Defender Europe 20: 30.000 militari statunitensi in Europa senza mascherine

Semplice esercitazione militare o minaccia alla Russia?

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In questo momento di crisi per l’Italia e in generale per l’UE, impegnata nella gestione dei migranti che giungono in Grecia dalla Turchia, 20.000 militari statunitensi stanno sbarcando in Europa per l’operazione Defender Europe 20. Si tratta del più grande dispiegamento di forze USA negli ultimi 25 anni, per delle esercitazioni militari che si terranno dal 27 aprile in territori situati al confine con la Russia. A loro si aggiungeranno 10.000 militari dello Us Army Europe già presenti sul territorio europeo e altri 7000 della Nato inviati da 17 paesi membri, tra cui figurano anche Regno Unito, Polonia, Germania, Italia e Paesi Baltici. A dare la notizia è stato lo scrittore e giornalista di guerra Manlio Dinucci, in un articolo pubblicato sul quotidiano Il Manifesto.

Lo stesso Dinucci, però, ha voluto rimarcare come i militari statunitensi coinvolti nell’operazione Defender Europe non indossino mascherine, nonostante il coronavirus, visto anche che gli Usa hanno innalzato per l’Italia un’allerta rispettivamente di livello 2 e 4 per Lombardia e Veneto, sconsigliando ai propri connazionali di recarsi nelle suddette regioni. Ma proprio da Vicenza, situata in zona rossa, è partita la 173rd Airborne Brigade, per andare ad effettuare una serie di esercitazioni in Polonia, insieme alla Brigata Folgore proveniente dalla Toscana.

Nella base di Aviano, in provincia di Pordenone, 134 persone con sintomi influenzali, appartenenti al 31st Fighter Wing, si sono messe in auto-quarantena per precauzione contro il Coronavirus, ma dopo i test del tampone nessuno di loro è risultata positiva. In ogni caso, il commando delle forze statunitensi, in via precauzionale, ha ordinato ai militari di restare nella base e di non aggregarsi agli altri partiti per l’operazione Defender Europe 20.

A Napoli, invece, è risultato positivo un militare della marina americana.

Nonostante tutto però, il segretario generale della Nato, Jens Stoltberg ha affermato che si sta monitorando la situazione Coronavirus e che, nonostante l’alto numero di contagi, l’Italia, insieme ad altre nazioni, sta comunque prendendo parte alla Dynamic Manta, un’esercitazione annuale tenuta dai sommergibili Nato nelle acque del Mediterraneo.

La sicurezza dei vertici Nato sull’integrità delle truppe rispetto al contagio è in parte giustificata dal fatto che l’arrivo di soldati in diverse frontiere rende difficile sottoporre tutti al test della temperatura utilizzato per diagnosticare l’infezione. D’altro canto, si tratta comunque di truppe addestrate per situazioni di estrema difficoltà e rischio per la salute, come il contatto con l’uranio impoverito.

Nella giornata di ieri, però, Christopher Cavoli, generale delle truppe USA in Europa, è risultato positivo al coronavirus. Questo ha indotto il Pentagono a ridurre le truppe per le esercitazioni di Defender Europe 20. Allo stesso tempo, Lorenzo Guerini, ministro della difesa italiano, ha dichiarato che l’Italia non parteciperà all’operazione, impiegando i militari nelle città italiane per fronteggiare l’emergenza sanitaria che sta vivendo il paese e per garantire l’attuazione delle delibere varate dal governo. Anche Finlandia e Norvegia, preoccupate per la situazione Covid-19, hanno deciso di non prendere parte alle esercitazioni Nato.

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Per quanto riguarda l’operazione Defender Europe 20, sono previsti sbarchi di militari statunitensi in 6 aeroporti europei, tra cui Belgio, Olanda, Germania, Lettonia, Lituania e Polonia.

Le prime truppe sono sbarcate al porto di Bremerhaven, in Germania.

La maggior parte delle esercitazioni si terrà fino a maggio, in 10 paesi, in particolare in Polonia, nelle Repubbliche Baltiche e in altri territori al confine con la Russia. Esse avranno lo scopo di valutare l’approccio strategico dell’esercito statunitense e di testare la capacità di spostare un gran numero di truppe e mezzi militari in Europa, percorrendo circa 4000 Km. Questo prevede, a spese dei paesi Nato coinvolti - secondo il piano della UE varato nel 2018 -, anche una modifica delle infrastrutture nei territori da attraversare, tra cui ponti e tunnel, per permettere il passaggio di truppe e di mezzi di trasporto bellici. Infatti, per Defender Europe 20 è previsto l’utilizzo di 20.000 risorse belliche, tra attrezzature militari e mezzi corazzati.

Parteciperanno anche i carrarmati Abrams, pesanti 70 tonnellate, con corazze di uranio impoverito, che consumano 400 litri di carburante per ogni 100 Km percorsi. Quindi, in un momento storico in cui si parla di sostenibilità ambientale, un simile spostamento di truppe rischia di avere un pesante impatto sull’ambiente. Infatti, uno studio statunitense afferma che l’esercito a stelle e strisce è uno dei maggiori inquinatori della storia; analogamente, secondo il sito CNN, sarebbe il dipartimento della difesa degli Usa il più grande inquinatore del mondo, per la produzione di molti rifiuti tossici per l’ambiente: uranio impoverito, petrolio, piombo, pesticidi e defolianti come l’agente orange. Questi componenti chimici contaminano il suolo, l’aria e le fonti di acqua.

Un simile spostamento di convogli militari statunitensi in Europa non si vedeva dai tempi della guerra fredda per le esercitazioni Reforger, poi annullate.

Inoltre, a partecipare all’operazione come paesi alleati della Nato ci sarà anche la Georgia. Quest’ultima, infatti, si è scontrata spesso con la Russia e, dopo gli accordi di pace firmati con la stessa nel 2005, ha iniziato a lavorare per un suo ingresso nell’Alleanza Atlantica.

L’UE ha destinato circa 30 miliardi di euro per l’operazione Defender Europe 20.

Ma lo spostamento di un gran numero di convogli sul suolo europeo ha alimentato teorie del complotto e una visione più ampia dei cambiamenti politici che stanno sconvolgendo il pianeta, con guerre che si combattono in Medio Oriente, coronavirus e conseguente crollo economico dell’UE.

La prima domanda da porsi è: perché Defender Europe 20? Da cosa deve difendersi l’Europa?

La risposta fornita dal commando della Nato è che le esercitazioni avranno il compito di simulare una risposta della Nato a un eventuale attacco alle Repubbliche Baltiche (Lituania, Lettonia ed Estonia) e alla Polonia, da parte di un nemico non specificato.

Ma, in una situazione delicata come questa, il tempismo di questo massiccio dispiegamento di forze militari a molti sembra sospetto, considerata anche l’espansione del virus. È chiaro che queste esercitazioni rappresentano una poco velata minaccia alla Russia, che inizialmente si è dimostrata poco preoccupata di un possibile accerchiamento. Poi, Sergej Viktorovič Lavrov, ministro degli esteri russo, ha invitato la Nato a non accrescere le tensioni con la Russia, sostenendo che la stessa non starà a guardare.

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C’è da aggiungere anche che, in questi giorni, nei paesi coinvolti in Defender Europe 20, si è tenuta una serie di concerti della US Army Rock Band, che hanno attirato un gran numero di persone, favorendo anche l’integrazione dei militari statunitensi sbarcati in Europa. Secondo alcuni, però, essi sarebbero solo una sorta di distrazione rispetto ad un incombente scontro tra USA e Russia, rientrando nella logica del panem et circensem, per acquietare le popolazioni europee che accoglieranno le truppe statunitensi nei propri paesi.

Inoltre, non bisogna dimenticare che a novembre 2020, negli Stati Uniti, si terranno le elezioni presidenziali, e Trump non ha alcuna intenzione di perdere, soprattutto dopo il Russiagate, l’inchiesta giudiziaria che riguarda una presunta intromissione della Russia nella campagna elettorale per le elezioni presidenziali del 2016. Quindi, per riacquistare credibilità in vista delle prossime elezioni, Trump potrebbe essere il maggior fautore dell’operazione Defender Europe 20, allo scopo di minacciare la Russia, dopo che erano stati messi in dubbio i suoi rapporti con Putin.

Tutte queste supposizioni, però, devono fare i conti con un dato di fatto: Defender Europe 20 era prevista già dall’autunno del 2019, quando gli USA avevano investito circa 42 miliardi di dollari nelle forze armate.

Inoltre, qualsiasi esercitazione militare che si tiene ai confini con la Russia, è stabilita ogni anno a Bruxelles, nel Nato-Russia Council, che ha lo scopo di stabilire in anticipo il rischio di scontro tra USA e Russia.

Dunque, proprio per questo è difficile stabilire se Defender Europe sia una semplice esercitazione militare oppure una mossa politica degli Usa per minacciare la Russia; ma la verità potrebbe stare nel mezzo.

Francesco Ambrosio

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