Coronavirus, rialzo deficit atteso in Cdm (Altre News)

Coronavirus, Piazza Affari Milano annulla guadagni - Coronavirus,Leader sindacati, serve stop concordato fabbriche per tutela salute operai

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Coronavirus, rialzo deficit atteso in Cdm

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Dialogo con Bruxelles, stime d’impatto alla mano e massimo riserbo nel governo per riuscire a rialzare il deficit dal 2,2% indicato a dicembre, oltre il 2,5% del pil accordato da Bruxelles. L’obiettivo e l’auspicio è poter arrivare fino al 2,8% liberando quasi 11 miliardi di euro, più difficile puntare al 2,9% (quasi 13 mld), soglia troppo vicina al tetto del 3% per un paese ad alto debito come l’Italia. Il rischio sarebbe di perdere in termini di fiducia dei mercati i quasi due miliardi di risorse in più ottenute in quest’ultimo caso.

Ad ogni modo la decisione, se ci sarà il placet della Commissione europea, verrà approvata in Consiglio dei ministri, probabilmente già domani, per poi approdare in Parlamento per l’autorizzazione dello scostamento. Sulla questione c’è riservatezza assoluta, tanto che il governo non avrebbe indicato cifre sull’aumento del disavanzo neanche all’incontro di oggi con l’opposizione.

L’esecutivo Ue fin dall’inizio dell’emergenza Covid19 ha aperto alla richiesta italiana di far leva sulla flessibilità prevista dal Patto di stabilità per le circostanze eccezionali, bisognerà vedere se Roma riuscirà a ’strappare’ uno scostamento più vicino alla soglia limite del 3%. Ad ogni modo il governo è ben consapevole del fatto che un alto debito come quello italiano (135, 7% del pil nel 2019) impone mosse più che prudenti e oculate, visto che la crisi da coronavirus - come osservano gli analisti - metterà con ogni probabilità una pietra sopra al percorso di discesa dello stock del debito quest’anno, e alle timide aspettative di crescita, inchiodando l’Italia, in primis, ad una recessione tecnica già in primavera se come prevedibile il pil del primo trimestre 2020 segnerà una contrazione, la seconda dopo il -0,3% segnato negli ultimi tre mesi del 2019.

E strettamente legate al margine di manovra sul deficit sono le misure del nuovo dl salva-economia che potrebbe sbarcare già domani in Cdm o comunque a stretto giro di posta entro venerdì. Una volta liberate le risorse si tratterà solo di dettagliare gli stanziamenti per le misure. Gli interventi sono già messi nero su bianco e interesseranno famiglie e imprese. In primis si attende una moratoria di 18 mesi sulle rate dei mutui sulla prima casa per le famiglie colpite dagli effetti economici del coronavirus.

Moratoria anche sui mutui delle imprese. Entrambe le misure avrebbero una garanzia pubblica sia sulla parte di capitale sia su quella degli interessi. Per i lavoratori autonomi dei settori più colpiti si studia una sospensione dei pagamenti di tasse e contributi, mentre per le imprese ’mini’, da 1 a 5 dipendenti, si introdurrebbe la cig in deroga; per le aziende da 5 a 15 dipendenti si farebbe invece ricorso al fondo di integrazione salariale.

Sul fronte degli aiuti alle famiglie potrebbe si lavora all’introduzione del ’bonus tata’ da 600 euro per la cura dei bambini rimasti a casa per la chiusura delle scuole o in alternativa il congedo parentale straordinario per i genitori lavoratori. In quest’ultimo caso l’indennità potrebbe essere pari ad almeno il 30% della retribuzione o legata al reddito.

Coronavirus, Piazza Affari Milano annulla guadagni

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La Borsa di Milano annulla il rimbalzo e restringe i guadagni a un debole +0,18% mentre Atlantia peggiora (-4%) ed è, a 14,76 euro ad azione, ai minimi dal 2013. Il riassetto di Autostrade con il coinvolgimento di F2i, secondo indiscrezioni di stampa, avrebbe ricevuto uno stop del Governo: da qui, le tensioni sul titolo della holding, che è la società peggiore del Ftse Mib.

Le Borse europee avevano provato stamane a risollevarsi dal tracollo della vigilia nonostante il clima emergenziale e le misure shock prese dal Governo italiano per contenere i contagi da Coronavirus, di fatto ’chiudendo’ l’Italia e limitando al massimo gli spostamenti. Dopo la seduta peggiore dal referendum Brexit del 2016, a Milano e in Europa il rimbalzo sembrava riuscire: il Ftse Mib segnava +3%, in linea con Londra (+3,7%), Parigi (+4%), Francoforte (+3,4%). Poi la frenata

Coronavirus,Leader sindacati, serve stop concordato fabbriche per tutela salute operai

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"Fermo restando la diversità delle situazioni nelle singole Regioni e la necessità di garantire i servizi essenziali e le attività che si ritengono indifferibili, pensiamo sia il momento di concordare, ove ritenuto necessario, una riduzione modulata, dal rallentamento fino alla sospensione momentanea, della attività lavorativa manifatturiera e dei servizi". Sono i leader di Cgil Cisl e Uil, Maurizio Landini, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo, a sottoporre la necessità di uno stop ai vertici delle associazioni datoriale e per conoscenza al premier Giuseppe Conte per garantire maggiormente la sicurezza e tutela la salute nei luoghi di lavoro. Si potranno utilizzare a tal fine, spiegano ancora i leader sindacali, "gli ammortizzatori sociali legislativamente disponibili o che saranno resi disponibili dai provvedimenti che sono in discussione e, ove se ne conviene, gli strumenti previsti dai Contratti nazionali".

Gli ammortizzatori Infatti sono gli strumenti che maggiormente possono salvaguardare l ‘occupazione. E per questo che Cgil Cisl e Uil propongono alle imprese "di rivolgerci comunemente al Presidente del Consiglio, che ci legge per conoscenza, affinché nel prossimo decreto siano prese adeguate decisioni sul sistema degli ammortizzatori sociali e tutti gli interventi di sostegno al lavoro, alle famiglie e alle imprese". Lavorare in sicurezza e tutelare la salute nei luoghi di lavoro per sconfiggere il Virus d’altra parte, "sono la condizione necessaria per rilanciare, il più presto possibile, la nostra economia e difendere l’occupazione", spiegano ancora Landini, Furlan e Barbagallo che chiedono con forza alle imprese "da qui al 3 aprile, data in cui scadono i decreti del Governo, e in ogni caso fino al contenimento definitivo del virus, un coordinamento ed una azione comune".

"Ci rivolgiamo a voi affinché sia possibile mandare messaggi comuni e chiari alle lavoratrici e ai lavoratori ed ai datori di lavoro. L’obiettivo, attraverso un coinvolgimento delle strutture locali datoriali sindacali e le Istituzioni regionali, è di negoziare intese specifiche capaci a livello territoriale e nei luoghi di lavoro, di gestire la situazione difficile ed inedita che ci troviamo a dover affrontare", concludono.

Redazione

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