Enoturismo italiano

Il vino delle cantine italiane diventa itinerario di tradizioni e racconti

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“Il vino è uno dei maggiori segni di civiltà nel mondo” scriveva il noto scrittore de “il Vecchio e il Mare”, Ernest Hemingway, che visitò l’Italia e imparò ad apprezzare la “grande bellezza” del nostro Bel Paese. Mai espressione fu più felice! È proprio vero! Dietro un bicchiere di vino, ancor più se condiviso, si cela la tradizione di un’Italia contadina ed artigiana che tramanda se stessa stimolando la nuova tendenza del turismo 2.0: il turismo del vino. In una sola parola “enoturismo”. Oggi attraverso il vino si esprime l’identità di un territorio. Il vino diventa strumento di promozione culturale e può stimolare maggiori introiti, aiutando il settore turistico nei periodi di cosiddetta bassa stagione. Un aiuto importante per “destagionalizzare” ed attrarre il turismo nella zone collinari che sono a rischio spopolamento per scarse possibilità d’occupazione giovanile.

cms_5037/2.jpgGrazie ai social network che permettono di stimolare la curiosità e l’interesse per determinate località e determinati tipi di esperienze, il vino può fare da volano per un turismo straniero che visita l’Italia, la conosce e può apprezzarne cultura, arte e cibo di qualità. Andiamo ai numeri del settore. Il fatturato è di circa 2,5 miliardi di euro e il numero di turisti del vino supera i 10 milioni. Emerge un cauto ottimismo per qualche criticità accompagnata da un ottimismo pieno per molti punti di forza che accompagnano il settore turistico legato al vino. Lo evidenzia il XII Rapporto sull’Enoturismo 2016 presentato alla Bit di Milano dalle Città del Vino. Alla presentazione c’erano sia le Città del Vino, sia il Movimento Turismo del Vino che hanno firmato un protocollo d’intesa per azioni e strategie condivise. Le associazioni rappresentano le due facce della stessa medaglia: la prima è la parte pubblica che raccoglie insieme 450 Comuni a vocazione vitivinicola, la seconda rappresenta oltre mille cantine associate. Il dialogo sul turismo del vino non può che iniziare da qui per legare la tradizione ai territori. La cifra dei 2,5 miliardi di euro, frutto dell’enoturismo in Italia merita una precisazione: comprende, oltre agli arrivi in cantina, anche l’indotto collegato (spese di viaggio, vitto e alloggio sul territorio a complemento della visita in cantina). Se, infatti, parliamo solo di arrivi in cantina, il fatturato annuale corrisponde ad una cifra notevolmente inferiore a 2,5 miliardi di euro. Cosa significa? Che quando si parla di valore dell’enoturismo, ci si riferisce a tutte le attività economiche di servizio sul territorio, a cui vanno aggiunte anche le vendite dirette in cantina. Mediamente un enoturista spende 193 euro, investiti in attività quali: visite al vigneto, visite in cantina, degustazioni, vendemmia, eventi, pernottamento, acquisti di bottiglie. Quest’ultima sarebbe l’attività più intensamente frequentata: oltre il 70% dell’incidenza sul fatturato enoturistico aziendale. Andiamo alle Criticità del settore.

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I punti deboli dell’enoturismo italiano sono ancora i servizi, anche e soprattutto quelli in collaborazione con i Comuni (dalle strade, alla segnaletica, agli eventi in sinergia); la formazione degli addetti all’accoglienza e anche la preparazione nella registrazione del fenomeno: molte cantine non sanno quanti visitatori arriveranno, quanti sono arrivati, quanti hanno comprato, non registrano le visite, non registrano i contatti, ecc. Va sviluppato un maggior dialogo tra Comuni e operatori con indagini di customer satisfaction e altri strumenti di raccolta di richieste, segnalazioni e suggerimenti. Dall’altra serve più cultura d’impresa nella progettazione, organizzazione ed erogazione dell’offerta enoturistica, a cominciare da corsi di formazione per imprenditori ed addetti. Bisogna curare molto di più la promozione del vino in rete con un portale web più efficiente ed aggiornato.

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La promozione web, a macchia di leopardo in tutta Italia, è troppo generica e non riesce a fornire al turista straniero una informazione efficace per spostarsi facilmente da un territorio ad un altro. In conclusione. L’enoturismo è un fenomeno che fa ben sperare per il rilancio economico dell’Italia. Una nuova eccellenza del made in italy tiene fronte alle sfide del nuovo millennio creando occupazione e infondendo speranza ai giovani italiani che grazie a questo nuove forme di turismo possono avere le opportunità che meritano.

Enrico Marotta

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