DANTE “INTERNATIONAL”

Il matrimonio con Gemma tenendo Beatrice nel cuore

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cms_19943/1v.jpgDante e Beatrice fecero la pace anni dopo, quando tornarono a incontrarsi a una festa di nozze. Dante racconta che, rivedendola, a tal punto sbiancò e fu assalito dal tremore che un amico lo trascinò via, mentre le altre donne ammiccavano a Beatrice che sorrideva per la bella rivincita.

cms_19943/2.jpg Amos Nattini- Canto XV Inferno

Si sposò a vent’anni con Gemma Donati che apparteneva a una casata fra le più nobili, matrimonio combinato sin dall’infanzia del Poeta. Boccaccio descrive Gemma, come egoista, mediocre e arida, ma dai fatti risulta che Gemma si comportò molto bene nei confronti del marito, fu Dante che la ripagò piuttosto male, perché subito dopo le nozze cominciò una vita libertina, trascorrendo il tempo tra Fiorette e Violette, compagnie diciamo allegre, che non lo distolsero dal fare 4 o 5 figli con Gemma. Dante non era così arcigno come ce lo fanno vedere di solito, uno dei più antichi ritratti di Dante, attribuito a Giotto, lo raffigura senza il tradizionale naso aquilino, lasciatemelo dire fosse stato pure bruttissimo con quello che sapeva dire e poetare avrebbe conquistato qualsiasi donna ieri come oggi. Probabilmente nel 1287, Dante compie studi filosofici a Bologna, ch’era la più rinomata Università italiana, il suo soggiorno è sicuro perché vi compose anche un sonetto, comunque la laurea non la prese, decise lui o non fu accolto degnamente? Partecipa alla battaglia di Campaldino contro gli aretini nel 1289 mentre tra il 1292-93 raccoglie alcune sue rime nella Vita Nova in cui racconta sulla sua vita e l’amore per Beatrice. Le più innovative saranno, però, le cosiddette rime petrose, composte intorno al 1296 che ci mostrano un Dante assai sensuale. Entra nella Corporazione dei medici e degli speziali nel 1295. Come tutti coloro che volevano godere di pieni diritti politici, si era iscritto anche lui a un’Arte, quella dei Medici e Speziali. Non si sa il perché di questa sua scelta.

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Maestro di Sant’Abbondio. Basilica di Sant’Abbondio, Como (ca 1320)

Dante amava la conoscenza io come capra, ed ei come pastori (Purgatorio XXVII) Dante paragona sé stesso a una capra che durante il giorno ha pascolato libera sulle montagne e in seguito rumina placida all’ombra, mentre il sole picchia, sorvegliata dal pastore, e dalle sue due guide Virgilio e Stazio, paragonando ciò al mandriano che di notte sorveglia le sue bestie e le protegge dalle fiere selvagge. Lasciamo perdere tutto ciò che soggiace alla simbologia della capra, in questo caso voglio evidenziare la voracità della capra che divora di tutto erba, germogli, si arrampica su per i monti e in ogni dove, così è Dante per la conoscenza, nel suo piccolo Phanteon a Ravenna, in stile neoclassico, non sorprende che ci sia un festone con i capri o bafometti.

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Immagine di uno speziale nel XV secolo

Dante era vorace di conoscenza, ma sapeva che senza i paletti di due guide sicure, quella della razionalità pagana, Virgilio, e quella della spiritualità cristiana, Stazio, (Dante riteneva che il poeta romano si fosse convertito al cristianesimo), il poeta poteva diventare un eretico e lui non voleva esserlo. Non si coltiva l’albero della conoscenza senza pericolo. Dante era nell’arte dei medici/speziali perciò, con la sua gran voglia di sapere e conoscere sicuramente si intendeva di medicamenti, erbe, veleni e affari magici, cioè fatture, niente di dispregiativo ai tempi, anzi l’attività era una delle più redditizie. Questo spiega anche il come si manteneva Dante, non come dicono certuni con la dote della moglie, ve lo figurate Dante che si fa mantenere da una donna? Nel Medioevo, non essendoci tessere professionali e d’identità, l’abito era il segno della propria appartenenza, Dante è sempre ritratto vestito di rosso perché faceva parte della corporazione degli Speziali: se voleva essere riconosciuto come iscritto, e quindi avere tutte le facilitazioni e i privilegi che la corporazione garantiva agli appartenenti, doveva mostrarsi tale e certo se ne sentiva parte. A supporto di ciò il triste affare, in cui tentarono d’implicarlo in un processo per magia nera, che indagava sul tentato assassinio di papa Giovanni XXII.

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DANTE “INTERNATIONAL”:

(IV parte)

https://internationalwebpost.org/contents/Dante_%E2%80%9CInternational%E2%80%9D_19890.html#.X63pqMhKiR8

(III parte)

https://internationalwebpost.org/contents/DANTE_%E2%80%9CINTERNATIONAL%E2%80%9D_(III_parte)_19843.html#.X63o0shKiR8

(II parte)

https://internationalwebpost.org/contents/DANTE_%E2%80%9CINTERNATIONAL%E2%80%9D_(II_parte)_19758.html#.X63p08hKiR8

(I parte)

https://internationalwebpost.org/contents/DANTE_-quot;INTERNATIONAL-quot;_(I_Parte_)_19708.html#.X63qQshKiR8

Paola Tassinari

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