Covid, stretta delle Regioni sui rientri dall’estero(Altre News)

Vicenza, poliziotto prende per il collo cubano - Viviana Parisi, resta il giallo - 73 migranti positivi a Pozzallo,in arrivo esercito - Addio ad Alberto Bauli, re del pandoro

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Covid, stretta delle Regioni sui rientri dall’estero

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Dai tamponi obbligatori all’isolamento. Con una pioggia di ordinanze, i governatori di Puglia, Emilia Romagna, Campania e Sicilia corrono ai ripari dopo l’incremento dei casi positivi nelle Regioni. Nel mirino dei presidenti, i vacanzieri di ritorno dai Paesi considerati a rischio e, in particolare, da Grecia, Malta, Croazia e Spagna.

EMILIA ROMAGNA - Un tampone per tutti coloro che rientrano in Emilia-Romagna da Spagna, Grecia, Malta e Croazia: avranno l’obbligo di segnalarsi immediatamente ai Dipartimenti di Sanità Pubblica delle rispettive Ausl di residenza. Il tampone andrà fatto entro le 24 ore dal rientro; se l’esito sarà negativo, non scatteranno provvedimenti di quarantena. Questo, in sintesi, quanto prevede un’ordinanza che verrà firmata oggi dal presidente della Giunta regionale, Stefano Bonaccini. All’interno dell’ordinanza, anche il protocollo sulle badanti, su cui la Regione si è confrontata con i sindacati. I dettagli verranno resi noti contestualmente alla firma dell’atto. "In tempi molto rapidi, visto l’aumento e la natura dei contagi sul nostro territorio, siamo arrivati a prevedere nuove disposizioni per chi rientra dall’estero, e non solo per motivi di lavoro - ha sottolineato ieri l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Raffaele Donini -. La situazione è sotto controllo, ma bisogna assolutamente arginare nuovi casi. E una questione di salute pubblica". "Inoltre - ha aggiunto l’assessore - in allegato all’ordinanza, che verrà siglata domani, ci sarà anche il protocollo relativo al percorso di presa in carico delle assistenti famigliari, provenienti dall’estero, che rientrano al lavoro sul territorio nazionale; protocollo condiviso con i sindacati, che desidero ringraziare per il lavoro svolto insieme".

CAMPANIA - "A tutti i cittadini residenti in Campania che facciano rientro da vacanze all’estero con tratte dirette o attraverso scali o soste intermedie nel territorio nazionale è fatto obbligo di segnalarsi alla competente ASL per essere sottoposti a test sierologici e/o tamponi". E’ quanto dispone la nuova ordinanza che il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca ha firmato ieri sera.

PUGLIA - Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, visti i numerosi casi di cittadini rientrati da alcuni paesi europei dove erano stati in vacanza, risultati positivi al Covid-19, ha annunciato sulla sua pagina Facebook l’emanazione a breve di "un’ordinanza che dispone, a partire da domani (oggi, ndr.), l’obbligo di isolamento fiduciario di 14 giorni per chi rientra in Puglia nella propria abitazione da Grecia, Malta e Spagna". L’obbligo per i residenti in Puglia si aggiunge all’obbligo di quarantena già previsto dalle leggi nazionali per numerosi Paesi esteri.

"Vi ricordo che rimane l’obbligo per tutti coloro che arrivano da altre regioni italiane e da tutti i Paesi esteri di autosegnalarsi sul sito https://www.sanita.puglia.it/autosegnalazione-coronavirus. Questo obbligo è disposto per tutti, residenti in Puglia e non residenti e quindi anche per i turisti". Per coloro che si autosegnalano si attiva la sorveglianza attiva da parte dei Dipartimenti di prevenzione delle Asl. Grazie a un protocollo sottoscritto con le Forze dell’Ordine, “i controlli sul rispetto dell’obbligo di autosegnalazione saranno rafforzati”. Le Forze dell’Ordine daranno anche supporto all’azione delle nostre Asl nel tracciamento dei contatti stretti dei casi positivi Covid19.

“Vi ricordo che la non ottemperanza dell’obbligo di autosegnalazione prevede sanzioni pesanti, ove il fatto non costituisca più grave reato”, dice. “Accanto a queste misure vi informo che si amplia l’offerta dell’esecuzione del tampone per tutti coloro che rientrano in Puglia da aree a rischio".

SICILIA - Ancora un giro di vite in Sicilia nel contrasto alla diffusione del Coronavirus. Il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, come si apprende da fonti di palazzo d’Orleans, ha pronta un’ordinanza con la quale si impongono misure di controllo sanitario su quanti rientrano da Malta, Spagna e Grecia.

Vicenza, poliziotto ripreso mentre prende per il collo cubano

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Un video che ritrae un poliziotto di Vicenza mentre prende per il collo un ragazzo cubano è stato postato su Instagram da un amico che lo ha denunciato come un episodio di razzismo. Nel video si vedono due poliziotti che si avvicinano al ragazzo chiedendogli il documento di identità mentre lui si rifiuta di fornirlo e se ne va. Poi, nella parte finale del filmato, si vede l’agente prendere per il collo il giovane. "Senza alcun motivo questo poliziotto in divisa ha chiesto documenti al mio migliore amico", si legge nel post che accompagna il video. "Lui’’, scrive il ragazzo, ’’sì è rifiutato’’ di fornire il documento perché non aveva preso parte alla rissa per cui gli agenti erano intervenuti. "Questo’’ è un ’’atto di razzismo’’, la conclusione del giovane.

Una versione che però viene smentita dalla questura di Vicenza. "Non c’è assolutamente nessun atto razzismo, nessuno dei miei uomini ha comportamenti razzisti, è una questione di educazione alla legalità. C’è l’uso della forza ma non l’uso della violenza gratuita. La stessa cosa sarebbe potuta accadere a un italiano", sottolinea all’Adnkronos il questore di Vicenza Antonino Messineo parlando del video.

Secondo quanto si vede in un nuovo video, il ragazzo aveva resistito all’agente e si era divincolato dalla sua presa dopo che gli erano stati chiesti i documenti (GUARDA IL VIDEO). Nel video si sentono anche gli amici del giovane parlare tra di loro. "Denis si è messo in mezzo" si sente dire in sottofondo mentre le immagini mostrano il confronto tra l’agente e il giovane, innescato dal fatto che il cubano stava dando fastidio ai poliziotti al lavoro.

A quanto ricostruiscono fonti della questura, infatti, nella piazza dove si svolgono i fatti ripresi nel filmato, era in corso una rissa tra due italiani e i poliziotti stavano intervenendo per sedarla. Mentre gli agenti delle volanti lavoravano per riportare la calma, il gruppo di giovani cubani ha iniziato a schermirli. I poliziotti hanno dunque cercato di allontanarli ma uno di questi, il giovane poi ritratto nel video, continuava ad avvicinarsi e a disturbarli. A quel punto l’agente lo ha invitato ad allontanarsi, ma il giovane continuava ad avvicinarsi con fare provocatorio. Un’azione di disturbo durata almeno 5 minuti, come testimoniano anche altri video girati dai presenti, al termine dei quali il poliziotto ha chiesto i documenti al cubano, che però si è rifiutato di consegnarli e ha cercato di allontanarsi. Per fermarlo l’agente prima lo ha preso per un braccio e poi, quando il giovane ha tentato ancora di allontanarsi per scappare, lo ha bloccato afferrandolo per il collo. Il tutto è durato circa 15 secondi dopo i quali entrambi sono caduti a terra.

Il cubano, fuggito, è stato poi bloccato da un’altra volante. Il poliziotto per le escoriazioni riportate nella caduta è stato refertato con tre giorni di prognosi mentre il cubano denunciato per resistenza, violenza e lesioni a pubblico ufficiale e portato ai domiciliari. E’ prevista per domani mattina in Tribunale la direttissima.

SALVINI - "Vicenza, deride gli agenti, rifiuta l’identificazione e gli amici filmano. Se un poliziotto ti chiede i documenti o ti impone ’l’ALT’ in macchina, se non hai nulla da temere tu gli fai vedere i documenti o ti fermi. Punto. Altro che ’RAZZISMO’, le regole ci sono e vanno rispettate da tutti, bianchi o neri che siano". Lo scrive su Facebook il leader della Lega Matteo Salvini, commentando il video postato sui social.

Viviana Parisi, resta il giallo: autopsia non chiarisce

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Non si può escludere alcuna ipotesi sulla morte di Viviana Parisi. L’autopsia eseguita sul corpo della deejay trovata morta sabato non chiarisce il mistero che avvolge la scomparsa e il decesso della donna. "Adesso c’è tutto il lavoro di laboratorio, l’identificazione della specie, confronto con i dati termici e quindi si arriverà a una stima dei tempi del decesso", ha spiegato poi l’entomologo forense Stefano Vanin aggiungendo: "C’è una fauna notevole che ora bisogna analizzare, non si può dire se il corpo è stato spostato. Gli insetti presenti sono tipici di questo ambiente. E’ una specie che si trova un po’ dappertutto, Non farei alcun tipo di ipotesi a questo riguardo".

"Abbiamo dei dati emersi dall’autopsia che vanno studiati che vanno attenzionati nell’insieme", ha commentato Angela Spagnolo, medico legale che ha eseguito l’autopsia sul corpo. "In 90 giorni approfondiremo tutto, potremo escludere una condizione o un’altra. Dovremo appurare la vera causa della morte della donna", ha poi aggiunto parlando ai giornalisti che le chiedono se la donna sia stata uccisa o si sia uccisa.

"Sono emerse delle fratture su più parti del corpo", fa sapere dal canto suo l’avvocato Pietro Venuti, legale del marito della donna, Daniele Mondello, dopo avere parlato con i periti e la consulente di parte. "Non si può escludere niente ma le ferite e le ecchimosi riscontrate sulla pelle di Viviana Parisi potrebbero essere compatibili con una caduta dall’alto, anche se è tutto da verificare con ulteriore analisi", ha aggiunto.

Nel frattempo proseguono senza sosta le ricerche di Gioele, il figlio della 43enne: il bimbo era insieme a lei al momento della scomparsa. Diventa sempre più intricato il giallo della sparizione. Gli inquirenti da una settimana sono al lavoro, senza sosta, per tentare di trovare il bandolo della matassa. Ma finora senza esito. Il Procuratore lavora in silenzio all’inchiesta aperta per omicidio e sequestro di persona e non ama rilasciare dichiarazioni. Anzi. Le uniche parole pronunciate oggi sono l’appello agli automobilisti che hanno visto l’incidente della donna sulla A20 avvenuto il 3 agosto. Ma per il resto le bocche in Procura restano cucite. "Chi ha soccorso Viviana Parisi dopo l’incidente ha compiuto un’opera meritoria, mi sembra strano che non si siano fatti vivi. Non hanno nulla da nascondere. Vengano a raccontarci quello che hanno visto", dice il Procuratore di Patti Cavallo. "Abbiamo la prova che degli automobilisti si siano fermati dopo l’incidente avvenuto in autostrada - dice Cavallo- perché non si presentano?". "Faccio un appello a tutte le persone che hanno assistito ad una scena alquanto strana - dice il magistrato che da giorni segue l’inchiesta - si presentino in qualunque posto di Polizia per raccontare ciò che hanno visto. Hanno davvero compiuto un’opera meritoria e dunque non hanno assolutamente nulla da nascondere. Ci dicano ciò che sanno".

"Mi sembra alquanto strano che dopo tanto clamore mediatico non si siano fatti vivi - aggiunge Cavallo- Rinnoviamo l’invito, io e le forze dell’ordine, a presentarsi presso qualsiasi posto di polizia per dire ’eravamo lì e abbiamo visto’, tutto qui". "Abbiamo bisogno di tutte le persone presenti per sapere cosa hanno visto- conclude -ogni particolare può essere importante". Intanto fuori è di nuovo buio. La nona notte di ricerca per il piccolo Gioele. E le speranze ormai sono ridotte al lumicino.

73 migranti positivi a Pozzallo, il sindaco: "In arrivo esercito contro fughe"

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A Pozzallo nel Ragusano, dove negli ultimi tre giorni si sono registrate due fughe dall’hotspot con una cinquantina di migranti che hanno fatto perdere le proprie tracce, lunedì arriveranno i militari dell’esercito. "Qualche minuto fa mi ha chiamato il prefetto Filippina Cocuzza che sta seguendo con grande attenzione la vicenda e mi ha confermato il loro arrivo a presidio del territorio e dell’hotspot", dice all’Adnkronos il sindaco Roberto Ammatuna. Nella cittadina del Ragusano da sempre in prima fila sul fronte dell’accoglienza la comunità è adesso preoccupata. "Tra i miei concittadino c’è timore, un sentimento che rischia di trasformarsi in intolleranza, un sentimento che qui non c’è mai stato".

A esasperare gli animi sono le continue fughe dall’hotspot. "E’ una struttura sicura, militarmente perfetta - sottolinea il primo cittadino -, ecco perché questi continui allontanamenti mi lasciano perplesso e sbalordito".

Nella struttura in un solo giorno sono risultati positivi 64 migranti, portando il numero complessivo di casi a 73. "Noi sappiamo che la quarantena è il modo migliore per scongiurare il dilagare del contagio - dice adesso Ammatuna -. Se i positivi sono isolati e rispettano la quarantena possono essere 20 o 50 ma non fa differenza. Dal punto di vista sanitario, e lo dico da medico prima ancora che da sindaco non c’è alcuna emergenza". Ecco perché le continue fughe dal centro allarmano il sindaco. Tre giorni fa ad allontanarsi dall’hotspot sono stati in 43 e solo 5 sono stati rintracciati, ieri invece ne sono scappati 15 e 2 sono stati ripresi dalla Polizia municipale. Lo stesso sindaco nei giorni scorsi ha inseguito i fuggitivi lungo la strada provinciale che da Pozzallo porta a Ispica.

"Se da qui a lunedì (quando è previsto l’arrivo dei militari dell’esercito, ndr) si dovessero verificare altre fughe - dice adesso il sindaco - sono pronto a presidiare l’hotspot con i miei assessori e con alcuni consiglieri comunali piazzando una tenda per supportare le forze dell’ordine e scongiurare altri allontanamenti perché la città non può permettersi un solo fuggivo. Pozzallo è sempre stata una città umana e accogliente, ma è necessario che siano garantiti i diritti di tutti, di chi viene accolto ma anche dei territori che li accolgono".

Addio ad Alberto Bauli, re del pandoro

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Addio al re del pandoro Alberto Bauli. Figlio di Ruggero Bauli, il fondatore dell’azienda dolciaria di famiglia nel 1922, Albero Bauli ne ha ricoperto il ruolo di presidente per 25 anni. E’ morto oggi a Verona all’età di 79 anni.

Redazione

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