FANTASIA DI STEFANO LABBIA

Intervista esclusiva per “La Pagina della Cultura” dell’International Web Post

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Fantàsià è una Raccolta di racconti brevi a tema fantasy, ideata da Stefano Labbia e firmata da vari Autori: Silvia Bruni, Greta Guerrieri, Stefano Labbia, Aharan Lee, Elena Panzera, Giorgia Sbuelz, Monica Serra, Maggie Van Der Toorn.

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Il ricavato della vendita sarà devoluto interamente ad ASROO; Associazione scientifica retinoblastoma e tumore oculare.

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La letteratura per ragazzi deve essere priva di vezzi ma ricca di contenuti per far riflettere gli stessi in modo inconsapevole. Siete riusciti a raggiungere l’obiettivo?

cms_21322/1.jpg Ci dicono di sì perché anche gli addetti ai lavori ci hanno fatto i complimenti perché non era facile per tanti motivi, soprattutto perché ad eccezione di Greta Guerrieri, nessuno di noi aveva mai scritto un racconto Fantasy e quindi c’era questo piccolo ostacolo da superare. Il Fantasy è un genere molto particolare che ha dogmi e paletti molto importanti. Un altro ostacolo importante era il Target per cui idealmente abbiamo concepitoquesti racconti e per noi scrittori ha rappresentato un “doppio carpiato”.
I focus del libro sono le tematiche sociali all’interno dei racconti ed è stato molto difficile riuscire a trattarle senza banalizzarle e stando attenti a non spingerle troppo in là. E’ stata una sfida! Tornando alla domanda credo che specialmente la letteratura per ragazzi debba dar loro qualcosa, anche solo una domanda. Tutti i partecipanti a questo progetto abbiamo una visione comune dello scrivere e della letteratura.
E’ importante che ci siano delle domande all’interno dello scritto.

Genere Fantasy che è molto lontano dalla mia generazione ma ho trovato il libro molto interessante e siete riusciti a trattare molti temi attuali e importanti come “l’identità di genere” quando un bambino dice “non sono né maschio e né femmina”.

Ci siamo divisi le tematiche nel rispetto dei ruoli e dell’indole di ogni scrittore perché era importante non banalizzare e non utilizzare cliché. Ci è stato dato un supporto molto significativo da personale specializzato. Una delle Autrici ha studiato pedagogia. Personalmente ho avuto un botta e risposta con alcune psicologhe, c’è stato del lavoro dietro alla scrittura perché oltre all’utilità del progetto, il ricavato delle vendite andrà ad ASROO.

Bisogna spronare i ragazzi alla lettura con un supporto onesto, qual è?

cms_21322/3.jpgTra gli obiettivi che il progetto Fantàsia si propone è lo stimolo alla lettura, al confronto e al dialogo. C’è il racconto di Giorgia Sbuelz che parla di Bullismo e non è stata una tematica facile da affrontare. Il suo è un racconto molto particolare per cui attraverso degli occhiali magici, il bullo poi s’immedesima nel bullizzato. Quello che si ripromette personalmente Fantàsia è innestare una discussione e avvicinare questi Universi che sembrano distanti, mi riferisco al Mondo degli adulti e a quello dei giovani. Con l’umiltà del caso perché non abbiamo la possibilità di risolvere problematiche che purtroppo ci portiamo dietro da millenni. E’ importante il dialogo e per tutto il resto dovremmo trovare una chiave che avvicini alla lettura i più giovani. Penso alle Graphic Novel che sono uno strumento molto importante se utilizzato bene. E’ uno strumento di comunicazione quasi vicino al Cinema perché coinvolge la lettura ma ovviamente anche la vista e che può riuscire a catturare anche il pubblico più giovane. Quando frequentavo le elementari, un’insegnante riuscì a catturare la nostra attenzione facendoci leggere “Pinocchio” e a farlo recitare, distribuendo le parti durante la lettura in classe. Questo può essere un modo per avvicinare i giovani alla lettura, non è importante il come ma il risultato che si ottiene. Chi si approccia ad una Graphic Novel che è tratta dal romanzo di Don Chisciotte può comunque avere la curiosità come spesso accade nella trasposizione cinematografica, di reperire il libro e d’iniziare il suo percorso culturale.

A proposito di Bullismo, i due personaggi della storia sono Ludovico ed Emma ad uno dei due vengono regalati degli occhiali che fanno entrare nelle pagine di un libro e vivere la storia. E’ così che il bullismo s’inverte e il bullo scappa…

E’ molto difficile mettersi nei panni di chi viene bullizzato e l’espediente usato dall’Autrice merita un grande plauso perché è riuscita perfettamente nell’intento. Non è un racconto banale ma molto particolare!

Quali sono i disagi dei ragazzi di oggi e come possiamo aiutarli?

cms_21322/4.jpgI disagi da quello che leggo e da ciò che vedo, non è solo il Cyber bullismo ma come accennavo prima è anche l’identità sessuale che spesso viene scoperta molto prematuramente. Le statistiche in Italia danno l’età di undici anni per “la prima volta”. Non so se esce fuori che i giovani effettivamente hanno una marcia in più ma credo che vadano tutelati ed è un compito che spetta a tutti gli adulti, sia a chi ha la fortuna e l’onere di gestire una vita tra le mani, e sia a chi non ce l’ha. Con i nostri comportamenti, le nostre scelte e decisioni, in un certo qual modo finiamo per condizionare le Alte Sfere. Siamo tutti iperconnessi e abbiamo una responsabilità enorme. Loro sono il futuro ma noi glielo stiamo costruendo.

Ci sono stati episodi recenti riguardo a TiK Tok dove una ragazzina di 12 anni muore impiccata in camera, forse per una sfida assurda. Bisogna vigilare e soprattutto non dare il cellulare prima di una certa età.

Questo è un argomento molto spinoso perché sembra che effettivamente non ci sia una soluzione. Tutti i provvedimenti che vengono emanati sembra che siano dei modi per tamponare questa enorme emorragia ed è facile pensare che tutti i problemi derivino da Internet ma credo che il problema sia molto più complesso e che sia nato molto prima di Internet. E’ ovvio che adesso soprattutto per il cyber bullismo, la situazione è degenerata. Parliamo anche di body shaming e dei c.d. “Leoni da tastiera” che utilizzano questo mezzo, impropriamente e sono al vaglio alcune leggi per portare nelle scuole l’ora di “Social Network” per sapere come utilizzarli. Alcuni hanno proposto di far usare i social network solo ai maggiorenni. Alcuni dicono che molti giovani si sono evoluti, altri che si sono involuti. Personalmente credo che se fossero stimolati nel modo giusto, potrebbero darci tanto.

Noi adulti quali e quante cose dei ragazzi, non siamo in grado di comprendere?

cms_21322/5.jpgPurtroppo tante nonostante chi più e chi meno si metta sempre in gioco. Non si parla solo di “mode o di modi di vivere diversi” si parla anche di riuscire a far passare i messaggi giusti. Un anno fa, vedevo bambini di sei, sette anni già con lo smartphone e non ha senso darglielo, perché a quell’età escono con i genitori e quindi non c’è la necessità di rintracciarli. Molto dipende da noi. Penso alle confezioni di gomme da masticare che imitano i pacchetti di sigarette degli adulti. Da adulto si metterà a fumare perché gli evoca la sensazione di piacere di quando era bambino. Abbiamo molte responsabilità verso di loro, ma siamo due mondi diversi. E’ difficile approcciarsi ma sono convinto che ce la possiamo fare.

Cos’è per Lei, l’amore per l’arte?

E’ il comunicare agli altri, quello che io vedo. Nel mio piccolo cerco di dare sia domande ma anche una visione più oggettiva possibile delle cose. Noi scrittori, scriviamo di quel che conosciamo ed è inevitabile che si metta qualcosa del proprio Background. L’Arte è un mezzo di comunicazione potentissimo e spesso ahimè viene utilizzato anche in malo modo. Penso alle propagande che spesso e volentieri, ogni Dittatura veicola attraverso l’Arte. E’ una macchina bellissima ma bisogna saperla guidare. Dobbiamo avere coscienza di quello che facciamo perché altrimenti come qualsiasi altra cosa, può provocare seri problemi.

Secondo lei Cavalieri e Pirati sono ancora in auge tra i ragazzi o i giochi sono diversi?

Credo che i genitori, le Case di produzione e chiunque gestisca l’Arte, abbia una responsabilità, non solo in quello che comunica ma anche nel modo in cui lo fa. Quando sento queste affermazioni, mi destabilizzano un po’. Il mercato lo facciamo noi, sia come domanda che come offerta. Stiamo parlando di ragazzi che non sono quelli degli anni 40 o 50 ma hanno un modo di vivere diverso. La maggior parte di responsabilità di ciò che fanno o dicono, è nostra. Tornando alla domanda, credo sia un discorso un po’ lontano da come viviamo oggi.

Nei giochi c’è ancora posto per la fantasia?

Credo di sì, al di là della tecnologia che ha sostituito la Televisione e la Radio ma che si continui a disegnare, a scrivere. Credo che la fantasia si sviluppi attraverso questi due mezzi ma non essendo nativo digitale non so quanto testo faccia.

Nella raccolta di racconti c’è anche il suo “Elfa stivale e l’avventura folle. Di cosa parla?

E una storia in cui c’è una preadolescente che è figlia di un orco e di una piccola Elfa che è ribelle e soffre per le frequenti liti tra genitori che sembra non si capiscano e che non le prestino più attenzione. Lei decide di scappare di casa perché è allergica alle regole e trova che la situazione che vive sia esasperata. Fa un piccolo viaggio che la porta a capire quanto le regole siano importanti nella vita e a perdonare i suoi genitori che si erano spaventati quando lei era scappata. Nella loro paura, Elfa aveva colto un segno d’amore.

E’ altrettanto bello il racconto sulla solitudine del Signor Amilcare

E’ stato uno dei racconti che personalmente mi ha colpito di più! Un grande plauso alla scrittrice perché immagino che non sia stato facile scriverlo. E’ un racconto che coinvolge perché il protagonista vive delle sensazioni che sono comuni ad ognuno di noi.

cms_21322/6.jpgTra i classici compaiono “Ventimila leghe sotto i mari” e “La storia infinita”! Com’è nata questa scelta?

Fàntàsià, il titolo del libro, è già un richiamo alla Storia infinita, l’idea era quello di realizzare attraverso un collettivo di Autori, un’antologia che avesse come scopo non solo “la beneficenza” che era il primo obiettivo che ci eravamo proposti ma soprattutto volevamo comunicare qualcosa! Il Fantasy poteva essere la chiave di accesso per parlare ai preadolescenti e abbiamo deciso di collocare anche un po’ di classici e speriamo che vengano scoperte anche dalle nuove generazioni. Se sono denominati Classici, c’è un buon motivo.

Cosa significa farci trasportare dalla Fantasia o meglio dove ci porta la Fantasia?

Viaggia da sola e a briglia sciolta e spesso noi adulti dobbiamo frenarla un po’ per rimanere con i piedi per terra! E’ bello che poi prenda piede e lo vedo anche da Autore, da Scrittore, spaziando dalle Poesie, ai Romanzi, ai Graphic Novel, alle Raccolte di Racconti e vedo che nel duplice ruolo di Scrittore e Lettore, ogni tipo di genere cambia molto, non solo nella stesura del Testo ma anche nei concetti e nelle dinamiche che vengono veicolati dalla Fantasia che ha il merito di riuscire a spaziare e a non avere limiti, letterariamente parlando. Bisogna essere aperti a tutto ciò che ci viene sottoposto ma bisogna tener conto anche dei gusti personali sui quali non dibatto. A livello culturale e letterario è importante non avere dei preconcetti. Essere aperti è il primo modo per stimolare la fantasia, per permettere che da una storia ne nasca un’altra. Per le storie che scrivo, prendo spunto dalla musica che ascolto, dai Film che vedo, dai Libri che leggo. Ognuno di noi ha un suo vissuto e ha le proprie emozioni. La Cultura è di tutti ma è anche molto personale.

Come vanno le vendite?

Stanno andando bene, il merito è anche vostro che ci date spazio. Un anno fa abbiamo scalato la classifica, partendo dalla posizione settemila e alla Chat di Amazon siamo arrivati a tremila. Per vari motivi non siamo riusciti a continuare a promuovere e siamo scesi un pochino! Ci teniamo a ringraziare gli addetti ai lavori, gli acquirenti per averci aiutato nel dare il ricavato in beneficenza.
Il libro è disponibile sia in versione cartacea che in versione Kindle. Il ricavato va direttamente all’Associazione che ha caricato personalmente il libro. La fascia di fruizione va dagli 8 ai 13 anni. Ne fruiscono anche gli adulti. Il Bullismo riesce a conciliare le due fasce perché purtroppo ci segue tutta la vita. Finita la scuola, muta ma rimane sempre il voler prevaricare sull’altro. Lo ritroviamo sul lavoro con il Mobbing, nel Femminicidio come situazione di dominio dell’uomo sulla donna.
Purtroppo la pandemia non ci ha permesso di presentarlo alla Stampa, volevamo organizzare degli eventi su Roma, Torino e Milano con dei gruppi di lettura anche nelle Scuole sia le Elementari che Medie. Abbiamo veicolato il progetto su varie testate. Abbiamo fatto delle Dirette Instagram.

Mi permette di chiudere con una domanda privata?

Certo!

Cos’è per Lei scrivere?

E’ tutto, è Vivere perché con la scrittura comunico le mie emozioni e di quelli che mi stanno accanto. Come per tutti gli altri scrittori è una valvola di sfogo ma al tempo stesso sento di comunicare qualcosa, è un “do ut des” e spesso ricevo molto di più rispetto a quanto do.

Elisabetta Ruffolo

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