CROLLA UNA PALAZZINA ALLA PERIFERIA DI FIRENZE

Il bilancio è di tre feriti e una vittima. Le dinamiche sono da chiarire, si pensa a una fuga di gas

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Alle 20,30 circa di giovedì scorso una villetta di Bagno a Ripoli (Firenze) è improvvisamente crollata, dopo una violenta esplosione. L’edificio, a due piani, era abitato dai coniugi Mantione e dalle loro figlie, Gemma e Cristal, di 7 e 10 anni.Immediato l’intervento di medici del 118, Vigili del fuoco, Polizia e Protezione Civile, come confermato da un tweet del sindaco di Firenze, Mario Nardella, poco dopo l’incidente: “La protezione civile della Città Metropolitana è già sul luogo del crollo”. I soccorsi sono riusciti a estrarre vivi due componenti del nucleo familiare, Roberto Mantione, proprietario di un negozio di animali esotici, e una delle due figlie. L’altra bambina è riuscita a farsi strada da sola tra le macerie. Tutti e tre hanno riportato molteplici traumi, ustioni e sintomi da intossicazione, ma non sarebbero in pericolo di vita e, stando alle parole dei sanitari, non avrebbero neppure perso conoscenza in seguito all’impatto. Il padre, in condizioni peggiori rispetto alle figlie a causa di profonde ustioni su tutto il corpo, è ricoverato nel reparto rianimazione dell’ospedale di Careggi. Le due piccole si trovano invece al pediatrico Meyer, dove una delle due è stata sottoposta a un intervento chirurgico.

cms_4964/2.jpgDiversa la sorte di Valentina Auciello, moglie di Roberto e madre delle due bambine. La donna, in un primo momento data per dispersa, è stata rinvenuta ormai senza vita poco prima delle 2 di notte, dopo ore di intense ricerche da parte di tre squadre speciali di Vigili del fuoco, accompagnati da un cane molecolare. Molti residenti della zona sono accorsi a prestare aiuto, creando una sorta di catena umana per spostare i detriti, ma per Valentina non c’è stato nulla da fare.

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L’esplosione è stata avvertita da molti abitanti della frazione, in particolare in località La Nutrice, dove è ubicata la villetta. I testimoni parlano di un “botto pazzesco”, in grado di sbalzare fuori dall’abitazione un materasso e di spargere macerie fino a 20 metri di distanza. “Ero di fronte al lavabo della cucina, che è letteralmente esploso. Ho sentito un boato e ho visto un lampo, mi sono salvato solo perché la trave centrale del soffitto ha retto. Solo per questo sono riuscito a scappare” ha riferito Marco Villani, residente in una casa vicina. Molte case hanno subito danni evidenti e sono state dichiarate inagibili, come confermato dalle parole del sindaco di Bagno a Ripoli, Francesco Casini: “E’ stato come un terremoto. Anche le case vicine potrebbero essere lesionate”. L’ingente spostamento d’aria ha persino provocato la rottura del parabrezza in tre auto che sostavano nei pressi dell’immobile.

Al momento si ipotizza una fuga di gas, ma le dinamiche dell’accaduto sono da accertare. Secondo una prima ricostruzione, l’esplosione sarebbe stata innescata dall’attivazione di un interruttore della luce da parte di Valentina. Probabilmente, la famiglia era da poco tornata a casa e l’abitazione era già satura di gas. Le due bimbe sarebbero corse in giardino a giocare subito dopo aver rincasato, motivo che spiegherebbe le loro condizioni, meno gravi rispetto a quelle del padre. Pare che proprio Roberto, pochi attimi prima della tragedia, avesse telefonato al manutentore della palazzina, lamentando un forte odore di gas.

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Le drammatiche immagini di questa tragedia riportano alla mente quel 3 ottobre 2011, quando un opificio tessile nel centro di Barletta crollò togliendo la vita a cinque giovani donne (Tina Ceci, Matilde Doronzo, Giovanna Sardaro, Antonella Zaza, Maria Cinquepalmi, quest’ultima di soli 14 anni). In questo caso, non fu una fuga di gas a causare l’incidente, bensì la negligenza delle quindici persone – ad oggi tutte condannate alla reclusione dalla sezione penale del Tribunale di Trani – che ordinarono la demolizione di un palazzo adiacente tramite un’escavatrice, causando così il cedimento dell’opificio.

Sebbene pare possa essere frutto di una semplice fatalità, speriamo che si faccia luce anche sulla terribile e insensata morte di Valentina Auciello, e che episodi di questo genere, ormai quasi all’ordine del giorno nel nostro Paese, possano estinguersi al più presto.

Federica Marocchino

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