COVID,OMS:"BIMBI E UNDER 18 SOLO 8% CASI NEL MONDO"

In Italia ulteriori 13.571 contagi e altri 524 morti. I dati delle regioni.

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cms_20702/OMS.jpgCovid, Oms: "Bimbi e under 18 solo 8% casi 2020"

Quando scatta una zona rossa sono i primi a restare a casa e gli ultimi a tornare alle loro attività quotidiane. I teenager del pianeta, come i bambini, hanno dovuto imparare un nuovo modo di vivere la scuola - per lungo tempo a distanza, alle prese con la Dad - e mettere da parte socialità, abbracci, esperienze condivise. Un prezzo non basso quello pagato alla pandemia. Eppure, "di tutti i casi di Covid-19 segnalati dai Paesi nel 2020, gli under 18 pesano solo per l’8%, nonostante rappresentino il 29% della popolazione mondiale", segnala l’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms), mentre la comparsa di varianti di Sars-CoV-2 rischia di cambiare ancora le carte in tavola. Studi e analisi sono "in corso soprattutto su questo: sull’impatto di nuove varianti" sui giovanissimi, assicura l’Oms.

cms_20702/1.jpgIl dilemma, dopo un anno di pandemia, resta sempre lo stesso: c’è o no un ruolo significativo delle scuole nella trasmissione del virus? "Tutti vogliamo vedere i bambini tornare fra i banchi e tutti vogliamo assicurarci che le scuole siano luogo di apprendimento sicuro - premette il direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus - Capire come Covid colpisce i bambini è stata una questione prioritaria". L’arrivo alla fine del 2020 di nuove varianti più trasmissibili di Sars-CoV-2, avverte l’agenzia Onu per la salute, "richiede un’analisi aggiuntiva per sesso ed età, per misurare come e se queste varianti hanno un impatto diverso sui bambini. Se si scopre che sono più colpiti, potrebbe essere necessario adattare le misure sociali e di sanità pubblica", avverte l’Oms in un focus pubblicato nel report settimanale, in cui fa il punto su cosa si sa finora su ragazzi e Covid.

E nel quale si rinnova un avvertimento: "Le considerazioni per decidere di chiudere, anche parzialmente o riaprire le scuole dovrebbero essere guidate da un approccio basato sul rischio, per massimizzare i benefici sia educativi che sanitari e prevenire una nuova epidemia di Covid nella comunità. Ma in ogni caso la chiusura della scuola dovrebbe essere adottata come ’ultima spiaggia’, come rimedio temporaneo e solo a livello locale in aree con trasmissione intensa". Non solo: "Il tempo in cui queste scuole sono chiuse - ammonisce l’Oms - dovrebbe essere utilizzato per mettere in atto misure per prevenire e rispondere alla trasmissione quando le scuole riapriranno. Le autorità sanitarie e educative dovrebbero continuare a monitorare nuove informazioni e ricerche, in particolare per quanto riguarda la comparsa delle nuove varianti".

Senz’altro sui numeri di Covid fra i giovani pesa il fatto che le infezioni lievi potrebbero essere state sottostimate, visto che bambini e adolescenti hanno maggiori probabilità di presentare pochi o zero sintomi (solo lo 0,2% dei decessi è stato segnalato in under 20), ripercorre l’Oms. Altre informazioni emerse dagli studi? "Gli under 10 sono meno suscettibili e meno contagiosi di quelli più grandi. E invece gli adolescenti tra 16 e 18 anni trasmettono il virus con la stessa frequenza degli adulti". Differenze fra i bambini e gli adulti si riscontrano anche nella carica virale, che peraltro sembra andare incontro nei più piccoli a un più rapido declino.

Quanto alle scuole, dati del Regno Unito suggeriscono che la trasmissione da operatore a operatore era la più comune, mentre lo era di meno quella tra personale e studenti e ancora meno quella fra studenti. Le ricerche non segnalano aumento di rischio per chi lavora nel sistema istruzione. Dall’altro lato le prove a favore della chiusura delle scuole per ridurre la trasmissione in comunità sono contrastanti. Se più report e studi suggeriscono l’assenza di un’associazione fra riaperture scolastiche e aumento della circolazione del virus fuori dalle aule, tanti e preoccupanti sono invece i risvolti negativi di scuole chiuse e bimbi a casa. Con un aumento delle disuguaglianze, spinte da digital divide e abbandoni scolastici, che si abbatte sui bambini vulnerabili e più poveri.

Stress, ansia, servizi interrotti, perdita dell’interazione fra pari: l’elenco dell’effetto Covid sui più piccoli è lungo, senza tralasciare che lasciarli a casa può influenzare la possibilità dei genitori di lavorare, introducendo altri rischi, segnalano gli esperti. Sono rischi reali tanto da far dire a Audrey Azoulay, direttore generale dell’Unesco, che "sostenere scuole sicure deve essere una priorità". E, come aggiunge Henrietta Fore (Unicef), "nel secondo anno della pandemia, non si dovrebbe risparmiare nessuno sforzo per mantenere le scuole aperte o dare loro priorità nei piani di riapertura".L’elenco delle evidenze raccolte in questo campo è lungo. Fra le conclusioni evidenziate dall’Oms, una su tutte: "La trasmissione nella comunità si riflette nell’ambiente scolastico", è il primo punto fermo. "E quando questa circolazione virale è bassa, con misure appropriate è improbabile che i bambini e le scuole siano i principali motori della trasmissione di Covid. Dove c’è trasmissione diffusa o casi in aumento, le misure preventive e protettive nelle scuole sono essenziali per prevenire la trasmissione".

Un esempio di quel che può accadere senza interventi preventivi è l’epidemia che si è verificata in Israele a maggio in una scuola con aule climatizzate, in cui trascorrevano le loro ore 30 alunni in media e tutti senza mascherine. Risultato: 153 studenti e 25 operatori positivi.

Le scuole dovrebbero dunque avere "piani pronti, ventilazione adeguata, pratiche igieniche e regole sull’uso della mascherina e il distanziamento", indica l’Oms, evidenziando anche che "potrebbero essere necessarie misure di prevenzione e controllo delle infezioni più forti per le scuole secondarie, in particolare superiori, e gli studenti più grandi rispetto a quelli delle primarie. Insegnanti e personale scolastico devono rimanere vigili per prevenire l’esposizione al di fuori della scuola".

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cms_20702/Min_Sanita_ISS_Prot_Civ.jpgIn Italia ulteriori 13.571 contagi e altri 524 morti

Sono 13.571 i contagi da coronavirus in Italia, resi noti secondi i dati del bollettino della Protezione Civile pubblicato dal ministero della Salute. Sono stati registrati altri 524 morti che portano il totale a 83.681 dall’inizio dell’emergenza legata all’epidemia di covid-19. Diminuiscono i ricoveri nelle terapie intensive dove attualmente ci sono 2.461 persone. I guariti in totale sono 1.806.932, gli attualmente positivi 523.553.

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I dati delle regioni

VENETO - Torna a salire il numero dei nuovi contagi da coronavirus in Veneto, anche a fronte dell’alto numero degli ulteriori tamponi effettuati (44.314). Secondo il bollettino di ieri sono 1.359 i nuovi casi, (con un’incidenza del 3%), che portano a 301.486 il totale da inizio pandemia. Nelle ultime 24 ore si sono registrati inoltre 69 decessi, con totale a 8.256. Diminuiscono ancora i dati ospedalieri, con 2.560 ricoverati nei reparti non critici e 338, nelle terapie intensive.

FRIULI - Secondo il bollettino di ieri in Friuli Venezia Giulia sugli ulteriori 7.565 tamponi molecolari sono stati rilevati 464 nuovi contagi con una percentuale di positività del 6,13%. Sono inoltre 3.255 i test rapidi antigenici realizzati, dai quali sono stati rilevati 208 casi (6,39%). I decessi registrati sono 26; si riducono i ricoveri nelle terapie intensive (58) mentre quelli in altri reparti sono 693.

EMILIA ROMAGNA - Dall’inizio dell’epidemia da Coronavirus, in Emilia-Romagna si sono registrati 205.261 casi di positività, 1.090 in più rispetto, su un totale di 20.646 tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore. La percentuale dei nuovi positivi sul numero di tamponi fatti da ieri è del 5,3%. Purtroppo, si registrano 64 nuovi decessi da ieri.

TOSCANA - In Toscana sono 443 i positivi in più (439 confermati con tampone molecolare e 4 da test rapido antigenico). Si registrano inoltre 18 nuovi decessi:

MARCHE - Il Servizio Sanità della Regione Marche ha comunicato che nelle ultime ore sono stati testati 7122 tamponi. I positivi nel percorso nuove diagnosi sono 417 (86 in provincia di Macerata, 135 in provincia di Ancona, 76 in provincia di Pesaro-Urbino, 65 in provincia di Fermo, 38 in provincia di Ascoli Piceno e 17 fuori regione).

LAZIO - Sono 1.281 i nuovi contagi da Coronavirus nel Lazio secondo il bollettino reso noto ieri. Sono stati registrati altri 61 morti. I tamponi sono stati più di 12mila, mentre i guariti sono stati 3.267. "Aumentano i casi e i decessi, mentre diminuiscono i ricoveri e le terapie intensive" evidenzia l’assessore alla Sanità e l’Integrazione Sociosanitaria della Regione Lazio Alessio D’Amato. "Il rapporto tra positivi e tamponi è a 10%, ma se consideriamo anche gli antigenici la percentuale scende a 4%. I casi a Roma città sono a quota 500".

CAMPANIA - Sono 968 i nuovi casi di coronavirus emersi nelle ultime 24 ore in Campania, 68 dei quali sintomatici e 835 asintomatici. I tamponi analizzati ieri sono 15.343, di cui 1.302 test antigenici rapidi (di questi, 65 sono risultati positivi). Il totale dei positivi in Campania dall’inizio dell’emergenza è 209.482 (di cui 306 antigenici), il totale dei tamponi è 2.270.343 (di cui 5.599 antigenici). Sono 42 i decessi inseriti nel bollettino di ieri dell’Unità di crisi della Regione Campania, 17 dei quali avvenuti nelle ultime 48 ore e 25 avvenuti in precedenza, ma registrati ieri.

BASILICATA - Sono 57 i nuovi casi positivi al Sars Cov2, di cui 55 residenti in Basilicata, registrati su un totale di 884 tamponi registrati ieri in Basilicata. Lo rende noto la task force regionale con il consueto bollettino. Nelle ultime 24 ore non sono stati registrati decessi.

PUGLIA - In Puglia i nuovi casi positivi al covid-19 sono 1.159. Ieri il numero di test siè attestato a 11.485. Così il bollettino epidemiologico quotidiano reso noto dalla Regione sulla base delle informazioni del direttore del dipartimento Promozione della Salute. Sono stati registrati 25 decessi: 5 in provincia di Bari, 1 in provincia Bat, 1 in provincia di Brindisi, 12 in provincia di Foggia, 2 in provincia di Lecce, 4 in provincia di Taranto.

ABRUZZO - Sono complessivamente 39814 i casi positivi al Covid-19 registrati in Abruzzo dall’inizio dell’emergenza. Si registrano 279 nuovi casi. Il bilancio dei pazienti deceduti registra 7 nuovi casi e sale a 1349 .

SICILIA - Sono 1.486 i nuovi casi di Covid 19 registrati ieri in Sicilia sugli ulteriori 20.003 tamponi effettuati. Sono invece 2.269 le persone dimesse o guarite e 37 morti. In tutto nell’isola ci sono 46.707 positivi, di questi 1.459 sono ricoverati in regime ordinario, 215 in Terapia intensiva e 45.033 in isolamento domiciliare.

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