DOPO I CONTAGI NEL COLONIA IN EUROPA CRESCE LA PAURA

MA NON SARA IL CASO DI ADOTTARE UN PROTOCOLLO COMUNE IN QUESTI CASI?

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Sulla ripresa del calcio non vi sono certezze in Italia come in Europa. Da un lato c’è la salute, dall’altro il calcio con un’economia sempre più in crisi. C’è solo la forte volontà di tornare alla normalità da parte di tutti. Ma poi, quando è il momento di definire date e prendere decisioni, si tentenna un pò ovunque.

Le diverse posizioni prese dai vari Governi fino a questo momento, d’altronde, sono la testimonianza reale di come non esista un’unica verità.

In Francia e Olanda, per esempio, i campionati sono stati già definitivamente sospesi, mentre in Inghilterra, Spagna e Portogallo dove c’è la volontà di tornare in campo, si sta aspettando ancora qualche giorno prima di dare il via libera, sia per vedere l’evoluzione del virus, sia per valutare meglio il da farsi.

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In Italia, invece - dove la decisione di riprendere o meno dipenderà dal protocollo - le autorità governative e sanitarie probabilmente avrebbero già stoppato il campionato se non fosse stato per la forte pressione dei vertici della Figc e della Lega Serie A preoccupati soprattutto per le gravi conseguenze economiche.

Infine la Germania. C’era molta curiosità attorno al paese che per primo sarebbe dovuto tornare in campo, anche perché sarebbe stata una iniezione di fiducia per tutti gli altri paesi. Sembrava mancasse solo l’ok ufficiale per la ripresa della Bundesliga (inizialmente prevista per il 9 maggio). Invece, inaspettatamente, è arrivato l’annuncio dell’improvviso dietrofront tedesco con la decisione rinviata al 6 maggio. Anche la Germania, dunque, si italianizza e prende tempo lasciando di stucco tutti quelli che avevano criticato, fino ad ora, l’immobilismo decisionale del Ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora. Insomma, un vero caos.

Nel frattempo – si legge sul sito del Colonia calcio - tre tesserati asintomatici del Colonia sono risultati positivi ai test del coronavirus e osserveranno le classiche due settimane di quarantena. Ma gli allenamenti, per tutti gli altri, proseguono regolarmente.

Si tratta di una notizia che farà molto discutere – e non solo in Germania – soprattutto per la prassi da seguire in questi casi. Se, cioè, sarebbe più giusto allargare la quarantena all’intera squadra o meno. Ma anche in questo caso, probabilmente, si assisterà ad una varietà di protocolli diversi a seconda dei paesi.

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Alla luce, intanto, di queste ultime novità, come reagirà la Cancelliera federale, Angela Merkel? Farà una scelta definitiva o prenderà ancora del tempo prima di dare il via libera?

E la scelta non sarà semplice sia in un caso che nell’altro anche perché, purtroppo, la virulenza e la velocità di contagio di questo virus non lascia dormire sonni tranquilli.

Senza dimenticare, tra l’altro, che non c’è rischio zero e quindi esiste la reale possibilità – come nel caso del Colonia - che anche altri calciatori possano risultare positivi al COVID-19 nonostante l’applicazione di un protocollo di garanzia sanitaria particolarmente rigido.

E dunque, nell’ottica delle competizioni europee (Champions League ed Europa League), non sarebbe il caso di uniformare i protocolli o quanto meno la prassi da seguire in questi casi? Perché immaginiamo che non sarà semplice giocare contro una squadra che ha, al suo interno, calciatori che sono in quarantena. Il rischio di essere contagiati da altri calciatori, inconsapevolmente asintomatici e regolarmente in campo, c’è tutto. Sarebbe meglio, pertanto, prima che sia troppo tardi, trovare un accordo anche su questo.

(Foto da giornaletrentino.it, legaseriea.it e adnkronos.com Afp – si ringrazia)

Rino Lorusso

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