Dante “International”

I primi anni di una vita meravigliosa

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Dante (battezzato Durante di Alighiero degli Alighieri) nasce nel 1265 a Firenze, alla fine di maggio o inizio giugno, sotto il segno zodiacale dei Gemelli. Nacque cinque anni dopo la battaglia di Montaperti, quando i ghibellini avevano ripreso il sopravvento in una Firenze sconfitta dalle forze di Siena e dei suoi alleati imperiali. La famiglia era guelfa. Ma non era stata bandita perché non era di quelle che potevano impensierire i nuovi padroni. Gli Alighieri un tempo si erano chiamati Elisei e avevano un’origine nobiliare. Uno di loro, Cacciaguida, era stato crociato in Terrasanta: il che allora equivaleva a un blasone.

Il padre di Dante, Alighiero, aveva un po’ di terra e delle case ma non era certo ricco. Dante fa i tre e i cinque anni perse la madre, ebbe poi una matrigna e dei fratelli e sorelle, nonostante ciò non gli capitò la stessa sorte di Cenerentola, la sorellastra Tana, come appare da un passaggio della Vita nova, lo curò amorosamente durante una malattia e il fratellastro Francesco gli prestò parecchi soldi e poi volontariamente lo accompagnò sulla via dell’esilio.

cms_19890/0.jpgDi tutta l’infanzia del poeta, conosciamo solo un episodio, che però doveva restare decisivo per la sua vita e la sua opera: l’incontro con Beatrice. Qualcuno ritiene Beatrice una figura di pura fantasia altri che si trattasse della figlia di un Folco Portinari, banchiere molto stimato a Firenze. Era quasi coetanea di Dante, più tardi andò sposa a Simone de’ Bardi, e morì nel 1290, probabilmente di un parto andato male.

cms_19890/Brunetto_latini.jpgMaestro importante per Dante fu Brunetto Latini, un notaio che godeva di notevole prestigio, per cultura e per essere un uomo di salotto, un diplomatico, ma diciamolo, era molto libero nella vita privata con entrambi i sessi, Dante lo infila all’Inferno dove i sodomiti sono costretti a camminare nel sabbione rovente sotto la pioggia (Canto XV Inferno). Dante assieme ad altri poeti, Cino da Pistoia, Guido Cavalcanti, Lapo Gianni, Gianni Alfani, Dino Frescobaldi furono i cultori di un nuovo stile, il dolce stil novo. Questo stile si ispirava a quello dei trovatori provenzali, i quali cantavano oscuro per celare il nome della dama da cui desideravano i favori, perché magari era la moglie o la sorella del loro ospite.

Gli stilnovisti tolsero all’amore ogni contenuto carnale, rendendo la donna simbolo di perfezione spirituale e uno strumento di elevazione a Dio. Ciò che conta non è lei, ma il sentimento che suscita. Questa gioventù dorata di stilnovisti, tra cui Dante, conduceva una vita reale assai diversa, niente a che fare con l’ascetismo.

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Beatrice fu la dama ideale colei che condusse il Poeta alla Vita Nuova. Si videro quando erano bambini a 9 anni. Si incontrarono a 18 anni, successivamente per tenere Beatrice al riparo dalle maldicenze, finse di corteggiare un’altra e poi un’altra ancora, ciò arrivò all’orecchio di Beatrice che, incontratolo un giorno per strada, non gli ricambiò il saluto. Fecero la pace anni dopo, quando tornarono a incontrarsi a una festa di nozze, Dante racconta che, rivedendola, a tal punto sbiancò e fu assalito dal tremore che un amico lo trascinò via, mentre le altre donne ammiccavano a Beatrice che sorrideva per la bella rivincita.

Paola Tassinari

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