CRISI ISRAELE

Si voterà nuovamente a novembre

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Sembra che non ci sia pace nella politica israeliana: a distanza di quattordici mesi dall’ultimo voto, il paese rischia di trovarsi nuovamente senza un governo. La Knesset ha votato per il suo scioglimento e il ritorno alle urne il primo novembre, per la quinta volta in meno di quatto anni.

cms_26631/2073931974.jpgLo stesso primo ministro Bennett cederà l’incarico all’alleato di coalizione Yair Lapid, pronto a traghettare il paese nel nuovo periodo elettorale. Il leader di Yamina ci ha tenuto a specificare che non si ricandiderà, lasciando la guida del partito al ministro dell’Interno Ayelet Shaked.

Al momento, Lapid si trova a gestire diversi appuntamenti focali, come la visita del presidente Usa Joe Biden, prevista per il 13 e 14 luglio.

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Gli animi sono molto tesi anche nell’opposizione: il leader del Likud, Benjamin Netanyahu, ha annunciato che tornerà a breve sugli scranni del potere, con la promessa di ristabilire l’orgoglio nazionale e riportare Israele sulla strada del successo. Netanyahu ha evidenziato il fallito esperimento della variopinta coalizione guidata da Bennett con parole molto dure: “Questo è quello che succede quando si mettono insieme la falsa destra con la sinistra radicale”.

Tra corruzione e irregolarità di ogni genere, la politica israeliana sembra la copia sbiadita di una democrazia mal riuscita. Stando agli ultimi sondaggi, l’ex premier sarebbe quotato con 60 seggi su 120: momentaneamente in testa, ma non sufficienti per dare vita ad una maggioranza. Per questo, il governo Bennett, insieme a Lapid, dopo aver festeggiato il primo anno di vita si ritrova a raccogliere macerie, con l’ombra di Netanyahu pronto a tornare al potere. Eppure, questa ampia maggioranza era riuscita a sopravvivere a momenti di tensione per tutto l’anno; ma a quanto pare non è bastato. Bennett ha ottenuto una breve cerimonia per Lapid nel suo ufficio, sottolineando che questo ruolo speciale non appartiene a una sola persona, bensì a tutto il popolo israeliano. Mai come in questo momento la politica israeliana vanta una credibilità bassissima, forse perché manca realmente un leader capace di trascinare il peso - spesso insopportabile - delle politiche interne.

Giuseppe Capano

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