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Il visagista delle dive

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Elio e Le storie Tese, come già saprete, è certamente uno dei miei influencer di riferimento sul web. Ultimamente ho riascoltato “La terra dei cachi” e mi sono soffermato ad ascoltare questa strofa: “Appalti truccati/ Trapianti truccati/ Motorini truccati che scippano donne truccate/ Il visagista delle dive è truccatissimo”.

Forse però curiamo la nostra esteriorità non soltanto per nasconderci ma anche perché ci piace farlo. Avere cura del proprio corpo e di come lo mostriamo agli altri è importante: ci permette di esprimere noi stessi.

Mi sono quindi posto una domanda: ma come fa una persona con disabilità a truccarsi? E più in generale, ha cura del proprio aspetto o no? E se si, come?

cms_21749/2.jpgNavigando su internet ho scoperto con grande piacere che esistono molte aziende di cosmetici che iniziano ad avere una particolare attenzione per le persone con disabilità fisiche, progettando trucchi più pratici da usare, e quindi, accessibili. A tale proposito, un articolo pubblicato su Ansa, dal titolo “Make up inclusivo, si rompono le barriere anche nel beauty”, illustra diverse ditte e start up che progettano questi prodotti e cita diverse influencer che ne promuovono l’utilizzo sui social.

Non si tratta solo di strategie di marketing ma anche dell’influenza del movimento verso la body positivity. In effetti, come si legge nell’articolo di Ansa “sono sempre più numerose le linee di bellezza che puntano alla fluidità di genere e alla positività corporea”. L’impegno delle influencer che hanno fatto emergere il problema dell’accessibilità al trucco è stato fondamentale per l’interesse delle ditte nel creare le linee di prodotti “disability-friendly”.

Ma avere cura della propria immagine significa soprattutto valorizzare ciò che siamo, non semplicemente nascondere o cambiare, come la metafora del “truccare” può lasciare intendere.

A tal proposito Sofia Righetti, attivista per i diritti delle persone lgbtq+ e delle persone con disabilità ha raccontato la sua idea. Una sua fotografia è comparsa sulla copertina di un numero del famoso settimanale Donna Moderna, e in tale occasione si è espressa sull’argomento.

Righetti sottolinea come la carrozzina sia un elemento fondamentale dell’immagine della persona con disabilità, e un oggetto tecnologico che permette alle persone di muoversi.

cms_21749/3.jpg“Ogni corpo è valido” ci dice l’attivista, va mostrato e valorizzato così com’è, come si legge nell’articolo legato a questo tema, “Sofia Righetti, l’attivista per le donne con disabilità”

https://www.donnamoderna.com/news/societa/sofia-righetti-attivista-donne-disabilita .

L’attivista prosegue dicendo che è necessario che i corpi non conformi vengano rappresentati dai mass media, e quindi eccola lì, in tutto il suo splendore sulla copertina di questa celebtre rivista, lei e la sua personalissima carrozzina.

Penso che non basti semplicemente accettare, ma che si debba avere cura e perché no, anche mostrare!

E voi vi truccate? Vi prendete cura del vostro corpo?

(fonte: https://www.superabile.it/cs/superabile/tempo-libero/inchiostro/20210317-inchiostro-il-visagista-delle-dive.html?fbclid=IwAR3jo8o5GM1ffrGk8bKzU5im_fb-C94eKcVTJYYxkCEocR3Uhl2M-r3oO0w)

Claudio Imprudente

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