COVID,OMS:SETTIMANA RECORD CON 5,7 MLN DI CASI,LA META’ IN INDIA

In Italia ulteriori 10.585 contagi e altri 267 morti. I dati dalle Regioni. Covid: terapia domiciliare fondamentale, no a cortisone e antibiotici

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Covid, Oms: settimana record con 5,7 milioni di casi, la metà in India

Oltre 5,7 milioni di contagi da coronavirus nel mondo in una settimana record. Quasi la metà sono stati registrati in India. Il numero di casi di Covid-19 a livello globale rimane per la seconda settimana consecutiva ai livelli più alti da inizio pandemia, dopo 9 settimane consecutive di aumento. I nuovi decessi sono oltre 93mila, in crescita per la settima settimana consecutiva. E’ quanto rileva l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), dell’ultimo report epidemiologico settimanale.

La regione del Sud-Est asiatico continua a registrare un marcato aumento sia dei casi sia dei decessi, sottolinea l’Oms. L’India concentra oltre il 90% dei contagi e dei morti nella regione, precisa l’agenzia ginevrina, come pure il 46% dei casi e il 25% dei decessi segnalati globalmente nell’ultima settimana.

Diminuisce l’incidenza nelle regioni Europa, Mediterraneo orientale, Africa e Americhe; stabile nella regione del Pacifico occidentale. Il numero di morti è calato in Europa, Africa e Pacifico occidentale, mentre lievi aumenti sono stati riportati nelle Americhe e nel Mediterraneo orientale.

Questa settimana il numero maggiore di nuovi casi è stato registrato da India (2.597.285, +20%), Brasile (421.933, +4%), Stati Uniti (345.692, -15%), Turchia (257.992, -32%) e Francia (163.666, -23%).

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cms_21795/Min_Sanita_ISS_Prot_Civ.jpgIn Italia ulteriori 10.585 contagi e altri 267 morti

Sono 10.585 i contagi da coronavirus in Italia, secondo i dati delle regioni inseriti nel bollettino della Protezione Civile.

Ieri, secondo le news regione per regione, sono stati registrati altri 267 morti. Nelle ultime 24 ore sono stati processati 327.169 tamponi, il tasso di positività è al 3,2%. I pazienti ricoverati in terapia intensiva sono 2.368 (-55), con 142 ingressi giornalieri. I ricoverati con sintomi sono in tutto 17.520 (-656). Il totale dei morti in Italia sale a 122.005, mentre sono 4.070.400 i casi totali.

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I dati dalle Regioni

LOMBARDIA - Sono 1.557 i i nuovi contagi da Coronavirus. Si registrano altri 32 morti.

LAZIO - Sono 838 i nuovi contagi da Coronavirus. Nella tabella si fa riferimento ad altri 39 morti.

SICILIA - Sono 782 i nuovi contagi da Coronavirus. Si registrano altri 24 morti.

VENETO - Sono 745 i nuovi contagi da Coronavirus. Si registrano altri 12 morti.

BASILICATA - Sono 175 i nuovi contagi da Coronavirus. Si registra 1 morto.

TOSCANA - Sono 744 i nuovi contagi da Coronavirus. Il tasso dei nuovi positivi è 2,78% .

LIGURIA - Sono 135 i nuovi contagi da Coronavirus. Si registranoaltri 6 morti.

MARCHE - Sono 278 i nuovi contagi da Coronavirus.

PIEMONTE - Sono 637 i nuovi contagi da Coronavirus. Si registrano altri 28 morti.

PUGLIA - Sono 1.171 i nuovi contagi da Coronavirus. Nella tabella si fa riferimento ad altri 12 morti.

FRIULI VENEZIA GIULIA - Sono 174 i nuovi contagi da Coronavirus. Nella tabella si fa riferimento ad altri 3 morti.

CAMPANIA - Sono 1.447 i nuovi contagi da Coronavirus. Si registrano altri 38 morti, 24 dei quali avvenuti nelle ultime 48 ore e 14 avvenuti in precedenza, ma registrati ieri.

SARDEGNA - Sono 166 i nuovi contagi da Coronavirus. Nella tabella si fa riferimento ad altri 5 morti.

VALLE D’AOSTA - Sono 12 i nuovi contagi da Coronavirus.Si registra 1 morto.

EMILIA ROMAGNA - Sono 488 i nuovi contagi da Coronavirus. Nella tabella si fa riferimento ad altri 24 morti.

CALABRIA - Sono 284 i nuovi contagi da Coronavirus. Nella tabella si fa riferimento ad altri 6 morti.

ABRUZZO - Sono 192 i nuovi contagi da Coronavirus. Nella tabella si fa riferimento ad altri 2 morti.

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Covid: terapia domiciliare fondamentale, no a cortisone e antibiotici

La gestione del paziente Covid-19 a casa è centrale in questa pandemia, che sta mettendo a dura prova le strutture ospedaliere. Ma per poter sfruttare appieno le potenzialità della medicina territoriale è necessario seguire protocolli standardizzati, omogenei e integrati. Per questo è fondamentale che gli operatori deputati alla gestione del paziente Covid-19 nel domicilio stiano al passo con le ultime - e in continuo aggiornamento - strategie per l’assistenza, il monitoraggio e la cura nel domicilio. È questo l’obiettivo del corso di formazione professionale Ecm di Sanità In-Formazione per Consulcesi Club dal titolo: “La gestione del paziente Covid-19 nel contesto domiciliare”.

cms_21795/Emanuele_Nicastri.jpg“La gestione del paziente a casa è fondamentale per ridurre la pressione sugli ospedali”, conferma Emanuele Nicastri, direttore della divisione di malattie infettive ad alta intensità di cura e altamente contagiose dell’Istituto nazionale per le Malattie infettive ’Lazzaro Spallanzani’ di Roma e docente del corso Ecm. “Ma bisogna stare attenti a farlo in maniera appropriata, evitando prima di tutto l’utilizzo di farmaci che andrebbero prescritti solo in ambito ospedaliero”, aggiunge. Eppure, dopo oltre un anno dall’inizio della pandemia, ancora oggi si assistono a prescrizioni mediche inappropriate che, anziché aiutare i pazienti, rischiano di peggiorare la loro situazione. “Bisogna ad esempio evitare di prescrivere cortisone, antibiotici ed eparina come trattamento per la gestione domiciliare del paziente Covid-19”, sottolinea Nicastri.

“Abbiamo evidenze - continua - che l’uso di cortisone nel paziente che non ha bisogno di ossigeno è dannoso. Vi è un incremento del 19% della mortalità. Il cortisone, infatti, prolunga la fase virale e nasconde i sintomi. Ci fa perdere di vista il calo di saturazione che è un parametro fondamentale per decidere il ricovero”. Il cortisone rientra infatti nei trattamenti che, nella gestione dell’infezione Covid-19, vanno erogati in ospedale, così come l’eparina. Anche l’antibiotico andrebbe evitato. “Perché dovremmo immaginare una coinfezione batterica in un paziente Covid-19?”, dice Nicastri. “Solo l’8% dei pazienti ha una condizione batterica e a casa questa percentuale è ancora più bassa”, aggiunge.

La gestione del paziente Covid-19 nel domicilio - si legge in una nota - si basa in buona parte su interventi non farmacologici, come indicazioni su stili di vita, modalità di comportamento per l’isolamento, per la respirazione, la quarantena, ecc. I medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta, nel momento in cui vengono a conoscenza di un caso tra i propri pazienti devono farsi carico di diversi compiti, nello svolgimento dei quali ha la facoltà di coinvolgere le Unità speciale di continuità assistenziale (Usca), il cui scopo è di operare in collaborazione con i medici di famiglia e pediatri nella gestione domiciliare dei pazienti in quarantena o isolamento.

Il monitoraggio quotidiano a distanza delle condizioni dei pazienti in isolamento è fondamentale, poiché circa il 10-15% dei casi lievi degenerano in forme severe della malattia. Dal canto suo il paziente deve essere anche istruito, laddove possibile, all’automonitoraggio di un parametro importantissimo, cioè quello della saturazione dell’ossigeno, un abbassamento della quale sta a indicare un aumento del decorso negativo della malattia e di prognosi infausta. Assieme alla saturazione, il paziente può verificare anche la frequenza cardiaca. Tra gli altri interventi a domicilio, oltre ai farmaci deputati al controllo dei sintomi, è raccomandata una buona idratazione e nutrizione, ed eventualmente il paziente può essere istruito alla pronazione per favorire l’ossigenazione.

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