Mes, Gualtieri: "Scelta sia condivisa da Parlamento" (Altre News)

Natale e covid, meno spese per regali e cenone per 65% italiani - Coronavirus, l’appello degli editori alla politica: "Settore a rischio, subito interventi"

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Mes, Gualtieri: "Scelta sia condivisa da Parlamento"

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"Lo scenario che si presenta ai nostri occhi oggi è sicuramente profondamente mutato rispetto a un anno fa, il che consente anche di ridimensionare critiche e dubbi" sul Mes. Così il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri alle commissioni riunite Bilancio di Camera e Senato sulle trattative sul Mes all’Eurogruppo e sull’eventualità di ricorrervi durante l’epidemia da Covid in corso. "Il contesto muta il ruolo della riforma del Mes", ha detto, e sul suo eventuale uso o meno "ci sono posizioni diverse nel Parlamento e nella maggioranza e, come sempre detto dal governo, ogni decisione dovrà essere condivisa dall’intera maggioranza e approvata dal Parlamento".

Un eventuale veto dell’Italia alla riforma del Mes non sarebbe "coerente" con la risoluzione del Parlamento e avrebbe "ricadute negative", tanto più che i mercati si aspettano un esito positivo delle trattative Ue, ha aggiunto Gualtieri.

"Se l’accordo fosse bloccato da un veto sarebbe contraddire le intenzioni del Parlamento, sarebbe questa si’ una violazione", afferma Gualtieri. "La mia posizione finale sarà sulla base di un riferimento", afferma, sottolineando che alla riunione di oggi farà presenti le richieste avanzate oggi dai parlamentari. Tra queste il ministro cita anche il punto " fondamentale della conferma di ciò che ci aspettiamo e cioè nessuna richiesta di interventi correttivi alle banche italiane" che e saranno tra quelle considerate pienamente sostenibili.

Ad un esito positivo delle trattative Ue, "assicuro che i mercati reagiranno bene" in quanto indica una valutazione positiva delle nostre banche, al contrario "un veto dell’Italia" che producesse uno stallo "avrebbe ricadute negative", sottolinea Gualtieri. "Il mandato per me è estremamente chiaro io agirò in quello che è ancora un negoziato", precisa il ministro dell’Economia, ribadendo che "il passaggio all’Eurosummit sarà preceduto dal voto parlamentare".

Le discussioni di oggi all’Eurogruppo, ha detto ancora il ministro dell’Economia, "riguardano unicamente la riforma del Mes e l’introduzione anticipata del common backstop e tutte queste decisioni non investono in alcun modo l’utilizzo del Mef: la riforma è infatti cosa distinta dalla scelta se utilizzare o meno il Mes da parte Italia".

Nel Mes non è "in alcun modo richiesta una ristrutturazione del debito per l’accesso - ha precisato -. Al Mes non sono assegnati compiti di sorveglianza fiscale" rispetto al Patto di stabilità e crescita. Sotto questo profilo i meccanismi decisionali restano immutati. Ai ministri delle finanze che siedono al board spetterà l’ultima parola su tutte le decisioni rilevanti".

Natale e covid, meno spese per regali e cenone per 65% italiani

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Quest’anno il Natale sarà all’insegna del risparmio per due famiglie italiane su tre, rispetto alle feste dello scorso anno: il 65% degli italiani spenderà meno per il cenone e i regali. Le spese rimarranno invariate solo per poco più di un quarto degli intervistati. Si spenderà di meno, in particolare, per la mancanza di certezze sul futuro (45%) e a causa di una diminuzione delle possibilità economiche (35%). È quanto emerge da un sondaggio condotto da Izi in collaborazione con Comin & Partners, sulle abitudini di consumo degli italiani per il Natale 2020 segnato dalla seconda ondata pandemica, rispetto a quelle che hanno caratterizzato le festività dello scorso anno.

Secondo i dati emersi, il 34% delle famiglie italiane spenderà meno di 100 euro per i regali, mentre solo il 12% ha dichiarato di aver speso la stessa cifra lo scorso Natale. Se a Natale 2019 la spesa media si attestava intorno ai 340 euro, quest’anno è di circa di 236 euro, registrando un significativo tasso di variazione al ribasso (-31%).

A sorpresa, però, i timori legati al Coronavirus non frenano la voglia di scegliere i negozi per l’acquisto dei regali. Oltre la metà degli italiani (53%) non rinuncerà, infatti, allo shopping natalizio negli esercizi commerciali, mentre a scegliere il commercio online sarà il 46% degli italiani. A causa delle attuali restrizioni sono invece tagliati fuori i tradizionali mercatini di Natale.

Per quanto riguarda la tipologia di regali che verranno acquistati, sono in calo tutti i principali generi di consumo: l’acquisto di libri e prodotti di arredamento rimarrà tuttavia tendenzialmente costante in confronto allo scorso Natale, con una diminuzione esigua rispettivamente dell’1,5% e dello 0,5%. Registrano una maggiore riduzione gli articoli di profumeria (-12%) il genere abbigliamento/accessori (-11%) e i dispositivi tecnologici (-10%).

Quasi i tre quarti degli intervistati (68%), poi, trascorrerà la vigilia di Natale solo con i propri conviventi. Non rinuncerà a passare le feste con i propri parenti (fino a sei persone), invece, il 23% degli italiani. Nonostante le restrizioni in corso, un’esigua minoranza (3%) ha comunque intenzione di trascorrere il 24 dicembre con parenti e amici in un numero superiore a sei. Solo il 5% dichiara che passerà le feste da solo.

A subire le conseguenze dell’attuale crisi economica, è anche una delle principali tradizioni delle feste di Natale: il cenone. Il 33% degli intervistati dichiara che spenderà meno di 50 euro per l’ultimo dell’anno (+10% rispetto allo scorso anno). A Natale 2019 la spesa media per il cenone ammontava a 127 euro, mentre quest’anno si ferma 93 euro, con una rilevante riduzione in percentuale (-26%). Il sondaggio è stato effettuato sui residenti in Italia e il campione ha incluso 1037 persone, intervistate in modalità Cati-Cawi e stratificate con ponderazione vincolata per sesso, classi d’età, regione di residenza. Le Interviste sono state realizzate tra il 20 e il 24 novembre 2020.

Coronavirus, l’appello degli editori alla politica: "Settore a rischio, subito interventi"

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Un appello degli editori ai parlamentari, perché si intervenga a sostegno di un settore essenziale per la vita democratica del Paese. L’iniziativa è stata decisa dal Consiglio generale della Fieg, che ha invitato tutti gli associati a pubblicare il testo integrale dell’appello.

"I giornali, cartacei e online, danno voce ai cittadini e garantiscono il dialogo con le istituzioni e la politica - si legge - L’esistenza di un’informazione economicamente libera e indipendente, che è il fondamento della democrazia, è oggi a rischio per la crisi aggravata dalla pandemia. Gli editori della Fieg chiedono ai parlamentari interventi urgenti a sostegno del settore. Non spegnete la voce dei cittadini! Lasciate ai cittadini la libertà di informarsi per contribuire alla vita democratica".

Redazione

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