Dove vanno a finire i nostri rifiuti?

Elisa Murgese di Greenpeace: «plastica contaminata e rifiuti urbani compresi, gestiti senza alcuna sicurezza per l’ambiente e la salute!»

Dove_vanno_a_finire_i_nostri_rifiuti.jpg

Traffico di rifiuti tossici, interramento, roghi… Mi è venuta in mente una de Le Città Invisibili di Italo Calvino (1972). Le città, raccontate in modo allegorico, sono surreali, fantastiche, ma hanno in sé eventi della realtà in cui viviamo. Ho riletto la città di Leonia che “rifà sé stessa tutti i giorni”. Ogni giorno i suoi abitanti gettano via le cose vecchie e le sostituiscono con cose nuove. Le “vecchie” di un giorno, vengono riposte in sacchetti che poi ritira ogni giorno lo “spazzaturaio”. Subito fuori dalla città, una montagna di rifiuti che rischia di sommergerla. “Il risultato è questo: che più Leonia espelle roba, più ne accumula; le squame del suo passato si saldano in una corazza che non si può togliere; rinnovandosi ogni girono la città conserva tutta sé stessa nella sola forma definitiva: quella delle spazzature d’ieri che s’ammucchiano sulle spazzature dell’altro ieri e di tutti i suoi giorni e anni e lustri”.

cms_16368/2.jpg

L’impatto ambientale di questa operazione sarà disastroso: le montagne di rifiuti immaginate da Calvino alla periferia di Leonia sono una realtà di tante città italiane dove il problema dello smaltimento dei rifiuti nel corso degli ultimi anni ha assunto dimensioni preoccupanti. Il rischio ventilato nel racconto di Calvino, di rimanere sommersi da una gigantesca valanga di spazzatura, da surreale diventa allora reale e concreto. Dove finirà tutta questa spazzatura? Molto si sta facendo attraverso la raccolta differenziata, ma non basta. Purtroppo non è sufficiente a liberarci dai rifiuti. Quindi, dove vanno a finire i rifiuti non riciclabili? Dove vengono smaltiti quelli tossici?

cms_16368/3.jpg

Elisa Murgese, dell’Unità Investigativa di Greenpeace Italia scrive sul suo “recente viaggio lungo le rotte illecite dei rifiuti di plastica, che mi ha portato fino in Malesia. Con delle telecamere nascoste, ho raccolto le testimonianze di alcune delle aziende malesi disposte a importare illegalmente rifiuti italiani: plastica contaminata e rifiuti urbani compresi, gestiti senza alcuna sicurezza per l’ambiente e la salute!” Per Elisa Murgese, “è stata un’indagine complessa, rischiosa, durata mesi, ma se non l’avessi fatto non avremmo mai potuto puntare i riflettori sulla punta dell’iceberg di un vero e proprio commercio internazionale di rifiuti in plastica: un sospetto traffico illecito di ben 1300 tonnellate spedite dall’Italia in Malesia nei primi 9 mesi del 2019! Greenpeace haconsegnato tutta la documentazione dell’indagine alle autorità competenti. Quello che abbiamo scoperto è inaccettabile e conferma ancora una volta come il riciclo non può essere una soluzione all’inquinamento da plastica […] Continueremo a fare pressione sulle aziende dell’usa-e-getta, affinché investano in sistemi di consegna alternativi basati sullo sfuso e sulla ricarica.

cms_16368/4.jpg

La Murgese parla di “punta dell’iceberg”. Ma ci domandiamo: quanto è profondo il problema? È di pubblico dominio che in Italia, da nord a sud, sono stati smaltiti illegalmente e interrati rifiuti tossici e pericolosi, compreso l’amianto. Roghi di rifiuti tossici sono stati avvistati nelle campagne di numerose regioni. Si può affermare che il fenomeno ha raggiunto livelli di allerta che lo stesso Calvino, nel suo racconto di ormai quasi 50 anni fa, in cui è descritta una situazione paradossale, non avrebbe certo immaginato diventasse realtà. Non si può restare indifferenti davanti a un problema che ha raggiunto dimensioni sconcertanti e che non potrà essere risolto se non affrontandolo, da chi di competenza, con decisione e una buona dose di coraggio. Non ci aspettiamo di meno.

Nicòl De Giosa

Tags:

Lascia un commento



Autorizzo il trattamento dei miei dati come indicato nell'informativa privacy.
NB: I commenti vengono approvati dalla redazione e in seguito pubblicati sul giornale, la tua email non verrà pubblicata.

International Web Post

Direttore responsabile: Attilio miani
Condirettore: Federica Marocchino
Condirettore: Antonina Giordano
Editore: Azzurro Image & Communication Srls - P.iva: 07470520722

Testata registrata presso il Tribunale di Bari al Nrº 17 del Registro della Stampa in data 30 Settembre 2013

info@internationalwebpost.org
Privacy Policy

Collabora con noi

Scrivi alla redazione per unirti ad un team internazionale di persone dinamiche ed appassionate!

Le collaborazioni con l’International Web Post sono a titolo gratuito, salvo articoli, contributi e studi commissionati dal Direttore responsabile sulla base di apposito incarico scritto secondo modalità e termini stabiliti dallo stesso.


Seguici sui social

Newsletter

Lascia la tua email per essere sempre aggiornato sui nostri contenuti!

Iscriviti al canale Telegram