DIMISSIONI DRAGHI, PREMIER MERCOLEDI’ IN PARLAMENTO

Conte, Di Maio, Letta, Lega, Tajani, Renzi, Meloni, Di Battista

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cms_26798/DRAGHI-200-EURO.jpgE’ crisi di governo formale dopo che ieri sera, nel corso del Consiglio dei ministri, il premier Mario Draghi ha annunciato le sue dimissioni, poi respinte dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Invitato dal Colle "a presentarsi al Parlamento per rendere comunicazioni, affinché si effettui, nella sede propria, una valutazione della situazione che si è determinata" dopo il non voto M5S alla fiducia sul decreto Aiuti, Draghi sarà quindi mercoledì in Parlamento per le comunicazioni alle Camere, spiegano fonti di governo. Tra Mattarella e il premier, recita una nota del Quirinale, si è registrata una totale identità di vedute. Ora spetta al presidente del Consiglio sondare il terreno e capire, dopo le dovute valutazioni, se ci siano le condizioni affinché il "patto di fiducia alla base dell’azione di governo", per Draghi "venuto meno", sia in qualche modo recuperabile. Sempre che il premier decida di restare.

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cms_26798/CONTE.jpgConte:"ci aggiorniamo "

Intanto, nella giornata nera del governo, sono stati tesi i nervi alla riunione di ieri sera del Consiglio nazionale M5S durato quasi tre ore e aggiornato a oggi. Bocche cucite dai membri dell’organismo pentastellato, ma alcuni presenti raccontano di momenti di grande tensione, "meglio dormirci su, sennò finiva male", taglia corto uno dei partecipanti lasciando l’incontro. Poche parole dal leader del Movimento Giuseppe Conte, che ha lasciato la sede di via di Campo Marzio inseguito dai cronisti: "Ci siamo confrontati e abbiamo preso atto delle dimissioni del presidente Draghi. Ha preso questa decisione e ne prendiamo atto. Ci aggiorniamo domani", chiude Conte glissando alla domanda su un eventuale fiducia a Draghi mercoledì prossimo.

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cms_26798/DI_MAIO.jpeg"Conte ha causato la crisi dell’Italia"

Draghi "ha dimostrato di essere di parola, il Cdm ha preso atto di una situazione gravissima, lo vedremo da domani sullo spread e sulle borse. Ora rischiamo di andare in esercizio provvisorio, questo vuol dire non avere un governo". Così il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, ospite di Speciale Tg1, dopo l’annuncio delle dimissioni da parte del premier Mario Draghi, dimissioni poi respinte dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

"Conte - ha aggiunto - ha causato la crisi dell’Italia, un po’ coscientemente, un po’ no". "Credo che si stesse pianificando questa crisi da tempo, io lo chiamo il partito di Conte perché quello non è più il Movimento" ha detto Di Maio. E "tanti parlamentari del partito di Conte non la pensano come Conte".

"Spero che da domani, non da mercoledì, ci sia un atto di maturità da parte delle forze politiche, il vero tema non sono le elezioni, ma il Paese" ha sottolineato il ministro degli Esteri, spiegando di voler rivolgere un appello "di maturità a tutte le forze politiche, anche al partito di Conte".

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cms_26798/LETTA.jpg"Lavoriamo per conferma governo"

La resa dei conti con i 5 Stelle se ci sarà, non sarà ora e tutto dipende da quello che accadrà in Parlamento mercoledì, dopo l’annuncio delle dimissioni - poi respinte dal presidente Sergio Mattarella - del premier Mario Draghi.

"Ora ci sono cinque giorni per lavorare affinché il Parlamento confermi la fiducia al Governo Draghi e l’Italia esca il più rapidamente possibile dal drammatico avvitamento nel quale sta entrando in queste ore", twitta Enrico Letta che ha fatto un punto con il gruppo dirigente dem e le capigruppo Simona Malpezzi e Debora Serracchiani dopo il Cdm.

La parlamentarizzazione della crisi, una verifica in aula, era stata la soluzione indicata dal segretario Pd già da ieri sera. "Responsabilità e chiarezza", le parole d’ordine delle due capogruppo sullo show down in Parlamento di mercoledì. La priorità dei dem è lavorare per costruire le condizioni perché l’esperienza del governo Draghi prosegua "con lo stesso formato e perimetro". Altrimenti resta solo un’altra opzione: quella del voto.

Puntualizza Dario Franceschini al termine del Cdm: "Mercoledì sarà la giornata decisiva, non oggi. In Parlamento, alla luce del sole, tutte le forze politiche dovranno dire agli italiani cosa intendono fare". Andrea Orlando fa un tentativo direttamente durante la riunione a Palazzo Chigi chiedendo al premier Mario Draghi se fosse possibile un ripensamento. "La nostra richiesta è di valutare, previa la debita chiarezza con le forze politiche, se ci sono le condizioni per un ripensamento".

Per il Pd, fanno sapere dal Nazareno, "ora c’è solo il lavoro perché mercoledì alle Camere si ricrei la maggioranza e il Governo Draghi possa ripartire. Il Paese piomba in una crisi gravissima che non può permettersi". Certo quanto accaduto, lo strappo di Conte e quindi il rapporto con i 5 Stelle restano come un macigno sullo sfondo.

In aula al Senato oggi la capogruppo Malpezzi ha parlato di "scelta sbagliata" dei 5 Stelle di fronte alla quale il Pd non resta "indifferente". Ma c’è chi fa un passo oltre. Come il senatore Andrea Marcucci che mette nero su bianco: "La decisione irresponsabile di M5S chiude definitivamente ogni ragionamento su una possibile alleanza". Mentre Matteo Renzi ’consiglia’ al Pd "di uscire dal tunnel della subalternità al fortissimo punto di riferimento dei progressisti", alias Conte. "Tornate al riformismo che non potrà mai essere populismo".

Ma dal Nazareno si congela ogni valutazione. Prima viene la ’salvezza’ del governo Draghi. Lo dice lo stesso segretario Letta a chi gli chiede se lo strappo di oggi possa compromettere le future alleanze:. "Una cosa per volta, adesso discutiamo del governo che deve continuare".

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cms_26798/lega.jpgLega: "Lui e Italia vittime di no M5S e forzature Pd"

"La Lega è stata leale, costruttiva e generosa per un anno e mezzo, ma da settimane il presidente Draghi e l’Italia erano vittime dei troppi No del Movimento 5 Stelle e delle forzature ideologiche del partito democratico". Così una nota del partito di Matteo Salvini dopo l’annuncio delle dimissioni da parte di Mario Draghi.

"La Lega, unita e compatta anche dopo le numerose riunioni di oggi - si legge nella nota - condivide la preoccupazione per le sorti del Paese: è impensabile che l’Italia debba subire settimane di paralisi in un momento drammatico come questo, nessuno deve aver paura di restituire la parola agli italiani".

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cms_26798/TAJANI.jpgTajani: "Complimenti a M5S, crisi governo da irresponsabili"
Con le dimissioni di Draghi arrivano i "complimenti al M5S per aver fatto questo guaio mentre c’è una crisi in corso, la guerra è ai confini dell’Europa, la Borsa già è crollata oggi, lo spread è salito e c’è un’impennata dei prezzi delle materie prime. E’ da irresponsabili aver provocato questo caso, con un’arroganza e ricatti inaccettabili". Ad affermarlo è il coordinatore nazionale di Forza Italia, Antonio Tajani commentando le dimissioni annunciate dal premier a margine della festa nazionale francese a Palazzo Farnese.
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cms_26798/renzi.jpgRenzi: "Noi al lavoro per governo Draghi-Bis"
"Draghi ha fatto bene, rispettando le Istituzioni: non si fa finta di nulla dopo il voto di oggi. I grillini hanno fatto male al Paese anche stavolta. Noi lavoriamo per un Draghi-Bis da qui ai prossimi mesi per finire il lavoro su PNRR, legge di Bilancio e situazione ucraina". Così Matteo Renzi su Twitter, dopo l’annuncio delle dimissioni da parte di Mario Draghi.

A Zona Bianca il leader di Italia Viva ha detto che "la ragione per cui M5S ha rotto è il termovalorizzatore di Roma", aggiungendo che l’ex sindaca Virginia Raggi "ha fallito e Roma è una città dove la monnezza è aumentata. Per eliminarla si è deciso di fare un termovalorizzatore. Sacrosanto. Ma i 5 Stelle hanno detto di no".

Da Renzi è poi arrivato un nuovo affondo contro il leader M5S: Mario Draghi "è uno statista", Giuseppe Conte "uno stagista".

"Farò di tutto perché ci sia un rinvio alle Camere o un Draghi bis - ha ribadito - Quello che hanno fatto i grillini è scandaloso". Renzi ha definito il M5S "una sciagura per la politica italiana".

I dem "consideravano Conte un guru, un santone, un nume tutelare della sinistra. Ho l’impressione che tanta gente nel Pd ora si stia domandando come abbiamo fatto a prendere questa sbandata?".

Il voto? "Io credo che l’eventualità c’è" ha risposto il leader di Italia Viva.

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cms_26798/meloni.jpgMeloni: "Legislatura finita, elezioni subito"
"Niente scherzi, questa legislatura è finita". Così Giorgia Meloni, parlando alla Festa dei Patrioti a Palombara Sabina, dopo l’annuncio delle dimissioni da parte di Mario Draghi. "Abbiamo sentito parlare di responsabilità, e ne sentiremo parlare nei prossimi giorni. Di che colore sarà il nuovo governo non lo sappiamo, tenteranno di capire se c’è un’altra maggioranza", dice la leader di Fdi. "Era inevitabile che i compromessi sarebbero stati fatti al ribasso", aggiunge sempre sul tema del governo.

Per Meloni "è ora di dare libertà ai cittadini di votare. Dobbiamo chiedere al Capo dello Stato che questo Parlamento venga sciolto, l’art. 88 della Costituzione dice che il Presidente può sciogliere le Camere quando ravvisa troppa distanza tra il Palazzo e quello che vogliono i cittadini e oggi la distanza è siderale". "Noi non abbiamo padroni, non abbiamo paura, di niente e di nessuno, perché il popolo è il potere più forte di tutti", scandisce.

"Gli unici responsabili si chiamano Fratelli d’Italia - sottolinea - siamo gli unici che hanno tenuto fede agli impegni presi. Non puoi fare nulla di buono se vai al governo con gente che la pensa all’opposto del tuo, i compromessi saranno fatti sempre al ribasso". E "noi siamo un partito che non si presta a queste cose".

"Vedrete che tenteranno nelle prossime ore di immaginarsi un’altra alchimia, di capire se c’è un’altra maggioranza, di tentare di portare avanti l’accanimento terapeutico di questa legislatura, sulla pelle della nazione" dice la leader di Fdi. "Noi siamo una Repubblica parlamentare, puoi cambiare il governo, ma è il Parlamento che bisogna tornare a eleggere, per una maggioranza coesa per fare le cose di cui c’è bisogno, per fare le cose coraggiose", afferma ancora Meloni.

E sottolinea: "E’ quando c’è una tempesta che hai bisogno di chiedere ai cittadini chi deve essere il capitano della nave, che deve essere riconosciuto dall’equipaggio e sapere quale deve essere la rotta".

"Non sono d’accordo con l’idea che la democrazia è buona per i giorni di sole, che puoi votare solo quando le cose vanno bene, soprattutto se vanno bene per il Pd". Qui pare che "bisogna aspettare, perché c’è la pandemia... la guerra... sale lo spread.... Che ti pare che voti se si lasciano Totti e Ilary. Bisogna aspettare che il Pd si inventi un modo per restare in sella pure se gli italiani non lo vogliono votare", dice Meloni.

Poi, in un post su Facebook scrive: “Con le dimissioni di Draghi per Fratelli d’Italia questa legislatura è finita. Questo Parlamento non rappresenta più gli italiani. Daremo battaglia affinché si restituisca al popolo italiano quello che i cittadini di tutte le altre democrazie hanno: la libertà di scegliere da chi farsi rappresentare. Elezioni subito”.

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cms_26798/Di_Battista.jpgDi Battista: "Ottima notizia se cade governo"
"Se davvero dovesse cadere il governo dell’assembramento (io non sono così sicuro) sarebbe un’ottima notizia". Si chiude così un post su Facebook di Alessandro Di Battista.

"Si appellano al senso di responsabilità quelli, che negli ultimi anni, sono stati responsabili solo del loro culo - attacca l’ex 5 stelle - tra l’altro flaccido come la loro etica. Parlano di rispetto delle Istituzioni coloro i quali, soprattutto nell’ultimo anno e mezzo, hanno violentato la massima Istituzione del Paese, il Parlamento, togliendogli ogni dignità. Parlano di ’cose importanti ancora da fare’ i responsabili dell’ignobile legge Cartabia (che ha fatto indignare tutti i magistrati antimafia), coloro che hanno portato avanti la strategia fallimentare delle armi e delle sanzioni, coloro che pensano che sovranità, Costituzione, diritti sociali, acqua pubblica e conflitto di interessi siano parole vuote, obsolete, addirittura eversive".

"E soprattutto hanno il terrore delle elezioni tutti coloro che, giustamente, provano vergogna alla sola idea di salire su un palco, di parlare in pubblico, di fare una promessa ai cittadini dopo ignobili giravolte, dopo aver mentito al Popolo italiano, dopo aver utilizzato la politica esclusivamente per interesse personale. Costoro - conclude Di Battista - prima di fare un comizio, dovrebbero chiedere alle loro scorte di sequestrare tutti i pomodori dai mercati rionali oppure dovrebbero parlare di spalle, anche se in molti, guardandogli i deretani riconoscerebbero all’istante i loro volti".

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Redazione

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