DRAGHI MERCOLEDI’ ALLE CAMERE PER IL VOTO DI FIDUCIA

Conte, Berlusconi, Salvini, Meloni, Letta, Renzi

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cms_26841/draghi-600x381.jpgSi voterà mercoledì 20 luglio la fiducia al governo Draghi. Lo ha stabilito la Conferenza dei capigruppo della Camera, che tornerà a riunirsi oggi, alle 16.30, per stabilire tempi e modalità del dibattito, alla luce delle decisioni che verranno prese al Senato. A quanto si apprende da fonti di Palazzo Madama le comunicazioni di Draghi alle Camere avranno luogo prima al Senato, poi alla Camera.

Draghi riferirà inizialmente a Palazzo Madama, secondo la prassi in base alla quale le comunicazioni vengono rese nel ramo del Parlamento dove il Governo ha ottenuto la prima volta la fiducia e dove si sono manifestate le condizioni che hanno portato all’apertura della crisi. Successivamente il premier depositerà il testo del discorso alla Camera.

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cms_26841/conte_astensione_656_ori_crop_master__0x0_512x384.jpgConte a M5S: "Ora decisione spetta a Draghi"

"Adesso la decisione non spetta a noi ma al premier Draghi" per quanto riguarda la crisi di governo. E’ quanto ha detto, secondo quanto apprende l’Adnkronos, il leader M5S Giuseppe Conte parlando al termine dell’assemblea dei gruppi. "Draghi deve valutare le condizioni e decidere il perimetro di questo percorso" sottolinea Conte. "La nostra linea è molto chiara e coerente" aggiunge. "Il confronto è stato utile e costruttivo, il confronto dialettico è la ricchezza e la particolarità del Movimento. Abbiamo dato la possibilità a tutti di esprimere la propria opinione. Ora occorre operare una sintesi" sottolinea. "Il Paese è in una condizione davvero drammatica - avverte -. Di fronte a questo l’atteggiamento di responsabilità ci impone di chiedere al Presidente Draghi che le priorità da noi indicate vengano poste nell’agenda di governo".

"Il premier Draghi dovrà anche risolvere un problema serio: non può sfuggire che ancora in questi giorni noi siamo stati insultati, siamo stati attaccati da forze politiche che sarebbero con noi in maggioranza. In questi giorni Renzi dichiara che andrà a depositare un referendum contro il reddito di cittadinanza; Ipf ci calunnia tutti i giorni gravemente; Fi e Lega dicono che non vogliono assolutamente lavorare con noi". "Attenzione, è un fatto serio. Il premier Draghi dovrà farsi garante se vorrà un clima di rispetto e leale collaborazione nei nostri confronti", ha rimarcato Conte. "Proseguire a tutti i costi nella responsabilità di governo senza chiarire l’agenda sociale all’interno del governo, sarebbe questo sì un atteggiamento irresponsabile".

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cms_26841/berlusconi8_fg.jpgBerlusconi e la tentazione del voto

Silvio Berlusconi è a Roma per seguire gli ultimi sviluppi della crisi del governo Draghi e avere da vicino il polso della situazione. A ’Villa Grande’, l’ex villa Zeffirelli sull’Appia antica, il Cav non vedrà, per ora, i suoi ministri Gelmini, Brunetta e Carfagna, considerati ’draghiani’ dagli azzurri più oltranzisti e sovranisti, nè incontrerà i parlamentari, ma farà il punto con il numero due del partito, Antonio Tajani e i capigruppo di Camera e Senato, Anna Maria Bernini e Paolo Barelli, presente la senatrice Licia Ronzulli, responsabile dei rapporti con gli alleati.

Il Cav sta alla finestra, conferma l’asse con Matteo Salvini e si tiene aperta ogni strada: quella del voto anticipato, invocato (almeno a parole) anche dalla Lega, e un Draghi bis, sponsorizzata dallo storico presidente di Mediaset, Fedele Confalonieri (per definizione sempre stato un ’governativo’ come ricordano i berlusconiani della prima ora) e da Gianni Letta, che in questi giorni, raccontano, starebbe facendo valere più che mai la sua moral suasion. I ’lettiani’, a quanto si apprende, sconsigliano elezioni subito, anche alla luce delle ultime riservate proiezioni di ’Euromedia Research’ fondato da Alessandra Ghisleri, secondo le quali se si andasse ora alle urne, il centrodestra non avrebbe la certezza dei numeri per governare.

In attesa delle comunicazioni di Draghi previste mercoledì in Aula, al Senato, il partito continua a chiedersi cosa sarà del centrodestra qualora ’Super Mario’ non dovesse farcela. C’è chi, confortato dai sondaggi, è convinto della vittoria della coalizione, nonostante le divisioni interne, se si dovesse andare alle urne prima della scadenza naturale della legislatura e chi, invece, scommette su un’altra maggioranza di unità nazionale.

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cms_26841/salviniafp.jpgSalvini tra ’basta a M5S-Pd’ e ’via Conte e restiamo’

La "stima per Draghi" e l’incertezza della situazione visto che "ancora non sappiamo se andremo al voto o no". Aprendo l’assemblea con i gruppi parlamentari, Matteo Salvini, dopo l’applauso collettivo dei quasi 200 senatori e deputati della Lega, non mette sul tavolo le sue carte, la ’soluzione’ alla crisi di governo. Anzi: "Sono qui soltanto per ascoltarvi", dice rivolto ai parlamentari presenti in massa nella nuova auletta dei gruppi alla Camera. Che prendono la parola ad uno ad uno. Emerge una Lega su due posizioni, tra chi chiede di fare uno sforzo e proseguire con Conte, senza i Cinque Stelle, e qualcuno che pensa già al voto "perché non ne possiamo più non solo di Conte ma anche del Pd".

Dai due capigruppo si riportano a Salvini gli umori dei parlamentari del Carroccio: Molinari pare propendere per il voto, Romeo accenna anche all’ipotesi di andare avanti "ma senza i Cinque Stelle". "È un triste teatrino che blocca il Paese - filtrano dall’assemblea le parole dei due - troppo spesso ostaggio di irresponsabili e voltagabbana che negli ultimi mesi di legislatura vorrebbero coltivare il proprio interesse personale anziché l’interesse del Paese reale. Non è quello che merita il Presidente Draghi, ma soprattutto non è quello che merita l’Italia”.

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cms_26841/giorgia_meloni_99_fg.jpgMeloni: "Basta con ridicolo teatrino, al voto"

"Gli italiani non meritano di continuare ad assistere a questo ridicolo teatrino. La parola torni a loro". Giorgia Meloni va dritta per la sua strada. Per lei non c’è altra soluzione che le elezioni anticipate. Lo ribadisce con un post in serata dopo un tweet in mattinata dello stesso tenore ma con un affondo contro il centrosinistra, accusato di voler evitare a tutti i costi le urne: ’’Appelli, ripensamenti, suppliche e giravolte: per paura di esser sconfitta, la sinistra è disposta a tutto pur di scongiurare il ritorno al voto. Possono fuggire quanto vogliono, arriverà presto il giorno in cui dovranno fare i conti col giudizio degli italiani".

La leader di via della Scrofa mantiene tutte le sue riserve anche sull’appello dei sindaci, che oggi ha raggiunto quota 1300.
La leader di FdI non ci sta: ’’Rimandate le elezioni e continuate pure a calpestare le regole: il giudizio dell’Italia arriverà ancora più deciso". Meloni ha già espresso la propria indignazione per la rinuncia con questo atto a rappresentare anche quella metà di persone che vorrebbero andare al voto. Tuttavia va evidenziato che altri 6400, la maggioranza silenziosa, non vogliono che Draghi resti o comunque più istituzionalmente non hanno voluto utilizzare il loro ruolo con finalità di parte, non firmando...’’.
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cms_26841/letta_serio_pp_fg.jpgLetta: "Mercoledì dobbiamo tirarci su da soli"
Crisi di governo, Enrico Letta torna su Twitter scrive: "Giovedì la Bce presenterà i nuovi strumenti per aiutarci a combattere lo spread.
Ma se il giorno prima, mercoledì, in Parlamento non siamo noi a tirarci su da soli sarà più difficile poi chiedere agli altri di salvarci.
#Fiducia".
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cms_26841/renzi_strada_ftg.jpgRenzi: "O c’è Draghi o si vota"

"O c’è Draghi o si va a votare. Secondo me Salvini e Berlusconi, dopo questa vicenda, sono più vicini a una lista unica. Dentro il Pd qualcuno dirà a Letta ’anche basta con Conte’, e Di Battista e Raggi faranno le scarpe a Conte". Così Matteo Renzi ospite di ’L’aria che tira estate’ su La7 sugli scenari aperti dalle dimissioni del premier e dalla crisi di governo.

"Draghi dovrà decidere e io mi auguro, e penso che andrà a finire così, faccia prevalere il senso delle istituzioni che lo caratterizza da sempre, perché Draghi sa rispettare le istituzioni", scandisce il leader di Italia Viva. "Draghi è uno statista che pensa al Paese, Conte - attacca - è uno stagista che pensa ai grillini, gente malata per i sondaggi, che pensa esclusivamente ai sondaggi non capendo che si fa politica con le idee e non con i sondaggi".

"Faccio una scommessa - rilancia il ’Rottamatore’ - : Conte voleva mandare a casa Draghi ma io dico che la grande maggioranza dei grillini manderà a casa Conte, come quello che partiva per suonare e finisce suonato".

"Il capogruppo dei grillini, si chiama Crippa, si sta spostando. Dentro i 5 stelle c’è uno psicodramma. Stiamo assistendo a come muoiono le 5 stelle, stanno litigando tra loro e vorrebbero iniziare prima alla Camera".

"Pd e 5 stelle devono prendere atto che il campo largo è un campo allagato, devono capire che quel grande sogno che vedeva in Conte il forte punto di riferimento progressista non c’è più".

Redazione

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