Coronavirus, ecco le misure in vigore fino al 31 luglio(Altre News)

Amantea, migranti positivi a Covid trasferiti al Celio di Roma - Caso Vero, assolto Formigoni - Camici Lombardia, da moglie Fontana no ruolo attivo - Torino, accoltella e uccide i genitori

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Coronavirus, ecco le misure in vigore fino al 31 luglio

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Dall’obbligo di indossare la mascherina nei luoghi chiusi alle sanzioni penali per chi viola l’obbligo di quarantena. Sono diverse le misure prorogate al 31 luglio, elencate nel nuovo Dpcm. Resta l’obbligo di rispettare i protocolli di sicurezza definiti per la riapertura dei luoghi di lavoro, il divieto di assembramenti, le sanzioni penali per chi viola l’obbligo di quarantena.

E ancora. Divieto di ingresso o quarantena per chi arriva da Paesi extra Eu e controlli più stringenti su aeroporti, porti e luoghi di confine. "Questa ultima misura che ho adottato con mia ordinanza - prosegue il ministro - è direttamente correlata alla grave situazione di contagio in un numero crescente di aree nel mondo. La scelta è chiara. Non possiamo vanificare i sacrifici fatti dagli italiani in questi mesi ed è per questo che abbiamo scelto, ancora una volta, la linea della massima prudenza", sottolinea.

Amantea, migranti positivi a Covid trasferiti al Celio di Roma

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"Secondo la disposizione del Viminale, il trasferimento dei 13 migranti da Amantea al Celio di Roma avverrà questa sera intorno alle 20.30 o poco dopo, e sarà a cura della Croce Rossa". A confermarlo all’AdnKronos sono fonti della prefettura di Cosenza. "Il trasferimento avverrà con l’ausilio di medici e militari, – spiegano dalla Prefettura -, e sarà fatto, come già predisposto, nella sicurezza totale".

"Apprezzo il gesto del Viminale sulla vicenda di Amantea ma come sa perfettamente il Ministro Lamorgese il problema rimane. Per contrastare il pericolo di diffusione del Covid-19, occorrono unità navali destinate all’assistenza e alla sicurezza sanitaria dei migranti. Pertanto, in una fase emergenziale come quella attuale, è necessario monitorare le coste calabresi ed evitare gli sbarchi". Così in una nota Jole Santelli, presidente della Regione Calabria, commentando il trasferimento all’ospedale militare del Celio di Roma dei 13 migranti positivi al Covid. Trasferimento che avverrà oggi pomeriggio ad opera della Croce Rossa Italiana. Gli altri 11 migranti, non contagiati, resteranno ad Amantea.

Caso Vero, assolto Formigoni

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L’ex presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni, accusato di corruzione nell’ambito della fornitura di due acceleratori lineari per terapie oncologiche ‘Vero’ all’ospedale di Cremona e all’Istituto dei Tumori (quest’ultima poi non andata in porto), è stato assolto dal tribunale di Cremona, come precedentemente chiesto dalla procura. Assolti anche gli altri due imputati, l’ex direttore generale della sanità lombarda, Carlo Lucchina, accusato d’abuso d’ufficio, e Simona Mariani, ex dg dell’ospedale di Cremona, accusata di corruzione insieme a Formigoni.

Camici Lombardia, da moglie Fontana no ruolo attivo

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La moglie del governatore lombardo Attilio Fontana, Roberta Dini, non avrebbe avuto un ruolo attivo nella vicenda al centro dell’inchiesta della procura di Milano, che sta indagando sull’ordine di 75mila camici per operatori sanitari del valore di mezzo milione di euro affidato da Aria, la centrale acquisti della Regione, alla Dama, società varesina di cui è titolare il fratello della moglie di Fontana, Andrea Dini, e di cui la stessa moglie del governatore detiene il 10% delle quote, ma senza avervi un ruolo amministrativo. Ora Dini risulta indagato con l’accusa di turbata libertà nel procedimento di scelta del contraente insieme al direttore generale dimissionario di Aria, Filippo Bongiovanni.

Domani in procura proseguiranno le audizioni di persone utili a ricostruire la vicenda e l’eventuale conflitto di interessi che si configurerebbe, dopo che ieri in procura sono stati sentiti alcuni tecnici. Nei prossimi giorni sarà sentito anche Bongiovanni.

Torino, accoltella e uccide i genitori: fermato

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E’ stato sottoposto a fermo per duplice omicidio il giovane 30enne fermato in strada a Collegno ieri sera poco prima della mezzanotte dai carabinieri in stato confusionale e con le mani sporche di sangue. Ai carabinieri che lo hanno portato in caserma per accertamenti il giovane ha confessato di aver ucciso i genitori, rispettivamente di 69 e 60 anni, in casa, nel quartiere Mirafiori a Torino.

Dai primi accertamenti dei carabinieri del Comando provinciale di Torino, nel pomeriggio di ieri il giovane al culmine di un litigio per futili motivi, avrebbe accoltellato a morte i genitori che si erano recati nella sua abitazione per fargli visita. Dopo il delitto l’uomo sarebbe rimasto qualche ora sul posto per poi iniziare a vagare senza meta a bordo autovettura della madre, prima di venire rintracciato in strada dai militari. Sino ancora in corso i rilievi nell’appartamento dove sono state trovate le vittime e dove sono stati sequestrati 8 coltelli da cucina.

Secondo le prime informazioni, il figlio trentenne della coppia uccisa avrebbe diversi problemi, anche di salute mentale, e in passato sarebbe stato in cura nel torinese. I genitori, che avevano anche altri due figli, andavano spesso a trovarlo. In questo periodo il giovane, a quanto si apprende, non aveva un’occupazione.

Redazione

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