Da Salerno all’Europa, il successo dei thriller di Antonio Lanzetta

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Dal fantasy al thriller, è un percorso graduale quello dell’autore Antonio Lanzetta. Classe ’81, salernitano, sta facendo parlare di sé in questi ultimi anni grazie ai suoi thriller, “Il buio dentro” e “I figli del male, esportati anche nel vasto mercato editoriale estero. In questi ultimi mesi, un tour di presentazioni ed eventi in tutta Italia ha portato Antonio e le sue opere ad una sempre più grande consacrazione, grazie all’apprezzamento dei lettori verso un genere sempre in forte ascesa in Italia: un successo da far invidia ai grandi nomi internazionali. L’abbiamo intervistato per scoprirne di più…

Ciao Antonio, con quale libro hai esordito nel mondo editoriale e come è stata la tua prima esperienza?

Ho iniziato a scrivere dopo l’Università, per gioco e nel tempo libero. I miei primi esperimenti sono stati racconti, ancora oggi sepolti negli angoli più remoti di una chiavetta USB. All’inizio scrivevo libri per ragazzi di genere fantastico: ne ho pubblicati tre, ho vinto un premio di genere (Premio Cittadella), poi la mia barba ha cominciato a diventare grigia e con essa il mio modo di vedere le storie è cambiato. È arrivato il racconto Nella Pioggia, finalista al Gran Giallo di Cattolica, e poi i romanzi Il Buio Dentro, pubblicato in Italia nel 2016 e venduto in quattro paesi, e I Figli del Male, in libreria da marzo 2018.

Da lettore cosa ti cattura di un buon libro? Quali sono gli autori e i generi a cui ti ispiri?

I libri che amo leggere sono quelli in cui riesco a provare empatia con i personaggi. La trama ha una parte determinante ma non è niente senza protagonisti forti che sono destinati a sopravvivere nel tempo. Amo la letteratura americana contemporanea e i miei autori preferiti sono Stephen King, Joe R. Lansdale, Richard Matheson, Cormac McCarrthy e, guardando al passato, Edgar Allan Poe e H.P. Lovecraft.

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Quale esperienza editoriale ti ha dato più soddisfazione?

La traduzione all’estero ed essere ospite del Quais Du Polar di Lione, insieme ai grandi della letteratura crime del mondo, è stata una soddisfazione unica. Lo scorso aprile sono stato in Francia per presentare il mio romanzo Le Mal en Soi (Il Buio Dentro) e sono ritornato in Italia con la voglia di scrivere, di migliorarmi, di mettermi in discussione. Essere un autore nonostante tutto e tutti.

In questi mesi stai girando tantissimo per presentazioni e tv. Attraverso la scrittura, cosa intendi lasciare nei luoghi che visiti e alle persone che incontri? C’è un messaggio in particolare che ti preme molto consegnare agli altri?

La cosa più bella che mi dà la scrittura è la possibilità di conoscere i lettori, di stringere loro la mano. Scrivere è un modo per far ascoltare la mia voce. Citando Stephen King, sono solo un ragazzo che ama i libri.

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Hai qualche aneddoto, ricordo o curiosità particolare in merito al tuo rapporto con i lettori?

I lettori sono la mia forza. Scrivo per essere ascoltato e non c’è miglior modo di dare una dimensione fisica a un romanzo se non quella di incontrare i lettori durante fiere e presentazioni. Le persone ancora si stupiscono quando io ricordo i nomi di chi mi scrive sui social. Ricordare i nomi, i volti, per me è un modo semplice di dire grazie per aver dato fiducia ai miei romanzi.

Cosa ti sentiresti di consigliare a chi ha la tua stessa passione?

Leggere come se non ci fosse un domani. Non si può assolutamente pensare di scrivere senza essere, di base, forti lettori. Chi vuole diventare un autore deve avere, inoltre, un forte senso critico. In Italia ci sono più libri pubblicati che letti, troppi scriventi e pochi scrittori. È necessario capire quando deporre le armi, nel caso in cui capiamo di non essere portati per qualcosa. Il talento è una cosa innata, puoi avere determinazione e costanza, ma senza talento non si va, purtroppo, da nessuna parte.

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Il tuo prossimo progetto? Dove potranno trovarti i lettori nei prossimi giorni?

Il mio tour nelle librerie per I Figli del Male sta per finire. A settembre sarò a Londra, ospite della splendida Italian Bookshop, ma credo che per me sia giunto il tempo di rimettermi a scrivere.

Francesco Ambrosio

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