Cinque comuni salentini fanno rete e scoppia la cultura

Presentato a Bari l’ottavo Salento Book Festival

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Presso la Mediateca Regionale Pugliese, in via Zanardelli a Bari, si è tenuta la conferenza stampa di presentazione dell’VIII edizione del SALENTO BOOK FESTIVAL.

L’evento, organizzato dall’associazione culturale Festival Nazionale del Libro, vedrà coinvolti cinque comuni della provincia salentina dal 7 giugno al 22 luglio 2018.

Un programma ricco di eventi animerà il panorama vacanziero delle rinomate località turistiche, con presentazioni di libri, concerti, reading, live show, esibizioni teatrali, degustazioni, laboratori di lettura e iniziative legate al mondo dei libri dedicate a bambini e ragazzi.

Il Salento Book Festival è finanziato dall’Assessorato all’Industria Turistica e Culturale della Regione Puglia nell’ambito dei finanziamenti attraverso il Fondo per lo sviluppo e la Coesione 2014-2020.

Alla presentazione sono intervenuti l’Assessore dell’Industria Turistica e Culturale della Regione Puglia, dott.ssa Loredana Capone, il direttore artistico Luca Bianchini, e i sindaci dei cinque comuni coinvolti nell’evento. Ideatore e direttore organizzativo della manifestazione è Gianpiero Pisanello.

Un mese e mezzo fitto di eventi: oltre 60 appuntamenti con più di 70 artisti ed autori che si alterneranno tra le bellezze dei cinque comuni partecipanti.

Il Salento Book Festival è una rassegna itinerante che tocca la provincia salentina, così ricca di storia e tradizione. Piazze, castelli, sagrati, corti, vicoli e piazze diventeranno il prestigioso palcoscenico della rassegna letteraria.

Ogni anno la manifestazione ospita gli scrittori delle più importanti case editrici nazionali, ma anche personalità del mondo dello spettacolo, della cultura, dell’arte, della musica, dello sport e della comunicazione.

Tra i nomi dei partecipanti di questa ottava edizione, Luciana Littizzeto, Dario Franceschini, Piero Fassino, Marco Travaglio, Federico Rampini, Caterina Chinnici, Marino Bartoletti, Pierluigi Pardo, Chiara Francini, Max Laudadio, Gioele Dix, Don Antonio Mazzi, Simona Cavallari.

Per l’estate salentina, accanto ai tuffi in mare, si prospettano affascinanti e coinvolgenti tuffi nella cultura in tutte le sue espressioni.

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Questa ottava edizione segna l’anno della svolta – con questa dichiarazione ha aperto la conferenza stampa il Presidente Gianpiero Pisanelloin quanto grazie al bando triennale sulle attività culturali il Salento Book Festival diventa una solida realtà per i prossimi tre anni. E’ importante garantire al gruppo, a cui partecipano tanti giovani, un sereno lavoro di progettualità. Grazie ai cinque sindaci dei comuni che abbiamo coinvolto, si è creata una rete di sistema nella massima collaborazione. Quest’anno, nell’ambito della manifestazione, abbiamo voluto rendere omaggio a tre personaggi che hanno segnato in qualche modo la storia d’Italia. Tre serate in memoria, una dedicata a Peppino Impastato, alla presenza del fratello Giovanni; una seconda serata sarà dedicata a Gino Bartali, in presenza della nipote Gioia Bartali, la terza serata omaggerà Don Tonino Bello, per tramite di Monsignor Angiuli, vescovo di Ugento che presenterà in anteprima il libro tratto dalla sua testimonianza e vicinanza a Don Tonino Bello. Ringrazio di cuore il mio staff, che negli anni è diventato una macchina da guerra. Partito quasi come un gioco, il Festival è cresciuto a tal punto che richiede un’organizzazione veramente impegnativa soprattutto dal punto di vista della sicurezza”.

L’intervento del direttore artistico Luca Bianchini, scrittore e sceneggiatore cinematografico, ha regalato ai giornalisti presenti in sala un assaggio della sua solare presenza scenica. Lo scrittore torinese, sceneggiatore di pellicole di successo come “Santa Maradona” del regista Marco Ponti, assolverà il compito di presentatore durante il festival.

Farò la reginetta del ballo per una settimana - ha dichiarato l’artista, con l’ironia che caratterizza le sue apparizioni – cercherò di non peccare di protagonismo come fanno certi conduttori quando presentano un libro, ma lascerò lo spazio dovuto agli ospiti che interverranno nella mia settimana, che saranno: Luciana Littizzetto, Alberto Matano, che ha condotto il programma di grande successo “Innocenti” e che presenterà il suo libro, un lavoro molto interessante, il giornalista di “Repubblica” Gino Castaldo che racconterà la canzone italiana insieme alla cantante Chiara Gagliazzo, poi ancora Serena Dandini e Antonio Manzini”.

L’intervento dello scrittore è scivolato, infine, sull’opportunità di citare con il giusto posizionamento degli accenti il nome delle province salentine e di quanto possa essere rischioso pronunciare Galatòne piuttosto che Gàlatone:in salentino so dire fondamentalmente tre cose: albicocca, pasticciotto e antipastino al centro, ma soprattutto… è chiaro, una specie di hashtag molto usato dai leccesi”.

E la questione degli accenti in Salento dev’essere sfuggita oltremodo al di là dei confini pugliesi se anche la giornalista dell’Espresso ha concluso il suo pezzo sul Festival facendo una disamina della pronuncia dei nomi impervi della provincia salentina.

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Ha concluso la serie di interventi l’Assessore all’Industria Turistica e Culturale, dott.ssa Loredana Capone:Ho conosciuto il festival tre anni fa grazie all’invito di Gianpiero (Pisanello, NdR). L’evento allora poteva contare solo su piccoli contributi, nulla di importante rispetto agli aiuti offerti ad altri festival del settore. Gianpiero lamentava un certo disinteresse della Regione ma soprattutto l’occasione persa di fare rete. Accettai l’invito e devo dire che fu una serata magnifica; in quell’occasione, gettammo le basi per una bellissima collaborazione. Questo progetto, ritenuto dalla commissione veramente utile per il territorio, è stato sostenuto in maniera significativa. La cosa più importante è l’estensione degli aiuti per i prossimi tre anni perché è importante superare lo stereotipo che vuole il sud intraprendere progetti che non hanno continuità. L’idea di rendere stabile una programmazione per noi era fondamentale. Programmare per tempo ha consentito di allargare l’evento ad altri due comuni: il progetto iniziale che vedeva impegnato solo un comune si sta allargando, coinvolgendo un sempre maggior numero di realtà.

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Stiamo lavorando su tre fattori: sul turismo internazionale, su quello nazionale e sul turismo locale.

Uno degli obiettivi su cui puntiamo è quello di realizzare eventi che migliorino l’offerta turistica allungandone la stagionalità. Promuovere eventi a giugno significa prolungare una stagione che solo fino a pochi anni fa partiva da metà luglio e finiva nella terza settimana di agosto. Nel giro di pochissimi anni, investendo molto in termini di energia ma anche di condivisione, abbiamo raggiunto il risultato che, nel ponte del 25 aprile, abbiamo registrato un +28,5% di turisti stranieri rispetto all’anno precedente. Con eventi come questo Festival, accompagniamo il turista in una vacanza che non è solo mare e questo dato ci consentirà di crescere sempre di più. Ormai la stagione si può dire “piena” già a giugno.

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Per Il segmento dei libri dobbiamo partire però da un dato che è una gravissima carenza: la Puglia è la penultima regione per lettura. Per noi che contiamo sulla cultura questo dato risulta essere odioso. Lavoriamo pertanto per uno spostamento dell’asse. Una regione che investe tanto nelle infrastrutture culturali non può avere questo dato. Abbiamo pertanto cercato di costruire una strategia che puntasse contestualmente sulle strutture e sugli eventi. La possibilità di poter contare su meravigliosi monumenti l’abbiamo sfruttata riempendoli di contenuti, creando così le community library (biblioteche di comunità con all’interno servizi e luoghi di aggregazione) in cui abbiamo investito 120 milioni di euro, l’investimento più importante mai fatto in Europa. A questo va aggiunto l’investimento sui festival, come il Salento book Festival, con l’intento di coinvolgere i comuni per promuovere una crescita dei lettori.

Se un editoriale come “l’Espresso” ha dedicato articolo e commenti sul festival salentino vuol dire che questo asse della cultura comincia a spostarsi.”

Arrivederci a tutti al Salento Book Festival.

Maria Cristina Negro

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