Confindustria: "Italia a bivio cruciale" (Altre News)

Fisco, precompilate a quota 3,9 milioni - Almaviva: "Influencer per rendere Immuni virale tra i giovani"

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Confindustria: "Italia a bivio cruciale"

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"Per l’Italia, l’utilizzo degli strumenti europei costituisce un bivio cruciale: se si riusciranno a utilizzare in modo appropriato le risorse e a potenziarne l’effetto, portando avanti riforme troppo a lungo rimaste ferme, allora si sarà imboccata la strada giusta per risalire la china. Altrimenti l’Italia rimarrà un Paese in declino, che non sarà in grado di ripagare il suo enorme debito pubblico". Così il Rapporto d’autunno del Centro studi di Confindustria rinnova l’appello al governo di sfruttare come una "opportunità unica" gli strumenti europei dal Sure al Mes al Recovery Fund.

PIL - E’ difficile la risalita dopo il crollo dettato dal coronavirus. Il 2020 si appresta infatti a chiudere con un calo profondo del Pil pari al 10% che riporta indietro i livelli di crescita a 23 anni fa, è la stima del Centro Studi di Confindustria. Nel 2021 invece il Paese vivrà un recupero parziale del +4,8% ma a legislazione vigente senza peraltro stimare l’impatto delle risorse Ue in arrivo, dal Recovery Fund al Mes.

LAVORO - Occupazione resiliente nel 2020 in Italia: la maggior parte dell’aggiustamento infatti è avvenuta attraverso un calo di ore lavorate pro capite con un taglio del 13,5%. A fare da cuscinetto alla perdita di lavoro un’ampia gamma di interventi dalle ferie all’utilizzo di congedi ma lo strumento maggiormente "cruciale" si è rivelato il "ricorso massiccio e repentino a strumenti di integrazione al reddito da lavoro, in primis la Cig" che ha reso possibile un calo dell’occupazione limitato, rileva il Centro Studi di Confindustria. Le cifre però restano pesanti: "Dato il livello del Pil ancora compresso nel 2020 il numero di occupati registrerà un -1,8% pari a 410mila persone occupate in meno".

Fisco, precompilate a quota 3,9 milioni

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Sono 3,9 milioni le dichiarazioni precompilate inviate quest’anno dai contribuenti in totale autonomia, con pochi click, direttamente dal proprio pc. Nel 2019 erano state 3,3 milioni. Al top delle regioni si colloca la Lombardia con quasi un milione di invii ’fai da te’ (925mila), seguono il Lazio (466mila), il Veneto (402mila) e il Piemonte (342mila). Lo comunica in una nota l’Agenzia delle Entrate, ricordando come a sei anni dal lancio della precompilata, la percentuale dei modelli inviati tramite la piattaforma dell’Agenzia delle Entrate è cresciuta del 178%. Aumentano anche gli invii senza modifiche: un contribuente ogni 5 infatti ha accettato il proprio 730 con i dati inseriti dall’Agenzia senza la necessità di fare integrazioni.

Più nel dettaglio, rileva l’Agenzia delle Entrate, da 1,4 milioni di modelli inviati in autonomia dai contribuenti nel 2015 si è passati a 2,1 milioni nel 2016, 2,4 milioni nel 2017, 2,9 milioni nel 2018, 3,3 milioni nel 2019 fino ad arrivare ai 3,9 milioni del 2020.

Nel 2020 le informazioni precaricate dall’Agenzia hanno sfiorato quota 1 miliardo. La parte più consistente è stata rappresentata dai dati relativi alle spese sanitarie, che quest’anno hanno fatto un balzo da 754 a 790 milioni, dai premi assicurativi, che hanno superato quota 94 milioni, e dalle Certificazioni Uniche, che hanno raggiunto i 62,5 milioni. Ma una larga fetta ha interessato anche gli interessi passivi sui mutui, i contributi previdenziali, le spese universitarie e i “bonus casa”, come per esempio quello per le ristrutturazioni. Per questo la percentuale di contribuenti che hanno accettato il proprio 730 così come predisposto dalle Entrate, senza nessuna modifica o integrazione, è aumentata ulteriormente, superando il 20%.

Le prossime scadenze da tenere sott’occhio, conclude l’Agenzia delle Entrate, sono quelle del 26 ottobre, quando scade il termine per presentare, al Caf o professionista abilitato, il 730 integrativo, un’opzione possibile solo se l’integrazione comporta un maggiore credito, un minor debito o un’imposta invariata. Il 10 novembre è, invece, l’ultimo giorno utile per la presentazione del 730 correttivo di tipo 2 direttamente tramite l’applicazione web, mentre il 30 novembre è la scadenza per la presentazione del modello Redditi precompilato e per inviare il modello Redditi correttivo del 730.

Almaviva: "Influencer per rendere Immuni virale tra i giovani"

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(Andreana d’Aquino)- Nella nuova impennata di contagi da coronavirus, l’app Immuni registra un balzo record di +1,4 milioni di download in questa ultima settimana approdando, ad oggi, nei cellulari di 8,14 milioni di italiani, pari al 15% della popolazione maggiore di 14 anni. E l’auspicio è che Immuni - che garantisce il totale anonimato di chi la scarica - diventi sempre più "virale" anche fra giovani e giovanissimi come altre app, videogiochi o Social. Ma perché questo strumento funzioni anche con i ragazzi nella lotta al Covid-19 "a diffonderlo dovrebbero essere gli influencer digitali", indica Alessandro Mantelli, Cto Soluzioni Innovative di Almaviva, conversando con l’Adnkronos. Esperto di tecnologie emergenti, Intelligenza Artificiale, Mobile App Blockchain e IoT, Mantelli sottolinea il grande studio fatto nel progetto Immuni sul fronte della "sostenibilità energetica", della "privacy" e della "sicurezza dei dati", ed evidenzia l’importanza "dell’interoperabilità fra le varie app di tracciamento europee" per frenare - a più ampio raggio - gli effetti del Sars-Cov2. Anche per questo, osserva, Immuni si potrebbe veicolare ai giovani utilizzando "canali digitali internazionali", quei "canali di comunicazione già aperti verso i ragazzi come Tik Tok o Instagram", canali dove hanno un ruolo "gli influencer digitali".

"La discussione su come raggiungere con Immuni giovani e giovanissimi è aperta" per portare i download dell’app di tracciamento "a cifre sempre più consistenti" conferma l’esperto di Almaviva. Ingegnere gestionale, 47 anni, un figlio di 12 anni, Mantelli argomenta che se "è vero che i ragazzi sono nativi digitali, ragionano però sulla tecnologia con meccanismi un po’ differenti da quelli degli adulti: le App che scaricano sui loro smartphone hanno una concezione tecnica diversa da Immuni". Quando questa applicazione "è stata progettata, ha infatti avuto l’esigenza di essere assolutamente trasparente mentre altre app o social, pensiamo a Instagram o a Tik Tok o App ispirate alla gamification, sono molto invasive e creano interazioni forti con i ragazzi introducendo anche elementi di premialità, ’medaglie digitali’", come ad esempio i famosi ’like’ che appagano i ragazzi e li fanno diventare anche popolari. Dunque, è il ragionamento che fa Mantelli, per avvicinare i giovani all’uso dell’App Immuni anche "la scuola sarebbe un elemento importante". Ed il tecnologo di Almaviva non esclude la creazione di un ponte "fra generazioni" ed un ruolo di "supporto sociale" dei ’junior’ italiani verso i ’senior’ meno digitali. Riuscire a veicolare l’importanza dell’app Immuni fra gli studenti, "non raggiungerà tutti i ragazzi ma una comunicazione strutturata nella scuola ci porterebbe ad una percentuale estremamente più alta, ad un numero importante di download". "Se c’è da modificare l’uso dell’App Immuni sullo scenario attuale, io guarderei alla scuola, ad un accordo fra insegnanti e genitori per spiegare ai ragazzi uso e obiettivi di Immuni" aggiunge.

Altra strada, secondo Mantelli, è poi quella di entrare direttamente nella cultura e nei linguaggi dei ragazzi e "allora bisogna usare gli influencer, usare app che i ragazzi utilizzano frequentemente e da quei canali dare l’informazione di scaricare Immuni". "Se io porto dei video e dei contenuti su Tik Tok, Instagram o altri canali digitali, di fatto l’informazione diventa valore per i giovanissimi" senza "escludere il tema scuola" ribadisce. "E’ evidente che la complementarità fra i due canali - moderni influencer e mondo della scuola - può farci raggiungere numeri importanti di ragazzi: in questo modo avremo usato assolutamente i canali più massivi" sottolinea ancora. "Oggi l’elemento fondamentale è spezzare la catena di contagi" e la tecnologia di Immuni nasce "legata allo smartphone" proprio perché è "il dispositivo più diffuso" e con un’app basata "su una tecnologia che garantisce il massimo della sicurezza e della privacy". "Se ci fidiamo di Apple e Google" che hanno integrato nei loro sistemi il tracciamento dei contatti, "e se ci fidiamo del Servizio Sanitario Nazionale che gestisce Immuni, allora ci fidiamo anche di questa App" scandisce Mantelli. Che allunga la visione: "Attualmente lo smartphone lo usano tutti ma ci sono adulti o anziani che hanno ancora difficoltà ad utilizzare questi dispositivi e necessitano di un aiuto. Se i giovani diventano questo aiuto, questo supporto abbiamo raggiunto anche un avvicinamento fra generazioni" abbiamo raggiunto "una trasformazione dell’attività sociale dei ragazzi". "Potremmo arrivare -spinge a riflettere il tecnologo di Almaviva- anche ad un ’esperimento sociale’: per sfruttare in maniera diversa le attuali tecnologie digitali".

Redazione

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