DA TRIESTE L’ AUGURIO PER UN 2021 SULLE NOTE DELLA “MUSICA DEL PASSATO PER LA SPERANZA DEL FUTURO”

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Dopo avere mandato in archivio il carico ponderoso di un anno di epocale dramma sanitario e socio- economico, abbiamo salutato anche l’Epifanìa che “ tutte le feste s’é portate via”.

Certamente, rispetto a quanto l’augusta Vegliarda era abituata a vedersi consegnare da ogni dove del mondo, l’attuale fardello è risultato molto più lieve in termini di allegre compagnie conviviali necessariamente limitate, più che altro, agli stretti ambiti famigliari.

Anche i botti e “fuochi d’artificio” hanno avuto una minore consistenza che in passato , dato che le restrizioni del lokdown hanno indotto a contenere persino l’estrinsecazione del bisogno di esorcizzare quanto, di negativo, vissuto.

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Il maggior peso, nel bagaglio della Befana, è derivato dalle luminarie e dagli altri ornamenti propiziatori il cui colore purpureo, che era sempre stato sfondo per i momenti gioiosi della festa, ha assunto quasi un valore terapeutico omeopatico contro la connotazione di massima allerta pandemica in zona “rossa.

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In fondo, si è cercato di “colorare” una nuova speranza all’insegna dei migliori auspici possibili, pur essendo mancati quei festeggiamenti di maggiore portata che , in passato, un po’ dappertutto riempivano l’aria di tradizionali canti corali ormai impossibilitati dalla necessità del distanziamento.

Tuttavia, il sacco della Befana ha ricevuto anche un carico di armoniose note musicali alla cui suggestione, nonostante tutto, non si è voluto rinunciare alla mitteleuropea Trieste.

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Infatti, proprio sulla magia della musica ha fatto perno il Comune di Trieste che, con il gettito dell’imposta di soggiorno e con il contributo della Fondazione CRTrieste e della Regione FVG, ha voluto diffondere serenità e fiducia nella cittadinanza costretta ad anomale Festività da vivere fra le pareti domestiche ; dove, attraverso lo schermo, RAI 3 e la rete locale Telequattro hanno portato lo spettacolo cui negli anni passati si assisteva, direttamente, in piazza o nei teatri cittadini.Così, è arrivata nelle case anche la magica atmosfera di luci e scenografie dei contesti da cui si è trasmesso in diretta: come avvenuto, in collaborazione con l’Istituto Mitteleuropeo di Storia e Cultura , per il concerto dell’Orchestra Sinfonica del FVG con l’intervento del Gruppo di Ottoni del Conservatorio Musicale Giuseppe Tartini , andato in onda su RAI 3 e sulla RTV Slovena,con lo sfondo del maestoso Santuario di Santa Maria Maggiore.

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Altrettanto, con altri due concerti mandati in onda direttamente dal Teatro Verdi e replicati in quattro giornate diverse in cui Telequattro ha offerto alla cittadinanza il piacere di avere potuto seguire le magistrali interpretazioni dell’Orchestra e del Coro della Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi che, nel primo concerto, hanno suonato celebri brani musicali di Mozart ; mentre, al concerto di fine anno hanno riservato arie di altri grandi musicisti fra cui Offenbach- Cajkovskij- Puccini - Rossini e Johann Strauss, in un bouquet musicale cui non è mancato il contributo di cantanti lirici e ballerini solisti. A rendere ancora più tangibile l’unanime desiderio di ritrovare ottimismo, nonostante le contingenti preoccupazioni ; con l’intervento della Fondazione benefica Kathleen Foreman Casali e di FVG Livea, in collaborazione con la Contrada- Teatro Stabile di Trieste, dal Teatro Stabile Sloveno è stato trasmesso il concerto che la Civica Orchestra di Fiati Giuseppe Verdi ha proposto in termini di “musica del passato, speranza del futuro”.

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Nel susseguirsi delle arie di tradizione mitteleuropea con un effervescente frapporsi di balletti e canti , lo spettacolo ha voluto essere in funzione della rivisitazione storico-musicale di ricordi che, affiorando attraverso tutto ciò che viene dal passato, inducano a riflettere sull’intreccio di vicende umane con avvenimenti storici, triestini e italiani, succedutisi fra problemi cui non è mancata nemmeno l’esperienza dellaguerra. Tutto ciò nel senso che, proprio dalla conoscenza del passato deve trarsi proficuo insegnamento perché il presente , per quanto difficoltoso, sia vissuto aprendosi alla speranza nel futuro. In buona sostanza, quindi, il messaggio augurale per il 2021 a Trieste ha imboccato la strada della tradizione perchè, con l’armonia propria della musica, possa essere propedeutica ad un futuro di buone speranze.

Rosa Cavallo

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