E’ TEMPO DI CORRERE!

Come porre fine alle scuse che ti impediscono di allenarti

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Fin da piccoli, avvertiamo nel corpo e nella mente gli effetti benefici dell’esercizio fisico, che a lungo termine finiscono per migliorare la qualità della vita. Oltre che innumerevoli vantaggi fisici, tra cui la riduzione della pressione arteriosa e il miglioramento della circolazione sanguigna, l’allenamento sembra avere un impatto positivo anche sulle nostre emozioni e sulle capacità della nostra mente.

Negli ultimi anni, infatti, numerose ricerche hanno confermato che l’allenamento sistematico ci fa sentire meglio con noi stessi. E’ facile sperimentarlo anche nella vita quotidiana: dopo una gita fuori porta o una sessione in palestra ci sentiamo più felici, più vigorosi e meno ansiosi.

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Bisogna ricordare, tuttavia, che non tutti i tipi di allenamento agiscono allo stesso modo. La ricerca ha riscontrato una maggiore efficacia negli esercizi di aerobica, e in tutti gli allenamenti di massima intensità (HIT). Resta da verificare l’effettiva potenza di queste attività, come indicato da Gimbala: “Sono necessarie ulteriori ricerche su larga scala per poter affermare con assoluta certezza che l’HIT sia un’alternativa efficiente e realistica per la riduzione del rischio di malattie cardiometaboliche ed il miglioramento della salute dei pazienti con malattie croniche” (Physiological adaptations to low-volume, high-intensity interval training in health and disease, 2012).

Nonostante ciò, secondo una ricerca di Gourgouvelis (Exercise Leads to Better Clinical Outcomes in Those Receiving Medication Plus Cognitive Behavioral Therapy for Major Depressive Disorder, pubblicata su Frontiers in Psychology), un allenamento minimo di 150 minuti a settimana può alleviare i sintomi della depressione. I ricercatori hanno inoltre osservato che l’intervento è più efficace se in combinazione con un allenamento di resistenza. I sintomi che intaccano negativamente l’umore sono alleviati soprattutto dalle endorfine, neurotrasmettitori che si attivano dopo circa 20 minuti di allenamento. Altri possibili fattori capaci di indurre benessere psicologico sono il migliore apporto di ossigeno e di sostanze nutritive al cervello e le condizioni che agevolano la segnalazione, la crescita e le connessioni tra i neuroni.

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Nell’ottobre del 2013, Christane D. Wrann (del laboratorio del Dr. Bruce Spiegelman) ed i suoi colleghi hanno trovato che una proteina, identificata con il nome di Irisina, capace di innescare la neurogenesi nell’ippocampo dei topi (descritta nella ricerca Exercise Induces Hippocampal BDNF through a PGC-1α/FNDC5 Pathway), suggerendo un simile funzionamento anche negli umani.  

L’Irisina è tornata alla ribalta nel 2014, quando una ricerca condotta dal laboratorio del Dr. James Brown ha rivelato che esiste un collegamento tra la suddetta proteina e la lunghezza dei telomeri, sequenze di DNA all’estremità di ogni cromosoma (spiegato nello studio Plasma irisin levels predict telomere length in healthy adults). L’accorciamento (deterioramento) dei telomeri, è un fenomeno naturale, causato dalle replicazioni consecutive di DNA. Quando, però, i telomeri sono troppo corti (o danneggiati), la cellula smette di replicare il DNA e quindi di riprodursi. In tal modo, progressivamente i tessuti perdono la capacità di rigenerarsi. La preservazione dei telomeri prolunga la durata della vita delle cellule e previene fenomeni come l’invecchiamento precoce e il cancro.

Cosa c’entrano con questo gli esercizi di aerobica? “I dati raccolti dimostrano senza dubbio che l’Irisina esiste, circola nel corpo ed è regolata dall’allenamento” si legge nella ricerca Detection and Quantitation of Circulating Human Irisin by Tandem Mass Spectrometry, condotta dal team di Jedrychowski nel 2015.

Dopo una notizia simile, è superfluo aggiungere altre ragioni per motivarci a prendere l’allenamento sul serio. Cominciamo a farlo, non in un domani costantemente posticipato, bensì da oggi.

Eleni Nikalexi

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