DECRETO SCUOLA IN PANNE

È bufera fra i precari

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In queste ore di crisi di Governo, emergono aspetti inconciliabili che dividono la maggioranza del Paese. A farne le spese, come sempre sono le categorie dei lavoratori più deboli e i cittadini a cui spetta una meritata stabilità. In tutta la loro evidenza si mostrano quei problemi urgenti della sfera ambientale, culturale ed economica. I lavoratori precari per esempio, docenti con anzianità di servizio di almeno 36 mesi, reclamano il fatto che il Decreto legge, per affrontare la questione del precariato nella scuola italiana con l’indicazione dell’urgenza grazie alla quale gli stessi lavoratori compierebbero dei percorsi abilitanti ed un concorso straordinario, sia passato in pre-consiglio sulla base della formula insolita “salvo intese”. Il che fa intendere che gli accordi pattuiti lo scorso 24 aprile fra sindacati, Miur e Presidente del Consiglio siano nuovamente riformulati a causa di divergenze circa le modalità di reclutamento per questi lavoratori che orbitano nelle scuole da svariati anni. Tutto ciò non fa che alimentare l’incertezza fra le fila dei lavoratori, ma anche dei sindacati nazionali in un momento in cui emergono prepotentemente altri contenziosi che sembrano voler mettere in ginocchio il Paese irrimediabilmente in crisi.

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In questo scenario l’Europa mostra tutto il proprio dissenso riguardo a questa precarietà lavorativa di un settore cardine della società civile. Il nostro sistema di istruzione, è penalizzato da una legislazione che non tutela la buona parte di quei docenti che, da precari, vengono puntualmente utilizzati “abusivamente” insegnando a tempo determinato senza alcuna abilitazione e senza garanzie. Questo stato di fatto, oltre a essere discriminante, disattende quanto previsto dalle norme comunitarie relativa all’accordo quadro CES, UNICE e CEEP sul lavoro a tempo determinato. La parlamentare pentastellata Flora Frate ritiene necessaria, in questa fase delicata e critica che sta attraversando il nostro Paese, la conversione in legge del Decreto Legislativo affinché “non sia lasciata in bilico la condizione di migliaia di lavoratori che tra qualche settimana torneranno a fare il loro lavoro.” Non resta che rimanere alla finestra e attendere il prossimo 20 agosto per capire se l’Esecutivo cadrà portandosi dietro tutti quei provvedimenti, compreso il DL scuola, necessari allo sviluppo socio-economico del nostro Paese.

Ester Lucchese

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