ELEZIONI POLITICHE 2022... CARDINALE ZUPPI:"E’ L’ORA DEI DOVERI E DELLE RESPONSABILITA’ "

Piepoli, Berlusconi-Meloni, Conte, Palamara

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cms_26888/zuppi50_fg.jpgCardinale Zuppi: " E’ l’ora dei doveri e delle responsabilità"

"E’ l’ora dei doveri e delle responsabilità", stop a "tatticismi incomprensibili e rischiosi". Il presidente dei Vescovi italiani, cardinale Matteo Zuppi "in questo momento così decisivo e pieno di rischi per l’Italia e l’Europa" rinnova "il forte appello alla responsabilità individuale e collettiva per affrontare la prossima scadenza elettorale".

"Mi sembra doveroso - scrive Zuppi in una nota - esprimere un sentito ringraziamento al presidente Draghi e a tutto il governo da lui presieduto per lo sforzo di questi mesi così difficili e per il metodo di lavoro che lo ha distinto. Comporre visioni discordanti in un unico interesse unitario credo resti metodo indispensabile anche per il futuro. L’indispensabile interesse superiore impone di mettere da parte quelli personali o individuali, per affrancare la politica da tatticismi ormai, peraltro, incomprensibili e rischiosi per tutti. Dobbiamo pensare alla sofferenza delle persone e garantire risposte serie, non ideologiche o ingannevoli, che indichino anche, se necessario, sacrifici, ma diano sicurezza e motivi di speranza. Il fondamentale confronto politico non deve mancare di rispetto e deve essere improntato alla conoscenza dei problemi, a visioni comuni senza furbizie, con passione per la cosa pubblica e senza agonismi approssimativi che tendono solo a piccoli posizionamenti personalistici e non a risolvere le questioni".

Per Zuppi, "la crisi può, anzi, deve essere una grande opportunità per ritrovare quello che unisce, per rafforzare il senso di una comunità di destino e la passione per rendere il nostro Paese e il mondo migliori. Le pandemie ci hanno reso tutti consapevoli della vulnerabilità, di come può essere messo in discussione quello che appariva sicuro, come tragicamente vediamo con la guerra e le sue pericolose conseguenze internazionali. Dal dopoguerra non abbiamo mai vissuto una congiuntura così complessa, a causa dell’inflazione e delle diseguaglianze in aumento, del debito pubblico che ha raggiunto una dimensione enorme, del ritorno a un confronto tra blocchi che assorbe enormi energie e impedisce lo sviluppo, dell’emergenza climatica e ambientale, della difficoltà del mondo del lavoro con la condanna al precariato con il suo carico di fluidità".

"Le fragilità emerse con la pandemia del Covid, ad iniziare dagli anziani non autosufficienti, i disabili, i tanti malati psichici, la tanta e atroce solitudine, richiedono una protezione della persona efficace che solo uno straordinario impegno può permettere. È quello che Papa Francesco chiama amore politico. Non possiamo costruire il futuro delle prossime generazioni avendo come unico orizzonte il presente, perché gli interessi di corto respiro diventano inevitabilmente interessi di parte, individuali. Si presenta, inevitabile, - dice Zuppi - l’ora dei doveri e delle responsabilità per cui la politica dovrà trovare il più virtuoso punto d’incontro tra ciò che è buono e ciò che è realmente possibile perché le risorse esistenti non vadano sprecate ma collocate al servizio del bene comune e dell’intera popolazione. È un tempo nel quale dobbiamo ricostruire il senso di comunità, in cui, come ha ricordato il presidente Mattarella, occorre un “contributo costruttivo” da parte di tutti, specialmente di chi sceglie di impegnarsi nella vita politica. E ci auguriamo siano tanti e con tanta e profonda motivazione per il bene comune".

Il porporato ricorda che il prossimo 4 ottobre, "festa di San Francesco d’Assisi, patrono d’Italia, la Conferenza Episcopale Italiana è stata invitata a compiere il gesto dell’offerta dell’olio per la lampada votiva sulla tomba del Santo. Sarà un momento di gratitudine per quanti stanno aiutando il popolo italiano a far fronte agli effetti della pandemia. Sarà anche occasione per una preghiera speciale per l’Italia e per la pace".

cms_26888/NICOLA_PIEPOLI.jpgNicola Piepoli:"Crescerà l’astensionismo

La partecipazione degli italiani alle prossime elezioni politiche 2022 sarà inferiore a quella del 2018, le ultime consultazioni politiche, quando l’affluenza si attestò, tra Camera e Senato, intorno al 73%, già in calo rispetto al 2013. Proseguirà dunque il trend di disaffezione dei cittadini alle urne, sostenuto da una crescente crisi di sfiducia nei partiti, che le vicende degli ultimi giorni, che hanno portato alla caduta del governo di unità nazionale, hanno rafforzato. I sondaggisti, concordano sulla previsione che sia questa la tendenza per il voto di settembre, seppure ventilando la possibilità che la delusione per forze politiche divise e litigiose possa invece dare spazio a un sussulto di partecipazione.

Lo spiega così Nicola Piepoli: "Ci sarà una lieve diminuzione dell’affluenza, di 2-3 punti. La percentuale di quelli che andranno a votare tenderà a ridursi, non solo contro i partiti politici ma per un fatto naturale di disaffezione, che avviene nei Paesi europei e nel mondo. Siamo al tramonto dell’epoca democratica, un tramonto che per l’Occidente avviene lentamente, fino alla notte fonda alla fine del secolo". Ma, avverte il sondaggista, "c’è anche la possibilità di un risveglio popolare che potrebbe essere prodotto dalla vittoria che nei numeri, a oggi, viene assegnata al centrodestra. Infatti, se i tre partiti del centrodestra si alleano prendono oltre il 60% dei seggi uninominali, che sono circa il 30% del totale e quindi sono determinanti".

Potrebbe dunque verificarsi una "resurrezione delle elezioni" determinata "dalla vittoria data in mano al centrodestra, che è probabile superi il 50%+1 dei seggi in generale" il che "può creare isole di scontento" e una sorta di "furore del popolo opposto, il centrosinistra che potrebbe recarsi alle urne per rabbia, perché gli sfugge la vittoria". Tra le due tendenze, comunque, conclude Piepoli "prevarrà lo stare a casa, gli italiani si sono seduti".

Invoca la delusione che allontana gli italiani dal voto Renato Mannheimer. "Allo stato attuale si può dire che i cittadini hanno reagito con grande delusione al comportamento dei politici, in generale l’impressione sui politici è negativa, il che potrebbe portare un aumento delle astensioni. In più - aggiunge - i 5 Stelle sono in totale crisi e di solito il loro elettorato di fronte a litigi e tensioni si rifugia nell’astensione. Alle ultime amministrative molto dell’astensionismo che si è registrato è stato dovuto alla fuga dai 5 stelle, e sono tanti voti che se ne vanno. Anche per Forza Italia, divisioni e abbandoni potrebbero portare a un aumento dell’astensione". Ma tutto, osserva, "dipenderà dall’offerta politica, adesso non è chiaro quali soggetti si presenteranno alle elezioni, ci sono subbugli nei partiti. E dipenderà anche dalla campagna elettorale. Se qualche leader è particolarmente esaltante o convincente questo potrebbe stimolare al voto, questo dipenderà dai prossimi mesi".

Maurizio Pessato invita a non guardare ai dati delle ultime amministrative, quando è andato a votare poco più di un elettore su due. "Non si può partire da quel risultato, ma bisogna riferirsi alle elezioni del 2018: da sempre alle politiche c’è maggiore mobilitazione, perché tutti capiscono che si fa una scelta di fondo, e scatta quindi un meccanismo di maggiore attenzione. Anche considerando questo il trend sarà comunque in calo rispetto al 2018", concorda. "Sono stati anni in cui è cresciuta la sfiducia, anche guardando alla mobilità del voto, c’è stato l’anno della scelta verso il Movimento 5 Stelle, poi verso la Lega, ancora prima nel 2014 verso il Pd alle europee. Negli ultimi anni, l’elettorato è stato molto in movimento, e complessivamente le varie soluzioni che passavano non hanno condotto a una maggiore fiducia, anche in quest’ultima legislatura: prima i gialloverdi poi i giallorossi, poi Draghi, con l’investimento su una figura tecnica con un governo che chiude anticipatamente".

"Potrebbe esserci un po’ di voglia di dire la propria per far passare il momento critico o la delusione - ipotizza - ma si andrà sotto il dato del 2018: non sono stati anni facili e c’è una delusione di fondo nei confronti delle istituzioni, che ha fatto ancora un passo avanti".

cms_26888/meloni_berlusconi_fg.jpgIncontro Berlusconi-Meloni

Silvio Berlusconi incontra a ’Villa Grande’ Giorgia Meloni in vista delle elezioni politiche. Caduto l’esecutivo Draghi, il Cav si sente già in campagna elettorale e vede la presidente di Fratelli d’Italia per fare un primo confronto prima del voto anticipato del 25 settembre, che ha ricompattato la coalizione dopo le continue turbolenze legate al Mattarella bis. Il colloquio a pranzo, raccontano, è servito e rompere il ghiaccio dopo la freddezza dei mesi scorsi.

Sul tavolo resta il nodo delle liste, a cominciare dalla ripartizione dei collegi uninominali. Lega, Fi e i centristi Udc e Noi con l’Italia ipotizzano la quota del 33% suddivisa con Fdi, ma la leader di via della Scrofa, ora primo partito della coalizione, vuol far valere la regola adottata fino ad ora, secondo la quale le liste si fanno tenendo conto dei sondaggi.

Fonti azzurre assicurano che il vis a vis è andato molto bene. Anche lo staff di Fdi conferma il clima positivo. Da qui la convocazione per la prossima settimana un vertice con tutti i leader del centrodestra.

Quello di oggi, però, potrebbe essere l’ultimo summit a casa Berlusconi, visto che Meloni chiede da tempo di incontrare gli alleati in una sede istituzionale, ovvero in un luogo neutro che non sia ’Villa Grande’ appunto, Arcore o Villa Certosa. Ora bisognerà capire quale sarà la location del summit.

cms_26888/giuseppeconte_serio_fg.jpgConte: "Da Pd parole arroganti"

"Quel che vale a Roma vale a Palermo". Così, in una nota, il leader del M5S Giuseppe Conte.

"Ormai la macchina delle primarie siciliane è partita e domani il Movimento vi prenderà parte. In queste ore però leggo diverse dichiarazioni arroganti da parte del Pd.

Non accettiamo la politica dei due forni".

cms_26888/palamara_fg_2.jpgPalamara: "In campo per giustizia giusta"

"La finalità principale del mio progetto è innanzitutto quella di trasformare una battaglia di verità in un vettore che possa essere determinante per ottenere una riforma della giustizia strutturale, che non sia più un pannicello caldo ma che rappresenti veramente una innovazione per il nostro Paese. Una giustizia giusta e rapida, dove l’uso politico della giustizia sia solo un lontanissimo ricordo, una giustizia che non sia punitiva ma che sia di recupero per chi ha sbagliato e deve scontare una pena, una giustizia che sia garantista nel senso che fino al terzo grado di giudizio deve valere la presunzione di innocenza e non lo stigma della colpevolezza preventiva per l’imputato. E mi riferisco anche alle misure di contenzione preventiva". Così all’Adnkronos Luca Palamara, ex membro del Consiglio superiore della magistratura ed ex capo dell’Anm, che domani alle 11 all’Hotel Baglioni in via Veneto a Roma lancerà la sua associazione, ’Oltre il sistema’, annunciando la sua discesa in campo in vista delle elezioni del 25 settembre prossimo.

"L’associazione – spiega - vuole essere di pungolo per mettere a disposizione delle forze politiche e degli schieramenti il programma in 10 punti declinati a partire dal termine giustizia. Da mesi viene forte la richiesta di far prevalere le ragioni della giustizia in ogni ambito, da quello della giustizia sociale a quello della giustizia di impresa - e lì si potrebbe aprire un lungo capitolo sulla riforma della Giustizia tributaria dove non c’è equilibrio tra le due parti in causa - alla giustizia sui luoghi di lavoro. Ci saranno persone autorevoli e molti insospettabili, tutti uniti dal minimo comune denominatore della giustizia".

"Ci sono tantissimi nomi – sottolinea Palamara - che ancora non hanno manifestato pubblicamente la loro adesione perché la caduta del governo è stata un fulmine a ciel sereno. Quindi ora dobbiamo accelerare il tutto, una macchina che già era ampiamente in movimento e che si era data tempistiche diverse". "Siamo già presenti in tutta Italia – chiosa Palamara all’Adnkronos -, l’auspicio è che tante donne e tanti uomini in più aderiscano ai 10 punti del programma che metto a disposizione di tutto il centrodestra".

Redazione

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