DONNA MARIANNA A’ CAP E NAPULE

Storie di donne

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Donna Marianna, A CAP E NAPULE, fu una guerriera della Napoli Aragonese, , che resistette con forza alle controversie dell’epoca.

In realtà, più che di donna sarebbe corretto parlare di una testa dai tratti femminili: la protagonista della nostra storia è infatti il volto di una statua trovata in città nel 1594. In origine, questa fu erroneamente attribuita alla sirena Parthenope ma, grazie all’attività di alcuni studiosi, oggi sappiamo che in realtà la testa mozzata era appartenuta ad una statua di Afrodite dell’antica Neapolis.

Il popolo napoletano, come è ormai risaputo, ama ridere e beffarsi di qualsiasi cosa buffa gli capiti a tiro. Quando la statua venne scoperta, dunque, gli abitanti del posto non poterono far a meno di sottolineare il suo aspetto grottesco, ragion per cui presto si diffuse la voce che la testa di donna fosse la giusta rappresentazione della Napoli plebea, in quanto asimmetrica e un po’ sgraziata.

A’ cap e Napule

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Il volto di Afrodite – conosciuto oggi anche come “a cap e Napule” – venne poi collocata in una piccola stradina del borgo degli orefici e in seguito appellata con il nome di “Donna Marianna”.

Non ci è dato sapere da cosa derivi quell’insolito soprannome, ma chiunque passasse davanti al volto deforme della statua salutava Marianna con affetto e riguardo. Durante le feste di paese e le processioni religiose, la donna di pietra veniva ornata con fiori e gioielli.

La storia di Marianna

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Le cose per Donna Marianna si complicarono però quando, durante la battaglia di Masaniello, la truppa spagnola le distrusse il naso. Il popolo partenopeo, che aveva ormai da tempo proclamato la raffigurazione di Afrodite come il simbolo della città, proclamò per l’accaduto un giorno di lutto cittadino.

Nel 1879 un cittadino molto legato all’immagine della donna si offrì di far riparare a sue spese il naso, che riuscì a tornare quello di una volta. Marianna però avrebbe dovuto sopravvivere ancora a tantissime altre sfide.

La ristrutturazione

Nel corso del tempo la statua dovette scontrarsi con rivolte cittadine, guerre e catastrofi varie. I bombardamenti del secondo conflitto mondiale le furono però fatali: Donna Marianna fu quasi distrutta del tutto e quel che di lei resta viene oggi conservato a Palazzo San Giacomo.

Nel 2003 l’istituto Campo del Moricino ne ha ricreato una fedele riproduzione che trova invece sede dietro Piazza Mercato.

Diana Filippi

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