Dominion. Il nostro pianeta e le influenze celesti

Un viaggio alla volta della conoscenza di cielo e terra che si ritrovano in una teoria che basa le sue fondamenta sull’archeoastronomia.

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Qual è il segreto dei sapienti, codificato in una serie di simboli che rimandano al cielo riflesso in terra, di cui solo pochi hanno conoscenza? Cosa unisce l’alto al basso in quell’asserto smeraldino che ha guidato filosofi, ermetici e cercatori nel cammino verso la Verità?

Verum, sine mendacio certum et verissimum, quod est inferius, est sicut quod est superius, et quod est superius, est sicut quod est inferius: ad perpetranda miracula rei unius. Et sicut omnes res fuerunt ab uno, mediatione unius; sic omnes res natae fuerunt ab hac una re, adaptatione” (Il vero senza menzogna, è certo e verissimo. Ciò che è in basso è come ciò che è in alto e ciò che è in alto è come ciò che è in basso per fare i miracoli della cosa una. E poiché tutte le cose sono e provengono da una, per la mediazione di una, così tutte le cose sono nate da questa cosa unica mediante adattamento).

Quale significato si cela dietro le parole attribuite ad Ermete Trismegisto? Forse più d’uno poiché ogni verità che si svela, decodificando un linguaggio simbolico, ne introduce un’altra, in un rebus proteso a penetrare l’essenza. Così l’Occhio che tutto vede, emblema universale della Massoneria, è la Stella Azzurra, simbolo di Sirio, della civiltà egizia e di Jahweh, l’Elohim degli Ebrei. L’Occhio del Toro, portale degli Illuminati che consente l’accesso ad oscure conoscenze, è l’Astro di Lucifero, l’angelo caduto, emblema di Aldebaran.

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Due stelle divise in cielo dalla costellazione di Orione e in Terra dalla Linea Sacra dell’Arcangelo Michele, un allineamento misterioso che collega in una retta dei luoghi sacri a lui dedicati. Da Skellig Michael in Irlanda, passando per Mont Saint Michel in Francia, la Sacra di San Michele in Piemonte e Monte Sant’Angelo in Puglia, finisce a Gerusalemme in Israele, nella piscina di Bethesda. Due schieramenti: da una parte i popoli devoti alla stella Sirio, dall’altra quelli sottoposti al controllo dell’Occhio del Toro, Aldebaran. Astri rivali ed affascinanti che da sempre si sono contesi il dominio sull’umanità.Questo è il tema di Dominion, ultimo lavoro di Piero Ragone filosofo e studioso di religioni ed esoterismo, nonché docente di Archeoastronomia Esoterica e Percorsi Iniziatici presso la Libera Università Italiana degli Studi Esoterici “Achille D’Angelo - Giacomo Catinella”.

cms_5050/3.jpgSeguito di un percorso iniziato con Custodi dell’Immortalità e Il Segreto delle Ere, è uno studio approfondito e mai banale. Una ricerca che dalla scienza, penetra nel profondo i simboli religiosi, i codici della scrittura, la fattura di antichi monumenti, i riti giunti, seppur modificati, fino a noi. Tutto ciò, assieme alla posizione di astri ritenuti “sacri” in un dato periodo, è in grado di dirci molto sul nostro remoto passato. È in virtù del loro moto che si è evoluto il nostro pianeta. L’autore, padroneggiando la disciplina archeoastronomica, accompagna il lettore in un viaggio alla volta della Conoscenza di cielo e terra che si ritrovano, celebrandosi, in particolari momenti dell’anno quando le Porte Solstiziali si aprono e grandi meraviglie riservano a chi percorre la Via dell’evoluzione.

Dominion mette dunque in evidenza la strettissima correlazione tra mito e storia, religione e scienza, archeologia e rituali, nell’obiettivo impegnativo di fornire risposte circa l’origine della civiltà, che non sarebbe comparsa 6.000 anni fa come convenzionalmente è stato stabilito. L’archeoastronomia ha rivelato infatti come quella data non segni che la sua riemersione dopo un lungo periodo oscuro, un’era buia protrattasi per migliaia di anni.

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Robert M. Schoch nei suoi studi sulla Sfinge di Giza dimostra in effetti la sua collocazione in un’epoca precedente di migliaia di anni l’Egitto dinastico (3100 a.C.). Teoria confermata dal maestoso complesso di Göbekli Tepe, nel sud-est della Turchia, le cui costruzioni più antiche risalgono a 12.000 anni fa circa. Secondo la sua tesi, nel 9700 a.C. circa, un drammatico cambiamento avrebbe determinato la fine dell’ultima Era Glaciale, causando non solo un drastico surriscaldamento del pianeta, ma anche terribili catastrofi correlabili con l’innalzamento del livello del mare e l’incremento dell’attività vulcanica. Fenomeni che hanno decimato la popolazione mondiale, di cui Platone narra nei Dialoghi quando espone il mito della caduta di Atlantide. Alcuni monumenti, intaccati ma non distrutti, quali le Piramidi, il nucleo centrale della Grande Sfinge, vennero recuperati e riutilizzati dagli Egizi del periodo Dinastico.

Sono ipotesi certo. Teorie. Ma che trovano moltissime rispondenze in quella correlazione che l’archeoastronomia è in grado di realizzare. Dominion è un libro prezioso, un contribuito di grande rilevanza in tal senso, che introduce un nuovo argomento di studio.

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A Sirio e ad Aldebaran l’umanità si sarebbe interessata da addirittura prima dell’ultima Era Glaciale. È plausibile, a detta di alcuni studiosi, che il nostro Sole, in quanto parte di un sistema binario, abbia una stella compagna che si ritiene possa essere Sirio. E se fosse il ciclico approssimarsi delle loro orbite a dar luogo a cambiamenti nel nostro Sistema solare e sulla Terra? E se fosse questo a determinare le Ere? E se ancora gli “dei” fossero esseri provenienti da questi due astri?

Un lavoro affascinante quello di Ragone che aiuta a riflettere e apporta nozioni. Del resto non è forse questo il fine ultimo di un libro? Quando si coltiva, leggendolo, la sensazione di un arricchimento, in un connubio di risposte che fornisce e di domande che origina, esso ha raggiunto il suo scopo di erudizione e di apertura.

Silvia Girotti

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