ENERGIA: OPPORTUNITÀ PER VELOCITÀ DI PENSIERO

Le misure UE contro il caro energia dimostrano un problema di concepimento dell’energia stessa

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Il grande Albert Einstein perdoni chi scrive, per l’oltraggiosa rielaborazione della sua celeberrima formula della relatività: energia=opportunità x la velocità del pensiero (al quadrato). Ma una sua interpretazione evidenzia come l’energia, nella sua definizione di prima, venga concepita in modo alquanto fuorviante. Secondo la fisica “l’energia è la grandezza fisica che misura la capacità di un corpo o di un sistema di compiere lavoro, a prescindere che esso sia stato o meno effettivamente svolto”. Tradotto nei termini dei comuni mortali: è la possibilità di poter attuare uno sforzo. Lo compie un essere umano come il nostro stesso pianeta. Al mondo esistono svariate forme di energia: meccanica, chimica, elettromagnetica, gravitazionale, termica, nucleare e luminosa. Per poterle utilizzare le principali fonti sono combustibili fossili e centrali di vario genere. La possibilità di raccogliere le cosiddette “fonti di energia rinnovabili” sbiadisce a confronto con il pensiero comune su cosa sia l’energia: elettricità.

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Nell’epoca della tecnologia e della digitalizzazione, il naturale lascia posto all’elettronico. Da qui le misure dell’Unione Europea per contenere il caro dei costi: il taglio sarà obbligatorio per il 5% nelle ore di maggior consumo, in modo tale da arrivare a un -10% mensile. I ricavi non potranno superare i 180 euro per megawattora, mentre le aziende saranno tenute a contribuire col 33% sull’eccedenza di utile. "Non c’è la bacchetta magica per riportare i prezzi ai livelli pre-guerra. Ma abbiamo un pacchetto mirato per alleviare la tensione dei prezzi e aiutare i cittadini", asserisce la commissaria all’Energia Kadri Simson al Parlamento europeo. Tuttavia… siamo proprio sicuri che non ci siano altre sorgenti da cui attingere? Eppure, abbiamo citato tanti altri tipi di energie, praticamente dimenticati dalla comunità mondiale. Tra eolica, fotovoltaica, nucleare… il menù più variegato. Ma l’esempio più eclatante è quello dell’energia geotermica, il cui quantitativo potrebbe bastare a soddisfare il fabbisogno mondiale per almeno una ventina di volte, più di tutti gli altri tipi.

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I parametri che, senza neanche accorgercene, adottiamo per valutare quanto è “appetibile” una fonte energia sono quelli tecnico, politico, sociale, economico e ambientale. Risposta alla domanda “perché attingiamo solo all’elettricità?”. Dal punto di vista tecnico appare chiaro come l’energia elettrica, essendo quella di più quotidiano utilizzo, sia quella più facile da comprendere su come vada sfruttata; le energie “naturali”, oltre a comportare costi esorbitanti per poter essere estratte necessitano di analisi più approfondite quando tempo non c’è. Politicamente parlando non c’è una pianificazione di utilizzo delle energie a lungo termine, il che comporta degli esborsi economici maggiori di quanto già non lo siano già per poter approntare gli strumenti necessari a risolvere il problema. La prospettiva sociale, però, è l’aspetto più importante: si potrebbe “disabituarsi” a utilizzare un tipo di energia diverso dal solito? Che cosa comporterebbe utilizzare un tipo di energia diverso? Ed ecco come la paura prende il sopravvento sul coraggio. Infine, siamo troppo convinti che l’energia elettrica non impatti sull’ambiente: vero, ma è l’ambiente stesso a chiederci di essere sfruttato per la nostra sopravvivenza. Non è quindi eresia affermare che l’energia è uguale al saper trovare le opportunità moltiplicato per quanto velocemente riusciamo a sfruttarle. E speriamo di farlo nel miglior modo possibile e, soprattutto, il più in fretta possibile.

Francesco Bulzis

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