DALLA TAVOLA AI SENTIERI: IL SALENTO DEL TREKKING

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Dopo la tornata dei festeggiamenti iniziati a Natale e conclusi col pranzo di Capodanno, dopo le infinite giornate trascorse in famiglia tra i dolci della tradizione e le tavolate di giochi di società, ritornano le attività della domenica, torna il tempo della consuetudine, del relax, della ricerca di equilibrio. E la prima domenica dell’anno non potevano certo mancare le attività all’aperto, favorite da una splendida giornata che nulla avrebbe da invidiare a una domenica primaverile: alte temperature, cielo terso, niente vento e tanta voglia di muoversi. Famiglie, bambini, giovani coppie, gente alla ricerca di un angolo di paradiso si è riversata lungo le coste per godere del panorama o per gustare a pieno, zaino in spalla, il piacere del trekking.

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Tra questi ultimi #gentedatrekking, un gruppo alimentato dalla passione comune del trekking, che si riunisce spontaneamente alla ricerca di percorsi lungo la costa salentina per conoscere al meglio il territorio di appartenenza. Ed oggi, muovendo da Porto Badisco, #gentedatrekking ha percorso la via Appia calabro-sallentina di origine messapica (pre-romana) per scivolare lungo la costa attraverso il sentiero Malepasso e ritornare a Badisco lungo il sentiero delle Èrgate (le èrgate erano delle antichissime reti da posta fisse, che venivano calate a mare dalla costa e che erano collegate ad una serie di antiche pagghiare che fungevano da rifugio per i pescatori stessi), in un tratto di costa tra i più affascinanti all’interno del Parco Naturale Regionale Otranto-Leuca.

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E a conclusione dello splendido cammino, in un angolo riparato ma baciato dal sole, si è rinnovata la consuetudine che caratterizza il gruppo stesso: le più temerarie hanno osato fare un tuffo tra le acque gelide di Porto Badisco, alimentate da una sorgente d’acqua dolce, tra gli sguardi stupiti e increduli di quanti erano presenti.

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È innegabile che il Salento stia diventando meta obbligata per quanti vogliano sentirsi a contatto di un ambiente marino e campestre dove il sapore primordiale non è ancora andato del tutto perduto, come pure è certo che le mille stradicciole, i vasti orizzonti, le coste a balzi e seni non hanno bisogno di essere promossi per invitare i numerosi camminatori a godere delle rustiche bellezze naturalistiche dell’estremo lembo d’Italia.

Antonio Durante

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