Chi può essere licenziato e chi no (Altre News)

Fisco, stop a pagamenti e cartelle fino al 15 ottobre

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Chi può essere licenziato e chi no

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"Finito il divieto imposto dal 17 marzo per l’emergenza coronavirus, torna la minaccia del recesso per alcune realtà non interessate dalla proroga". E’ quanto scrive laleggepertutti.it parlando anche della "proroga che vieta l’interruzione forzata del rapporto di lavoro per chi utilizza le 18 settimane di cassa integrazione di emergenza oppure i 4 mesi di esonero contributivo". Significa, aggiungono, "che in altre realtà un lavoratore può essere licenziato, in virtù di quanto previsto dal decreto Agosto. Sono esclusi dal divieto: i recessi motivati dalla cessazione definitiva dell’attività d’impresa per la messa in liquidazione della società, senza il proseguo dell’attività; i licenziamenti frutto di un accordo collettivo aziendale di incentivo all’esodo che permette di raggiungere un’intesa con il singolo dipendente per arrivare alla risoluzione consensuale del rapporto" si legge sulla laleggepertutti.it. "In questo caso, il lavoratore ha comunque diritto alla Naspi; i licenziamenti in caso di fallimento, se non è previsto l’esercizio provvisorio d’impresa o ne sia stata disposta la cessazione. Se l’esercizio provvisorio riguarda un solo ramo d’azienda, i licenziamenti sono ammessi in tutti gli altri settori. Ma, in teoria, e secondo alcuni esperti il cui parere si basa sulla normativa approvata durante l’emergenza Covid, ci sono altri casi in cui da oggi un lavoratore può essere lasciato a casa. Questo può succedere quando: l’azienda ha esaurito le 18 settimane di cassa integrazione, a meno che il datore non abbia chiesto ed ottenuto i 4 mesi di esonero contributivo; l’azienda non può ricorrere alla sospensione dei lavoratori o alla riduzione del loro orario in seguito ad una modifica dell’organizzazione strutturale dell’impresa chiudendo, ad esempio, un ufficio o un reparto; in caso di licenziamento collettivo non riconducibile all’emergenza coronavirus".

Fisco, stop a pagamenti e cartelle fino al 15 ottobre

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Sono state pubblicate le Faq aggiornate, in seguito alla proroga della sospensione fino al 15 ottobre dei pagamenti e delle cartelle di pagamento, stabilite con il decreto legge di agosto. L’Agenzia delle Entrate - Riscossione comunica in una nota che con l’entrata in vigore del decreto legge di agosto, ha aggiornato sul proprio sito internet le risposte alle domande più frequenti, con ’’alcuni importanti chiarimenti in materia di riscossione rispetto a quanto già previsto dai precedenti decreti legge cura Italia e rilancio’’. In particolare, il decreto posticipa fino al 15 ottobre 2020 la sospensione dei versamenti di tutte le entrate tributarie e non tributarie, derivanti da cartelle di pagamento, avvisi di addebito e avvisi di accertamento. La sospensione riguarda anche la notifica di nuove cartelle, dei pignoramenti e degli altri atti di riscossione.

Redazione

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