte. Sono quelli rotti dal canto, dal riso o dal pianto. Sai cosa mi spaventa davvero? Il vuoto assordante delle parole taciute, dell’indifferenza, delle bugie. L’arroganza e la rabbia urlata in piena faccia, l’odio, il rancore. L’eco di un abbraccio mai dato e il battere irregolare di un cuore maltrattato, umiliato, soffocato dalle paure. I silenzi non mi spaventano, ancora più quando portano la dolcezza di un ricordo, di una carezza e di un bacio inatteso. Quando in un attimo muto, negli occhi puoi leggere le parole più belle " Vite quotidiane Viviamo di parole non dette, taciute, di emozioni non espresse, soffocate dalla convinzione che sia meglio restarci a debita distanza. Siamo distratti da un correre quotidiano che fa tanto rumore da coprire il suono dei pensieri più veri, intorpiditi da uno scorrere su di una superficie che ci vuole in fila, ordinati, tutti verso un’unica direzione ed un unico pensiero. Ma c’è chi ancora ha il coraggio di rompere gli schemi, muovendosi in profondità, sporcandosi le mani di sentimenti vivi e più intensi, chi sente le sfumature di un’anima nuda che rigurgita creatività e vita. Chi guarda attraverso fessure scavate dal dolore scorgendo sorrisi sinceri, chi trasforma ogni caduta in colori nuovi e, passo dopo passo, inventa i giorni.

Diorhà è un fiume in piena…

Lo è la mia esigenza di comunicare me stessa e tutto ciò che mi accade intorno, soprattutto nel in momento difficile come lo scorso lockdown

Essere umani

Siamo il controsenso

Siamo l’imperfetto

Siamo radici e siamo vento

Siamo rumore e siamo silenzio

Siamo sorrisi dopo il pianto

Siamo timori ed il coraggio

Siamo luce oltre la tempesta.

(da Silenzi da raccontare )

È un brano che ho avuto l’onore di presentare lo scorso anno alla Biblioteca della Camera dei Deputati a Roma ma, soprattutto è un brano che ri che rispecchia la bellissima missione di ogni #clownterapista.

Diorhà sei a Roma per portare in scena il tuo ultimo singolo e raccontarti attraverso le tue poesie e riflessioni…

Sono a Roma ma ho dovuto, purtroppo, rinunciare al proposito dell’evento di presentazione della mia opera. Sono un’artista che si esibisce portando in scena il mio impegno nel volontariato e l’amore per l’arte e ti confesso che mi sento un po’ sola in questo periodo in cui non c’è attenzione da parte delle istituzioni per chi comunica l’arte espressa con amore, le emozioni positive che giovano ad affermare la bellezza della cultura.

Per fortuna l’arte, la musica e le emozioni non smettono di esistere.

Antonella Giordano

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