ETA’ BIOLOGICA: LA MISURA DELLA VITA

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Vivere più a lungo ha senso se si vive bene

In questo articolo parleremo di età biologica: un tema di vitale importanza per il genere umano. L’età biologica non corrisponde all’età anagrafica ma all’età che il nostro organismo recepisce per davvero in ogni sua parte e funzionalità, a quell’età che ci sentiamo davvero ogni giorno addosso. Partiremo da un dato statisticamente evidente: l’innalzamento della durata media della vita. Illustreremo poi come sia difficile gestire quella fase dell’esistenza vissuta tra tante problematiche, se non ci si prepara in tempo a viverla bene. Vi mostreremo come in una vita lunga, in salute e davvero viva, fanno la loro parte non solo i geni, ma anche uno stile di vita sano ed equilibrato. Non per ultimi, infine, entrano in gioco quei vitali interessi che abbiamo intessuto e accresciuto nel corso del tempo. Sono questi che formano il nostro io, il nostro mondo, lo specchio della nostra essenza e di tutte le nostre motivazioni a vivere, a esserci.

La formula che misura la nostra giovinezza si chiama età biologica

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Addentriamoci allora insieme nella scoperta della formula per fissare l’età biologica a un tempo eternamente giovane. L’elisir di lunga vita agognato dagli alchimisti medioevali arriva oggi direttamente dalle ricerche dei laboratori più avanzati. Se non produce effetti magici, ci aiuta però ad affrontare con serenità un passaggio naturale della vita ad un’età privilegiata. Verso questo tempo nuovo e prezioso, oggi non deve più avanzare uno stato di paura bensì di conoscenza. Perché una società che guarda alle esigenze degli anziani con spirito di responsabilità è una società che sa affrontare con attenzione e rispetto un futuro che è di tutti o almeno così si spera.

Se la vita avanza, l’invecchiamento non si arresta

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Oggi le aspettative di vita sono notevolmente aumentate, arrivando a sfiorare gli 85 anni per le donne e poco meno per gli uomini. Gli ultimi dati Istat riguardo al numero di centenari presenti nel nostro Paese, ci regalano una fotografia sorprendente perché risultano in costante aumento coloro che hanno superato le cento primavere. L’Italia, dunque, si conferma ancora una volta tra le nazioni più longeve del pianeta e tra quelle con l’aspettativa di vita più alta. Questo fenomeno, che ha avuto un breve e transitorio rallentamento a causa del Covid-19, impressiona sia studiosi, sia chi guarda al futuro della nostra società con occhio attento. L’interesse è tutto verso l’analisi delle possibilità di ciascuno di trovare spazi di vita "possibili" anche in età molto avanzata. Vivere più a lungo, infatti, ci mette di fronte a condizioni di malattia e fragilità che conducono ad un rapido declino fisico. Questo succede perché le cellule, invecchiate, non sono più in grado di svolgere le loro funzioni. Le cellule senescenti, prima di morire, rimangono a lungo nell’organismo secernendo alcune sostanze dannose, causa di infiammazioni. Sono chiamate per questo motivo cellule zombie, perché in grado di "contaminare" le cellule vicine, diffondendo l’infiammazione a tutto il corpo con un effetto domino.

Una vecchiaia libera da malattie

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Questo spiega perché, a fronte di una mutata situazione demografica, carpire il segreto della longevità è diventato sempre più oggetto di numerosi studi scientifici. Le nuove ricerche hanno lo scopo di comprendere se sia possibile rallentare l’invecchiamento e aumentare, allo stesso tempo, la qualità e la salute degli anni di vita guadagnati. L’obiettivo è trovare non l’elisir di lunga vita, ma una cura universale contro le malattie neurodegenerative e vascolari. Ciò ha lo scopo di impedire il deterioramento del fisico non appena iniziano a svilupparsi i sintomi di queste patologie, che normalmente insorgono con l’età.
Per questo sono allo studio sostanze in grado di correggere i meccanismi cellulari danneggiati dal trascorrere dell’età. Accanto a queste si sperimentano composti in grado di agire sui meccanismi dell’insulina per ridurre lo stress infiammatorio causato dalle cellule zombie. Un recente studio sta dimostrando come la somministrazione di un cocktail di farmaci - composto da un antitumorale e da un flavonoide, la quercetina – sia capace di impedire l’insorgere di aterosclerosi e osteoartrite. L’ultima frontiera dell’anti-aging è poi la cura con il plasma prelevato da soggetti giovani. La ricerca è volta a dimostrare l’utilità delle trasfusioni di plasma giovane come possibile trattamento anti-Alzheimer.
Quinfeng Qiang, autore principale di questo studio, ha documentato il ruolo centrale di un recettore dei globuli rossi nell’ostacolare il declino cognitivo, collegando la sua perdita nel tempo, all’insorgere della senescenza.

L’industria dell’eterna giovinezza

Il settore dell’anti-invecchiamento smuove anche enormi interessi economici.
Attira quindi sempre più risorse tra: aziende, investitori, non profit e laboratori di ricerca, tutti impegnati a studiare le cause dell’invecchiamento e come contrastarlo. Alla paura di invecchiare, si contrappone così un ampio ed articolato settore in crescita, disposto a mettere in gioco la disponibilità economica necessaria per un investimento di tale portata. È dunque arrivato il tempo in cui le conoscenze nel campo della biologia e tecnologie sempre più raffinate, permettono di individuare ed ostacolare efficacemente alcune delle cause del processo di senescenza. Di questo passo un mondo di persone anziane in buona salute e capaci di curare i propri interessi come in gioventù, appare come un traguardo sempre meno

fantascientifico. Questo successo è dovuto anche alla medicina, il cui fine ultimo è mantenere le persone in buona salute, a prescindere dalla loro età.

La consapevolezza di una nuova età

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Prepararsi in tempo utile alla terza età, non significa quindi respingere la vecchiaia, facendo finta che i cambiamenti legati al naturale scorrere degli anni non ci riguardino, perché sarebbe come negare una condizione stessa della nostra umanità. Non basta semplicemente atteggiarsi a giovani perché il nostro organismo risponda in modo giovane agli attacchi esterni. Bisogna prepararsi nel modo giusto, informarsi su ciò che ci fa a vivere a lungo e bene e metterlo in atto. Solo così la nostra età biologica si allontanerà dalla nostra età anagrafica in modo non solo visibile all’esterno ma in modo documentabile agli esami clinici, che sono quelli che misurano e rivelano come sta realmente lavorando il nostro organismo.

Le chiavi della nostra età biologica

Ma quali sono i fattori chiave di un elisir di lunga e sana vita?

La genetica

La longevità è legata in primo luogo alla nostra genetica. È questa che traccia il solco della nostra possibilità di raggiungere o meno il secolo di vita.

I progressi della medicina

Inutile dire che la longevità è legata ai progressi compiuti in campo medico e che le società dove si vive più a lungo sono quelle dove l’accesso alle cure avviene su vasta scala.

Stile di vita salutare

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Uno stile di vita sano è la speranza più concreta di una vita lunga e in buone condizioni.

Invecchiare rimane ancora un privilegio e tanto più invecchiare bene. L’obiettivo delle società deve essere quello di far sì che questo privilegio si estenda al maggior numero di persone.

Alle istituzioni spetta il compito di attuare politiche adeguate in questa direzione.

A ciascuno di noi spetta l’impegno a raggiungere la vecchiaia in buone condizioni di salute.

Ma come possiamo rispettare questo impegno?

I passi giusti per rimanere giovani

Il primo passo per affrontare l’avanzare dell’età in modo giusto è smettere di considerare l’età come un ostacolo. Se l’imperativo è modificare il proprio stile di vita con una sana alimentazione e attività fisica costante, d’altro canto non bisogna assolutamente relegarsi allo stato di chi pensa che ormai “certe cose non fanno più per noi”. Via libera quindi a tutte le attività giovanili come il ballo, i concerti, il cinema, il teatro, gli eventi culturali, le uscite spensierate con amici, amiche e partners. Via libera allo sport e alle camminate rilassanti nella natura volte a cogliere ogni attimo, suono, profumo, colore di ogni elemento di cui avevamo assopito l’essenza, persi nel vortice della corsa quotidiana. Dedichiamoci alla lettura, alle attività mentali senza stress e senza imposizioni, con l’unica molla dell’interesse e della passione. Diamo spazio ai giochi con i nipoti dove la nostra fantasia diventa finalmente di nuovo libera di mettersi in sintonia con la loro. Non bisogna mai castigarsi scegliendo un look dai colori spenti e che non sono i nostri. Bisogna essere sé stessi a ogni età. Solo così rimarremo ogni giorno un po’ di più in noi stessi.

Il parametro che definisce la nostra vera età

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I veri conti in tasca li fa l’età biologica che è il parametro che misura quanto ci siamo effettivamente allontanati dalla gioventù in base a determinate condizioni dell’organismo e non in base al dato anagrafico. L’età anagrafica ci dice di quanto siamo invecchiati ma non come.

L’età biologica non si basa sugli anni trascorsi dalla nascita, ma sulla funzionalità del nostro organismo. Può succedere che una persona di 80 anni abbia un organismo funzionale come quello di una di 50 anni e viceversa. E tutto ciò è indipendente dall’aspetto fisico. Ossia, avere un’età biologica inferiore a quella anagrafica è qualcosa di diverso dal semplice "sembrare più giovani".

Come si calcola l’età biologica

Per conoscere l’età biologica si valutano la funzione epatica, renale, il metabolismo lipidico, le condizioni delle cellule del sangue. Poi ci sono altri biomarcatori specifici dell’invecchiamento, ossia misurazioni che indicano come e a che velocità si sta invecchiando e infine ci sono i marcatori epigenetici che sono quelle molecole che indicano se i geni agiscono favorendo o ostacolando la salute. Il nostro stile di vita può influenzare la funzione del Dna in senso positivo o negativo, anche se non può intervenire sulla sequenza. Mettendo insieme tutti questi parametri si ottiene un punteggio associato all’età biologica. Sono già disponibili diversi test per fare il calcolo di questo importantissimo indicatore dello stato reale della nostra salute. Chi ha un’età biologica inferiore a quella anagrafica ha meno probabilità di ammalarsi e quindi di morire prematuramente. Conoscere l’età biologica è importante perché, a differenza di quella anagrafica, questa è modificabile.

Come abbassare l’età biologica con le sane abitudini

Si possono portare indietro le lancette dell’orologio biologico intervenendo sullo stile di vita. Un’alimentazione salutare, come la dieta mediterranea, l’attività fisica regolare, una vita serena priva di stress, sono fattori che possono abbassare l’età biologica. La nostra salute e il nostro modo di invecchiare dipendono infatti non solo dalla componente genetica ma anche da quella epigenetica, che è legata allo stile di vita.

Lo stile di vita che sfida la genetica

cms_27677/7.jpgUno stile di vita salutare può influenzare positivamente la funzione del Dna. Chi ha avuto in dotazione con la nascita dei geni sfavorevoli che predispongono a determinate malattie, può controbilanciare la cattiva sorte adottando buone abitudini alimentari, praticando regolarmente attività fisica, rinunciando al fumo, allontanando lo stress, ricordando di bere spesso acqua e mantenendo un peso forma. I benefici della dieta mediterranea basata su cereali preferibilmente integrali, frutta, verdura, basso consumo di prodotti animali, alimenti di produzione agricola e non industriale, sono oggi ampiamente appurati dalla ricerca scientifica. Il peso della vita e delle sue circostanze è tale da essere in grado di modificare il ruolo di qualsiasi ipotetico gene. L’aspettativa di vita è quindi determinata geneticamente solo in parte, mentre la qualità della vita è responsabile di buona parte di tutto il bene e del male che può di fatto accaderci, lungo il nostro percorso di esistenza. https://www.fontenova.org/blog/la-disidratazione-negli-anziani/

Ritrovare il ritmo giusto

Per conservare la propria salute anche in età avanzata, occorre che le persone siano educate a vivere senza le angosce che impediscono una vita normale. Non è necessario inerpicarsi in atti di eroismo e di sacrificio, ma occorre solo vivere ogni momento ponendosi nella condizione di apprezzare ciò che è qui e ora. Bisogna imparare a godere di ciò che la vita può offrire ancora a qualsiasi età. L’età avanzata non inaridisce infatti la complessità e la ricchezza della vita. Non dobbiamo poi dimenticare che oggi abbiamo una marcia in più rispetto al passato: abbiamo i presupposti per impostare una vita attenta al proprio futuro.

Per cui nessun tempo, nessuna stagione della vita deve generare uno stato di resa.

Vogliamo ricordarlo con una frase molto intensa del beneamato Padre Pio da Pietrelcina:

«Ogni giorno è un giorno in più per amare, un giorno in più per sognare, un giorno in più per vivere.»

La fobia di invecchiare è forte perché invecchiare è ancora un tabù

cms_27677/8.jpgAllo stesso tempo non dobbiamo avere paura di invecchiare. Per molti invecchiare vuol dire paura di perdere la bellezza, la prestanza fisica, le capacità fisiche e cognitive, sviluppare una demenza. Per altri il timore più radicato è quello della perdita del proprio ruolo sociale, del prestigio legato al proprio lavoro, oppure della perdita dei mezzi di sostentamento, del rischio di avere bisogno di assistenza e di non poterla avere. Molti poi tentano di arrestare o negare l’invecchiamento, attraverso il ricorso alla chirurgia estetica, all’esercizio fisico esagerato, al mantenimento di ritmi di lavoro eccessivi, alle relazioni con persone molto più giovani. Su questo stato di incertezza influisce senz’altro un modello sociale spietato e fuorviante basato sull’idea dominante di bellezza associata alla propria immagine. Bisogna necessariamente essere ma più che essere, “apparire” sempre e comunque belli, giovani, attivi, efficienti.

Imparare ad accettare il cambiamento reinventandosi la vita

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Non si può però spostare sul piano fisico un cambiamento che va prima di tutto accettato interiormente come avviene per tutte le fasi importanti della vita.

L’età che avanza comporta dei cambiamenti, non necessariamente negativi, perché porta ad una maggiore consapevolezza di sé, e spesso significa riuscire a fare finalmente la vita che si vuole.

Abbiamo a nostra disposizione quel fattore tempo che ci è sempre stato negato, abbiamo l’opportunità di ritrovare la libertà persa nei vincoli mentali e sociali a cui la vita ci ha assoggettato costantemente.

Se ci pensiamo, solo in età matura siamo davvero liberi mentalmente, perché abbiamo superato dialetticamente tutti i grandi processi e i grandi cambiamenti della vita.

L’obiettivo più ambizioso rimane quello di arrivarci autonomi da un punto di vista fisico e intellettivo. Ma ciò, purtroppo, non è mai possibile per tutti.

Una società all’altezza di un’aspettativa di vita più lunga

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Per questo occorre lavorare per creare sin da ora una società all’altezza delle esigenze mutate di una popolazione anziana che ha sempre più bisogno di stimoli intellettuali, culturali, ricreativi. C’è bisogno di dare un senso concreto e vitale a spazi di vita che si sono ampliamente allargati nel nostro percorso umano e che devono essere riempiti e non accantonati. Occorre canalizzare e dare la giusta dimensione a una nuova stagione della vita e renderla importante e costruttiva quanto le altre.

Una coscienza più matura e aperta contro lo stereotipo dell’età

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Purtroppo, oggi le coscienze non sono ancora abbastanza mature in questo senso. A fronte delle nuove scoperte relative al potenziale offerto dall’età biologica, dal lato opposto troviamo l’esperienza comune a tante persone in età avanzata, del ritrovarsi giudicati secondo luoghi comuni scontati e superficiali, dove il termine "vecchio" assume solo connotazioni negative, come se gli anziani dovessero solo subire e accettare passivamente e con rassegnato silenzio un’età carica di difficoltà e decadimento. Ecco il perché a volte si tende a negare l’età che avanza, perché ancora associata ad uno stato di bisogno e di dipendenza dagli altri, di sopraffazione del proprio ego.

Politiche sociali per gli anziani ancora approssimate e carenti

Per gli anziani la nostra società ha a disposizione una serie di prestazioni d’assistenza erogate in modo standardizzato secondo un modello aziendalistico che considera le persone solo dal punto di vista dei bisogni assistenziali. Non si lavora molto invece sul fronte dell’ascolto dei i bisogni e dei desideri più profondi di questa età. La verità è che abbiamo così tanta paura della vecchiaia, dei suoi problemi e dell’idea della morte inevitabilmente ad essa associata, che non programmiamo la terza età come un problema reale e nostro, ma la intravediamo quasi sempre da lontano, parlandone spesso come un tabù da cui cerchiamo di sentirci in qualche modo esenti. Ma non è questa la mossa giusta per prenderci cura del nostro futuro.

L’approccio giusto ai problemi della nostra futura splendida età

Solo se ci accostiamo ai problemi reali della terza età, se ci poniamo in uno spirito di ascolto e di conoscenza possiamo superare lo stereotipo dell’anzianità come età decadente e preparare per ogni anziano una società dove sia messa al centro la persona nella sua complessità. Una società dove ci sia spazio per creare un filo di continuità stretta tra l’anziano di oggi e la persona di ieri, dove i servizi non siano generalizzati ma pensati per soddisfare le esigenze specifiche di persone diverse e uniche.

Una rete sociale di stima e di fiducia

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La solitudine è la peggiore sofferenza che possiamo infliggere ad un anziano, perché l’allontana dal mondo e lo condanna ad un destino ineluttabile di inutilità e di insofferenza. Dobbiamo creare intorno all’anziano una rete di relazioni fondate sulla comprensione, sulla stima, sulla fiducia, su una comunanza di interessi tra giovani e adulti. Un ponte di relazioni tra esperienze vissute in tempi e a ritmi diversi dove un anziano tornerà ad essere un attore vivo e presente nella società. Solo con queste premesse, forse invecchiare ci farà meno paura.

Puoi approfondire le tue conoscenze su anziani e stile di vita qui

https://www.fontenova.org/blog/la-disidratazione-negli-anziani/

Filomena Cimieri

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Gabriella

Articolo interessante
Commento del 08:38 29/09/2022 | Leggi articolo...



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