COVID-19: DIRITTI CIVILI A RISCHIO

La strumentalizzazione da parte dei media, pronti a speculare sui timori dei cittadini

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Le differenti versioni che dividono gli esperti del mondo scientifico e degli operatori di settore continuano a tenere banco sui social e nei dibattiti degli organi di informazione radiotelevisivi. Ma a smartphone e telecamere spente tutto finisce così, come un fuoco di paglia; la ricerca della verità circa la natura di questo maledetto virus si ingarbuglia ancor di più.

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Di fatto, quello che traspare è l’opportunità di sfruttare l’argomento in oggetto solo per ottenere punti share: l’obiettivo primario è proprio questo, anzi più acceso e fragoroso è il dibattito tra gli ospiti delle varie trasmissioni più si consolida tale fine in funzione delle future trasmissioni.

Tutto ciò fa leva sul naturale coinvolgimento del pubblico, a cui viene carpita la buona fede per l’auspicio di capirci meglio su tale argomento, per arrivare alla verità delle cose. È una tecnica molto invasiva e subdola, messa in atto usualmente nella commercializzazione di prodotti nel libero mercato. Specularmente, essa viene adottata anche nella querelle politica, il cui palcoscenico, in questo frangente, si arricchisce di nuovi attori presi in prestito dal mondo scientifico (medici, specialisti di diverse discipline, scienziati, operatori di settore); questi ultimi, di fatto, recitano la propria parte al fine di contribuire al crescere dell’audience. A quel punto, non importa più tanto ricercare e individuare la vera natura del virus né studiare strategie per la gestione della pandemia, quanto alimentare il clamore e gettare benzina, come si suol dire, sui già accesi timori della popolazione.

Il confusionario bailamme di opinioni mantiene alti i toni dei dibattiti (sempre più accesi) e, così, l’obiettivo primario delle alte percentuali di ascolti è facilmente e puntualmente raggiunto. La buona fede dei cittadini-telespettatori viene sottoposta a questa forzatura strumentale e ipocrita, che nulla ha a che fare con il nobile esercizio di deontologia professionale, nonché di "etica morale".

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Pur nella consapevolezza che mantenere alta la guardia è sempre meglio, occorre non trascurare gli indiscutibili e inconfutabili "Diritti Civili", vale a dire l’insieme delle libertà e delle prerogative garantite ai cittadini dallo Stato che li ospita, come il poter manifestare le proprie idee liberamente (la libertà di pensiero e di opinione, con parola, scritto o ogni altro mezzo di informazione: art.13-art.21 della Costituzione). Tali valori si consolidano con i "diritti universali", come i diritti umani e naturali. Questo è quanto precisato dal Presidente del "Movimento Diritti Civili di Puglia", prof. Bonavita Vincenzo, il quale ribadisce l’auspicio che per il futuro venga individuato e praticato il giusto equilibrio tra le misure di sicurezza da adottare e l’indiscutibile tutela dei diritti civili e universali dei cittadini.

Un ulteriore e importantissimo richiamo riguarda la gravità della situazione economica del nostro Paese e l’esigenza di tramutare le tante dichiarazioni di sostegno alle aziende (piccole, medie,grandi) che hanno segnato il passo in questo travagliato periodo, in misure reali e concrete (prestiti e rimborso della cassa integrazione che è stata anticipata dalle aziende, in attesa del dovuto storno). La trepidazione per lo scenario venutosi a creare è molto sentita e, in mancanza di un’improcrastinabile e concreta risposta, la situazione potrebbe degenerare nella prospettiva di forti tensioni sociali, che tutti noi scongiuriamo.

Antonio Iasillo

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