FERMENTO IN LEGA PRO IN VISTA DELLA PROSSIMA ASSEMBLEA

OLTRE ALLA STAGIONE IN CORSO SI DISCUTERÀ ANCHE DEL FUTURO DELLA SERIE C

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Si prospetta una settimana interessante per la Lega Pro che domani si ritroverà in videoconferenza per discutere sia della stagione in corso che del futuro della Serie C. E non è detto che le due strade non si incrocino. Secondo Sportitalia, infatti, sarà presentata una proposta rivoluzionaria che potrebbe, da un lato risolvere i problemi di questo campionato (riguardo i criteri da stabilire per le promozioni e retrocessioni nel caso in cui non si dovesse più giocare) e, dall’altro, addirittura salvare l’intero sistema calcio – ormai al collasso – con una riforma che potrebbe coinvolgere anche la Serie B. Ma vediamo in breve di cosa si tratta. L’idea dovrebbe essere quella di ridurre il numero delle società professionistiche da 100 a 60 distribuite in questo modo: 20 squadre in serie A (che dunque rimarrebbe così com’è) e 40 in una nuova Serie B composta da due gironi, alla pari, da 20 squadre. In questo modo, per la stagione 2020/21, alle 20 squadre di B si aggiungerebbero le prime 20 squadre dei tre gironi di Serie C. Se così fosse, andrebbero in Serie B almeno le prime sei di ogni girone della Lega Pro. Le altre 40 squadre di Serie C, invece, andrebbero nella terza serie, non professionistica e dunque con forti riduzioni di costi, insieme ad altre 20 squadre provenienti dalla Serie D. Dunque scomparirebbe la Lega Pro, mentre la Serie D sarebbe composta da 9 gironi da 18 squadre.

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Di questa notizia non ne ha fatto mistero la Figc che ha così confermato: «Con riferimento all’ipotesi di riforma dei campionati, in particolare sulla Serie C – si legge in una nota - circolata nelle ultime ore su alcuni organi di informazione e sui social media, la FIGC precisa che nel tavolo di confronto istituito dal presidente Gabriele Gravina con tutte le componenti federali lo scorso gennaio, sono stati discussi diversi scenari, ma i lavori si sono interrotti a causa dell’emergenza da Covid-19. Non appena possibile, è volontà della Federazione riprendere a discutere alcune proposte di riforma nel rispetto delle norme statutarie. Al contempo, la riunione del Consiglio Federale programmata l’8 maggio è stata posticipata per la necessità di maggiori approfondimenti».

Il fatto che si sia ritenuto necessario rinviare il Consiglio Federale per approfondimenti la dice lunga sull’importanza di tale riforma. Ma torniamo alla proposta. Questa soluzione potrebbe essere interessante per una serie di motivi. Intanto per la sostenibilità economica delle serie minori. Il calcio oggi non può più sostenere 100 squadre professionistiche, molte delle quali non riescono a sopravvivere. Ridurle a 60 vorrebbe dire - soprattutto per la nuova serie B che si andrebbe a formare - usufruire di maggiori garanzie economiche.

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Inoltre, poiché in questa stagione la Lega Pro quasi certamente non tornerà più in campo, si risolverebbero i problemi legati alla promozione e retrocessione. Non a caso diversi presidenti, preoccupati di ciò che potrebbe loro accadere, provano a giocare d’anticipo facendo valere le proprie ragioni. Il Presidente del Carpi (53 punti in 26 gare e una media di 2,038 punti a partita), per esempio, nonostante sia terzo in classifica dietro al Reggio Audace (55 punti in 27 gare e 2,037 p/p), è convinto che sia un suo diritto andare in Serie B per la miglior media punti conquistata sul campo rispetto anche al Bari (60 punti in 30 gare e 2 p/p) e alla Carrarese (45 punti in 27 partite 1,6 p/p). Un discorso opinabile sotto diversi punti di vista. Senza addentrarci troppo, tuttavia, la riflessione che ne vien fuori è che potrebbe iniziare una battaglia legale che non porterebbe a nulla se non a perdere tempo e a bloccare anche il campionato prossimo. Pertanto questa proposta – sicuramente da perfezionare - accontentando, di fatto, la quasi totalità della Serie C, eviterebbe anche il problema degli eventuali ricorsi delle società interessate. Anche perché, in effetti, oltre a Monza, Vicenza e Reggina andrebbero in Serie B (e senza battaglie legali) anche Bari, Reggio Audace, Carrarese, Carpi e altri 13 club.

Insomma potrebbe essere questa la proposta che da anni il mondo del calcio non ha mai avuto il coraggio di fare. D’altronde il tempo per una riforma non manca.

Ci riuscirà questa volta sotto l’effetto del coronavirus?

(Foto da raisport.rai.it, adnkronos.com Fotogramma e it.finance.yahoo.com – si ringrazia)

Rino Lorusso

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