ESSERE IN “ZONA” PER RITROVARE L’EQULIBRIO MANGIANDO

Barry Sears e la Positive Nutritions al convegno di Palazzo D’Accursio di Bologna sulla dieta antinfiammatoria e l’uso dei supplementi nutrizionali

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Nella medicina dell’antica Grecia la dieta (diaita) regolava ogni aspetto di uno stile di vita volto al benessere psico-fisico; ricercando un equilibrio fra l’alimentazione, l’attività fisica e il riposo. Nel corso dei secoli l’accezione del termine è cambiata. Nell’era del Web 2.0, e del bombardamento mediatico, la dieta è diventata soprattutto un rimedio per scacciar via l’insicurezza da un corpo poco snello e tonico, attraverso l’uso di bevande disintossicanti e barrette ipocaloriche. E allora: dove si trova l’equilibrio psico-fisico?

Secondo Barry Sears, nella Zona: “Tutte le malattie croniche ci riportano all’infiammazione; ciò di cui abbiamo bisogno è una zona con né alta e né bassa infiammazione in cui bloccare l’infiammazione stessa”.Il biochimico statunitense Barry Sears, ricercatore specializzato nel controllo dietetico delle risposte ormonali, ha ideato e promosso la Dieta a Zona, una strategia alimentare ipocalorica ricca di Omega-3 che permette di rimanere in forma mangiando tutti gli alimenti nella giusta quantità, senza doversi privare di alcun cibo. Come afferma Sears: “Bisogna pensare al cibo come ad un farmaco (…), il bilanciamento dei macronutrienti ad ogni pasto migliora l’equilibrio ormonale”. Questo è il tema al centro del convegno tenutosi, il 9 maggio, a Palazzo D’Accursio di Bologna. Dopo numerosi studi, lo scienziato statunitense ha constatato che il cibo può essere un alleato per sentirsi in piena efficienza: “Essere in zona permette una migliore efficienza fisica”.

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La strategia a Zona si serve del cibo per orchestrare un controllo ormonale in grado di attivare il nostro organismo, al massimo delle sue prestazioni, e una particolare categoria di ormoni che regolano le funzioni del nostro corpo: gli eicosanoidi, derivati dell’acido arachidonico, un acido grasso a 20 atomi di carbonio. Nella Zona, nei tre pasti principali ed almeno in 2 spuntini, il 40% delle calorie deve essere fornito dai carboidrati, il 30% dalle proteine, il 30% dai grassi. Il cibo, così, diventa un alleato per favorire la riduzione di processi infiammatori causati da un’alimentazione scorretta. Non si deve eccedere, però, con la quantità delle pietanze, e bisogna mangiare buone quantità di frutta e verdura, preferendo questi cibi a quelli ricchi di carboidrati a facile assimilazione come riso, patate, pane, dolci, etc. In conclusione, la Dieta a Zona non è una strategia alimentare, ma un nuovo stile di vita equilibrato e vincente che deve comprendere anche attività fisica e rilassamento mentale.

(Foto dal sito web di EnerZona: si ringrazia)

Nicòl De Giosa

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