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Amor, ch’a nullo amato amar perdona

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cms_20639/1v.jpgContinuo ad illustrarvi alcuni Canti danteschi proponendo nuove ipotesi interpretative. Nel V Canto dell’Inferno, la pena per la legge del contrappasso è di essere trasportati dal vento (come in vita dal vento della passione), qui Dante incontra le anime di Paolo e Francesca, che volano unite e paiono leggere al vento.

Francesca che è detta da Rimini, in realtà è figlia di Guido da Polenta, notabile signore di Ravenna, che ospitò l’Alighieri negli ultimi anni della sua vita. Francesca alla sola età di 15 anni, fu data in moglie a Giangiotto Malatesta, signore di Rimini. Un matrimonio di interesse, un’alleanza tra due casate di Romagna, un matrimonio per procura il cui rappresentante è Paolo, fratello di Giangiotto, che si reca a Ravenna e che Francesca vede e crede sia il suo sposo, invece si ritrova sposata con Giangiotto.

Giovanni Malatesta (detto Giangiotto -Johannes Zoctus – Giovanni zoppo) era sgraziato e rozzo mentre Paolo era bello, “piacevole uomo e costumato molto”.

Attratti l’uno dall’altra Paolo e Francesca vivono la loro passione. Scoperti da Giangiotto mentre un “casto bacio” di Paolo sfiorava Francesca, furono uccisi. Il fatto accadde un giorno del settembre 1289. Paolo passò per una delle sue solite visite (quindi fra di loro vi era una tresca piuttosto che un casto bacio) e qualcuno (forse Malatestino, un altro fratello, quel traditor che vede pur con l’uno, era infatti orbo ma in quel caso vide bene, scrive Dante, sottintendendo uno scopo recondito)avvisò Giangiotto.

Quest’ultimo ogni mattina partiva per Pesaro ad espletare la sua carica di Podestà e tornava a sera Quel giorno finse di partire ma rientrò da un passaggio segreto e colse gli amanti che si baciavano, mentre stavano leggendo la storia di Lancillotto e Ginevra. Accecato dalla gelosia estrasse la spada, Paolo cercò di salvarsi passando dalla botola che si trovava vicino alla porta ma, si dice, che il vestito gli si impigliasse in un chiodo. Dovette tornare indietro e, mentre Giangiotto lo stava per passare a fil di spada, Francesca gli si parò dinnanzi per salvarlo ma Giangiotto li finì entrambi.

Questa la storia ufficiale.

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Dante Gabriel Rossetti - Paolo e Francesca

Dante colloca i due amanti nel Canto V, nel secondo cerchio dell’Inferno, dove la voragine infernale si restringe perché si trova più in profondità verso il centro della terra, essendo a forma di imbuto che si apre proprio sotto Gerusalemme e sprofonda fino al centro della terra, dove risiede Lucifero, in cerchi o balzi sempre più ristretti e concentrici.

Dopo l’Antinferno, limitato dal fiume Acheronte, una specie di anticamera in cui si trovano coloro che non hanno fatto né bene né male, e per la loro viltà e meschineria non sono considerati da Dante neppure degni dell’Inferno, vi è il I cerchio, il Limbo, dove vanno coloro che sono morti senza battesimo.

Più sotto comincia il vero e proprio Inferno, costituito da otto cerchi, in cui sono puniti i peccatori che sono morti senza pentirsi, in una successione che va dal peccato considerato più ‘lieve’ al più grave, la profondità e quindi la vicinanza a Lucifero è direttamente proporzionale alla gravità dei peccati, più si scende e più si è malvagi.

In ordine si trovano: i lussuriosi, i golosi, gli avari e i prodighi, gli iracondi ed accidiosi, gli eretici, i violenti, i fraudolenti, i traditori. Paolo e Francesca sono fra i lussuriosi: non sono perdonati ma hanno una pena lieve in raffronto agli altri castighi infernali.

Dante li eternizza con versi che sprigionano un fascino incredibile, versi celebri e conosciuti, talmente ‘potenti’ da farci dimenticare la bacchettata del Poeta.

Siede la terra dove nata fui

su la marina dove ’l Po discende

per aver pace co’ seguaci sui.

Amor, ch’al cor gentil ratto s’apprende

prese costui de la bella persona

che mi fu tolta; e ’l modo ancor m’offende (Inferno Canto V)

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Paolo e Francesca-Gustave Dorè

Paolo piange, mentre Francesca racconta la storia del loro amore, nato mentre leggevano la storia di Lancillotto. È per Francesca tutta l’attenzione di Dante, è lei che parla, Paolo sta solo lì e piange, anche in vita non fu mai un guerriero, è Francesca che appare come un’eroina, è lei che narra con parole eternate dal fuoco della passione.

Dante alla vista delle loro anime, è turbato, talmente turbato che sviene e cade come se fosse morto. Come mai Dante mette i due amanti all’Inferno? Mentre leggevano le storie dei cavalieri arturiani? Dante era un Fedele d’Amore e il ciclo bretone era un riferimento per questo gruppo di poeti, che ritenevano l’esperienza d’amore un’elevazione morale a patto… di restare casti. Forse Dante è obbligato a metterli all’Inferno perché timoroso di incorrere nell’eresia però, “cadendo come corpo morto cade”, quando non c’è più nessuna speranza ci si può salvare fingendosi morti… ecco che metaforicamente l’Alighieri salva Paolo e Francesca? O meglio vorrebbe salvare Francesca?

Amor, ch’a nullo amato amar perdona,

mi prese del costui piacer sì forte,

che, come vedi, ancor non m’abbandona. (Inferno Canto V)

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Paolo e Francesca – Paola Tassinari

La perifrasi: l’amore, che non consente a nessuno che sia amato di non ricambiare, mi prese per la bellezza di costui con tale forza che, come vedi, non mi abbandona neppure adesso.

In realtà sappiamo benissimo che all’amore non si comanda, l’amore non è obbligato se non col matrimonio, è Francesca che crede in questo grande amore da ricambiare, è Francesca che vede con gli occhi accecati dalla passione,un amore che crede specchio del suo.

È lei che non vuole uscire dall’Inferno, perché l’Inferno per lei sarebbe stare senza Paolo e qui si apre una voragine: su quelle donne che amano troppo e si annullano a volte con uomini che le usano, un tema che sussiste tutt’oggi.

Vi è qualche studioso che ritiene Francesca una donna di facili costumi: Dante avrebbe “edulcorato” una storiaccia di corna per ricambiare l’ospitalità del padre di Francesca: Guido da Polenta. Mi ribello a questo, per Paolo ho poco stima, pure lui era già sposato con un matrimonio d’interesse, aveva inoltre screzi col fratello per questioni di eredità, ma Francesca la “sento” proprio tramite il “percepire” i versi del Poeta, come un’anima mossa solo d’amore e si sa che sia Dante (amor che move il sole e l’altre stelle) che Cristo (Per questo io ti dico: sono perdonati i suoi molti peccati, perché ha molto amato. Invece colui al quale si perdona poco, ama poco) ci dicono che l’amore salva… è Francesca che ama tanto e non vuole salvarsi per non abbandonare il “pavido” Paolo da solo in mezzo alle pene.

Paola Tassinari

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