COVID, SCOPERTI SUPER ANTICORPI ’PAN-CORONAVIRUS’

In Italia ulteriori 28.433 contagi e altri 130 morti - I dati dalle Regioni - Ricciardi: "Sì riduzioni isolamento positivi ma no stop" - Bassetti: "Quarantena light asintomatici o in autunno si blocca Paese"

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Covid, scoperti super anticorpi ’pan-coronavirus’

Scienziati dello Scripps Research Institute americano hanno scoperto nei macachi anticorpi ’pan-coronavirus’, "efficaci contro molte diverse varianti di Sars-CoV-2", ma anche "contro altri virus Sars come Sars-CoV-1, il patogeno altamente letale responsabile dell’epidemia del 2003". Lo studio, pubblicato su ’Science Translational Medicine’, indica che "alcuni animali sono sorprendentemente più capaci di produrre questo tipo di anticorpi anti ’virus pan-Sars’ rispetto agli esseri umani", offrendo ai ricercatori "indizi su come sviluppare vaccini migliori".

cms_27121/Raiees_Andrabi,_ricercatore_del_Dipartimento_Scripps_di_Immunologia_e_Microbiologia.jpg"Se riusciamo a progettare vaccini che suscitino risposte" immunitarie "ampie, simili a quelle viste" nel nuovo lavoro, "questi potrebbero garantire una protezione maggiore contro il virus" di Covid-19 "e le varianti di preoccupazione", afferma l’autore senior Raiees Andrabi, ricercatore del Dipartimento Scripps di Immunologia e Microbiologia.

Gli anticorpi ’jolly’ individuati nello studio riconoscono una porzione della proteina virale Spike relativamente più conservata, ossia presente in molti virus Sars differenti e meno incline a mutare nel tempo. Un elemento che gli autori ritengono utile per la messa a punto di "vaccini di prossima generazione", che siano "capaci di offrire una protezione aggiuntiva contro le varianti emergenti di Sars-CoV-2 e contro altri virus Sars".

Nello studio scimmie macaco rhesus sono state immunizzate con la proteina Spike di Sars-CoV-2, l’’uncino’ che il virus usa per agganciare e infettare le cellule bersaglio. Sono state somministrate due dosi, secondo una strategia simile a quella adottata con i vaccini anti-Covid a mRna. Diversamente da quanto accade nell’uomo dopo la somministrazione di questi prodotti, si è visto però che i macachi sviluppavano un’ampia risposta anticorpale neutralizzante contro il virus, comprese varianti come Omicron.

Incuriositi da questa netta differenza, gli scienziati hanno deciso di approfondire la struttura dei ’super anticorpi’ dei macachi, scoprendo che riconoscono una regione di Spike diversa da quella a cui mirano la maggior parte degli anticorpi umani: un’area maggiormente conservata, appunto, collocata più lateralmente sul bordo del punto di legame tra Spike e il recettore Ace2 delle nostre cellule.

cms_27121/Ian_Wilson,_a_capo_del_Dipartimento_Scripps_di_Biologia_.jpgSi tratta di una zona "importante, comune a più virus Sars, e che finora è stata solo raramente bersaglio di anticorpi umani", evidenzia il co-autore senior dello studio Ian Wilson, a capo del Dipartimento Scripps di Biologia integrata strutturale e computazionale, che suggerisce l’opportunità di studiare "strategie aggiuntive da sfruttare per convincere il nostro sistema immunitario a riconoscere questa particolare regione del virus".

Il gene del macaco che codifica per questi super anticorpi neutralizzanti anti-Sars - rimarcano inoltre gli autori - è Ighv3-73, diverso dal gene Ighv3-53 che regola la risposta immunitaria dell’uomo, che è potente, ma con uno spettro molto più ristretto.

Secondo i ricercatori, averlo capito potrebbe aiutare a progettare vaccini, o combinazioni vaccino-adiuvante, che inducano una protezione più ampia contro Sars-CoV-2 e le sue numerose varianti.

cms_27121/Dennis_Burton,_alla_guida_del_Dipartimento_Scripps_di_Immunologia_e_Microbiologia.jpg"Dal nostro studio - commenta il co-autore senior Dennis Burton, alla guida del Dipartimento Scripps di Immunologia e Microbiologia - emerge che i macachi hanno un gene anticorpale che offre loro una maggiore protezione contro i virus Sars.

Questa osservazione pone un nuovo obiettivo ai nostri sforzi sul fronte vaccini, che potremmo essere in grado di centrare utilizzando approcci avanzati di progettazione proteica".

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cms_27121/Min_Sanita_ISS_Prot_Civ.jpgIn Italia ulteriori 28.433 contagi e altri 130 morti

Sono 28.433 i nuovi contagi da coronavirus in Italia, secondo i dati e i numeri Covid - regione per regione - del bollettino della Protezione Civile e del ministero della Salute.

Si registrano altri 130 morti (+17). I tamponi processati, tra molecolari e antigenici, sono 189.141 che fanno rilevare un tasso di positività pari al 15%. Restano stabili le terapie intensive con 321 ricoverati, calano i ricoveri ordinari che sono 8.358 in totale (-234).

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I dati dalle Regioni

(Bollettino Covid - 11 Agosto 2022)

LAZIO - Sono 2.361 i nuovi contagi da coronavirus oggi 11 agosto nel Lazio, secondo i dati dell’ultimo bollettino covid-19. Si registrano altri 14 morti. Si registrano 854 ricoverati (-39), 56 le terapie intensive (-1) e +5.787 guariti. Il rapporto tra positivi e tamponi è al 11%. I casi a Roma città sono a quota 1.042.

TOSCANA - Sono 1.362 i nuovi contagi da coronavirus oggi 11 agosto in Toscana, secondo i dati dell’ultimo bollettino covid-19. Si registrano altri 11 morti. Sono 1.357.297 i casi di positività al Coronavirus nella regione da inizio pandemia. i nuovi casi, 294 confermati con tampone molecolare e 1.068 da test rapido antigenico), sono lo 0,1% in più rispetto al totale del giorno precedente. I guariti crescono dello 0,1% e raggiungono quota 1.260.456 (92,9% dei casi totali).
Oggi sono stati eseguiti 1.249 tamponi molecolari e 9.254 tamponi antigenici rapidi, di questi il 13% è risultato positivo. Sono invece 1.933 i soggetti testati oggi (con tampone antigenico e/o molecolare, escludendo i tamponi di controllo), di cui il 70,5% è risultato positivo. Gli attualmente positivi sono oggi 86.308, -0,2% rispetto a ieri. I ricoverati sono 531 (31 in meno rispetto a ieri), di cui 19 in terapia intensiva (3 in meno). Oggi si registrano 11 nuovi decessi: 5 uomini e 6 donne con un’età media di 8

ABRUZZO - Sono 1.114 i nuovi contagi da coronavirus oggi 11 agosto in Abruzzo, secondo i dati dell’ultimo bollettino covid-19. Si registra un altro decesso. Gli attualmente positivi in Abruzzo sono 25.265 (-593 rispetto a ieri). Di questi, 238 pazienti (-11 rispetto a ieri) sono ricoverati in ospedale in area medica; 8 (invariato rispetto a ieri) in terapia intensiva, mentre i restanti sono in isolamento domiciliare.
Nelle ultime 24 ore sono stati eseguiti 1127 tamponi molecolari (2435728 in totale dall’inizio dell’emergenza) e 4930 test antigenici (4178390).Del totale dei casi positivi, 105704 sono residenti o domiciliati in provincia dell’Aquila (+185 rispetto a ieri), 149675 in provincia di Chieti (+261), 121263 in provincia di Pescara (+295), 126359 in provincia di Teramo (+285), 11225 fuori regione (+40) e 8115 (+45) per i quali sono in corso verifiche sulla provenienza.

SARDEGNA - In Sardegna si registrano oggi, 11 agosto, 742 ulteriori contagi da coronavirus, di cui 677 diagnosticati da antigenico. Sono stati processati in totale, fra molecolari e antigenici, 3749 tamponi. Lo riferisce il bollettino della Regone. I pazienti ricoverati nei reparti di terapia intensiva sono 9 ( dato invariato rispetto a ieri ). I pazienti ricoverati in area medica sono 148 ( - 8 ) mentre sono 19519 i casi di isolamento domiciliare ( - 1747 ). Si registrano 4 decessi: due donne di 74 e 90 anni, residenti nella provincia di Sassari e due uomini di 70 e 77, residenti rispettivamente nella provincia di Nuoro e nella Città Metropolitana di Cagliari. Lo rende noto la Regione Sardegna.

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cms_27121/RICCIARDI_Walter_.jpgRicciardi: "Sì riduzioni isolamento positivi ma no stop"

"Uno dei perni del controllo delle epidemie, a maggior ragione delle pandemie, è la sorveglianza sanitaria, cioè la necessità di tenere sotto controllo la diffusione dell’infezione. C’è quindi la necessità di non far circolare i positivi a Sars-Cov-2. Si può fare qualche aggiustamento ma il principio che una persona positiva debba rimanere a casa e non debba contagiare altri è fondamentale". A dirlo all’Adnkronos Salute Walter Ricciardi, consulente del ministro della Salute e professore di igiene all’università Cattolica in merito alle proposte di eliminare la quarantena dei positivi.

"Abbiamo visto quello che è successo in Gran Bretagna dove questo principio è stato scalfito - continua - c’è stato un collasso del Servizio sanitario. Ed è successo in estate. Figuriamoci cosa può succedere in inverno che - se guardiamo a quanto accade in Australia, con una stagione influenzale in corso durissima - si annuncia complesso".

Certamente, aggiunge Ricciardi, "possiamo fare aggiustamenti, riduzioni del numero dei giorni di quarantena, limitandoli allo stretto necessario. Ma il principio che persone positive, infette e contagiose, possano circolare liberamente è contrario alle indicazioni basilari di sanità pubblica finalizzate al contenimento del virus pandemico".

cms_27121/Bassetti,Infettirologo.jpgBassetti: "Quarantena light asintomatici o in autunno si blocca Paese"

Sulla mancata riduzione della quarantena per i positivi al Covid asintomatici "c’è il rischio di essere in ritardo, perché non si può pensare di arrivare in autunno, quando ci sarà una possibile ripresa dei contagi, con queste misure di isolamento. Finiamo per paralizzare il Paese". Così all’Adnkronos Salute Matteo Bassetti, direttore della Clinica di malattie infettive del Policlinico San Martino di Genova, ricordando che "sono passate ormai 3-4 settimane da quando avevo detto che sarebbe stato il caso di fare una quarantena ’light’". "L’immobilismo del ministero della Salute su questo fronte danneggia soprattutto gli italiani", avverte.

"Rischiare di tenere a casa in autunno tante persone asintomatiche non è come farlo a luglio o agosto, c’è il rischio reale che tanti servizi fondamentali si blocchino", rimarca l’infettivologo che rilancia la necessità "di cambiare ora le regole o comunque di discuterne e arrivare ad aggiornare le misure per i primi giorni di settembre". Quali potrebbero essere i nuovi parametri? "Si posso ridurre i giorni di isolamento basandosi molto sulla personalizzazione della quarantena - risponde Bassetti - quando finiscono i sintomi faccio un tampone e se negativo si può uscire. Oppure - conclude - alle fine dei sintomi, dopo 48 ore, a prescindere dal risultato del test si può uscire".

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