Consumatori sfiduciati o no nelle spese?

Indagine Istat di aprile

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Anche se l’attuale clima economico si rivela essere positivo, come evidenziato dalle indagini Istat e dal Codacons i consumatori e le imprese sono ancora sfiduciati in alcuni settori. "Si tratta di una preoccupante battuta d’arresto che potrebbe avere effetti negativi sui consumi delle famiglie, già in fase fortemente critica E’ di tutta evidenza che il calo della fiducia per consumatori e imprese è diretta conseguenza del clima di incertezza politica che caratterizza il nostro paese, e dell’assenza di un Governo a quasi due mesi dalle elezioni”, riferisce il Presidente del Codacons. Questi aspetti hanno una ripercussione sulle aspettative delle famiglie, condizionandone il comportamento economico. Se non vi è fiducia nei riguardi della propria situazione personale futura si riducono infatti i consumi, rimandandoli a momenti di maggiori possibilità e stabilità economica. Ciò ha un riflesso negativo sull’economia nazionale.

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Si tratta di una fase di stallo che sta caratterizzando quest’annata, non in linea con la crescita registrata nella seconda metà del 2017. Come si legge in un comunicato stampa dell’Istat, “L’indice di fiducia dei consumatori diminuisce da 117,5 a 117,1 punti e l’indice di fiducia delle imprese registra una flessione da 105,9 a 105,1. Per i consumatori sono in peggioramento la componente personale (ad esempio la situazione della famiglia, le opportunità di risparmio...) e quella corrente. Tra le imprese vi è una flessione nel commercio al dettaglio (da 105,0 a 97,5), mentre per il settore delle costruzioni si rileva un deciso aumento (da 132,6 a 135,2)”.

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Il settore delle costruzioni riporta un diffuso miglioramento sia “dei giudizi sugli ordini sia delle aspettative sull’occupazione”. Infine, nei servizi e nel commercio la perdita di fiducia è condizionata dalla grande distribuzione, dove si stima una forte riduzione dei giudizi sulle vendite. L’Unione dei consumatori, nella persona del proprio Presidente, dà un’interpretazione migliore del dato sulle famiglie: "I dati non sono così negativi. - sostiene Massimiliano Dona - La buona notizia, infatti, è che l’incertezza politica non ha influito sulla fiducia dei consumatori, visto che migliorano sia il giudizio che l’attesa sulla situazione economica dell’Italia. Inoltre, migliorano anche il giudizio e l’attesa sulla situazione economica della famiglia, ossia i valori che hanno maggiore influenza sui consumi futuri”.

Ester Lucchese

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