COVID,DAL 15 MAGGIO VIA QUARANTENA PER PAESI UE

In Italia ulteriori 10.176 contagi e altri 224 morti. I dati dalle Regioni. Riaperture, coprifuoco, green pass: cosa ha detto Draghi. Covid e Rsa, via libera alle visite: le regole

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Covid,dal 15 maggio via quarantena per Paesi Ue

Dal 15 maggio stop alla mini quarantena per le persone provenienti dai Paesi europei. Si è svolto questa mattina un tavolo operativo organizzato dal ministro degli Esteri Luigi Di Maio e dal ministro della salute Roberto Speranza sulle riaperture ai turisti stranieri in vista del periodo estivo. A quanto si apprende, dal 15 maggio verrà superata la mini quarantena per le persone provenienti dai Paesi europei. Lo stesso varrà anche per i cittadini provenienti da Regno Unito e Israele.

Per entrare in Italia da Ue, Gb ed Israele, ed evitare la quarantena, basterà presentare un tampone negativo o provare di essere stati vaccinati. In alternativa, avrà la medesima possibilità chi ha già contratto il Covid negli ultimi sei mesi. Di fatto si tratta delle stesse regole in vigore in Italia per gli spostamenti verso regioni non gialle.

L’obiettivo del governo italiano è quello di riaprire a tutti i Paesi stranieri che hanno raggiunto un livello alto di vaccinazione. Per questo si lavora alla definizione di un parametro al di sopra del quale tutti gli stranieri possano venire in Italia, emerge ancora - a quanto si apprende - dalla riunione di questa mattina.

In merito agli Usa, a quanto emerge, verranno potenziati i voli covid free. L’obiettivo entro la metà di giugno - a quanto si apprende - è quello di riaprire eliminando la quarantena anche per i turisti provenienti dagli Stati Uniti e applicando sempre lo stesso criterio (tampone, vaccino o Covid) adottato per le persone provenienti da Ue, Gb e Israele.

L’Italia sta inoltre lavorando all’organizzando di voli Covid free per Dubai, dove da ottobre partirà l’Expo.

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cms_21829/Min_Sanita_ISS_Prot_Civ.jpgIn Italia ulteriori 10.176 contagi e altri 224 morti

Sono 10.176 i nuovi contagi da Coronavirus in Italia, secondo la tabella del bollettino di ieri. I nuovi casi di covid riscontrati in Italia sono emersi dopo aver analizzato 338.436 tamponi, con l’indice di positività che scende al 3%.

Nelle ultime 24 ore si registrano altri 224 morti che portano il totale delle vittime a 122.694 da inizio pandemia. Scendono ancora i ricoveri in terapia intensiva, dove ci sono ora 2.211 persone (-42), con 110 nuovi ingressi. Sono 15.799 i ricoveri ordinari (-532), 3.590.107 guariti in totale (+17.394) e 390.120 gli attualmente positivi (-7.444).

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I dati dalle Regioni

LOMBARDIA - Sono 1.584 i nuovi contagi da Coronavirus. Si registrano altri 43 morti.

LAZIO - Sono 999 i nuovi contagi da Coronavirus. Nella tabella si fa riferimento ad altri 15 morti.

SICILIA - Sono 851 i nuovi contagi da Coronavirus. Si registrano altri 19 morti.

BASILICATA - Sono 121 i nuovi contagi da Coronavirus. Si registra 2 morti.

TOSCANA - Sono 676 i nuovi contagi da Coronavirus. Si registra 21 morti.

MARCHE - Sono 254 i nuovi contagi da Coronavirus. Il tasso dei nuovi positivi è 5%.

PIEMONTE - Sono 719 i nuovi contagi da Coronavirus. Si registrano altri 7 morti.

PUGLIA - Sono 979 i nuovi contagi da Coronavirus. Nella tabella si fa riferimento ad altri 21 morti.

FRIULI VENEZIA GIULIA - Sono 68 i nuovi contagi da Coronavirus. Nella tabella si fa riferimento ad altri 8 morti, di cui due dei giorni scorsi, ma registrati solo ieri.

CAMPANIA - Sono 1.415 i nuovi contagi da Coronavirus. Registrati altri 35 morti: 17 decessi sono avvenuti nelle ultime 48 ore e 18 sono avvenuti in precedenza, ma registrati ieri.

VALLE D’AOSTA - Sono 40 i nuovi contagi da Coronavirus. Si registra 1 morto.

EMILIA ROMAGNA - Sono 875 i nuovi contagi da Coronavirus. Nella tabella si fa riferimento ad altri 15 morti.

CALABRIA - Sono 334 i nuovi contagi da Coronavirus. Nella tabella si fa riferimento ad altri 7 morti.

ABRUZZO - Sono 85 i nuovi contagi da Coronavirus. Si registrano 6 morti.

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cms_21829/DRAGHI_Portogallo.jpgRiaperture, coprifuoco, green pass: cosa ha detto Draghi

Riaperture sì, "ma con la testa", perché vanificare i sacrifici, invertendo il trend del calo dei contagi da Covid e dei morti sarebbe un errore imperdonabile. Da Porto, dove è arrivato per il Social Summit Ue, Mario Draghi frena l’offensiva di Matteo Salvini, che ieri ha annunciato che al primo Cdm utile la Lega chiederà di cancellare il coprifuoco. Alla domanda se la spunterà, o meglio se il coprifuoco verrà ’sbianchettato’, il presidente del Consiglio risponde partendo dai numeri, come è solito fare, per spiegare che bisogna procedere per gradi.

"Io, come credo la maggior parte degli italiani - dice Draghi - voglio riaprire, voglio che le persone tornino fuori a lavorare, a divertirsi, a stare insieme. Ma, come ho detto l’altra volta quando abbiamo parlato di questo, bisogna farlo in sicurezza, cioè calcolando bene il rischio che si corre". I dati, chiarisce, "sono abbastanza incoraggianti", sia sul fronte delle vaccinazioni che dei ricoveri, delle terapie intensive e delle vittime. "Questo è anche, ovviamente, merito delle misure già intraprese -rimarca-. Quindi se l’andamento dovesse continuare in questa direzione, chiaramente la cabina di regia procederà ad altre riaperture".

"È importante essere graduali anche per capire quali riaperture hanno più effetto sui contagi e quali meno. Noi aspettiamo per dirvi ancora l’importanza di fare queste cose con attenzione, prudenza e gradualità. Farle sì, ma essere prudenti". Parole chiare, che già anticipano che alla cabina di regia - che dovrebbe tenersi tra martedì e mercoledì e su cui si profila già un duro braccio di ferro - non ci sarà alcun ’liberi tutti’. Con ogni probabilità, si procederà step by step anche col coprifuoco, spostando avanti le lancette di un’ora o due , almeno per il momento. Intanto però il premier porta avanti un’altra battaglia, caldeggiata in sede europea, alle assise di Porto: quella per il green pass, vale a dire il lasciapassare agli spostamenti per mettere le ali - è la speranza - a uno dei settori più bersagliati dalla crisi innescata dal Covid, il turismo.

Mentre in Italia i ministri degli Affari esteri e della Salute, Luigi Di Maio e Roberto Speranza, si incontrano per lavorare insieme al superamento della ’mini quarantena’ per chi arriva da altri Paesi Europei -ma anche da Regno Unito, Israele e Usa- il presidente del Consiglio fa sentire la propria voce al vertice dei leader Ue, chiedendo un’accelerazione, decisa e definitiva, sul green certificate.

Già la settimana scorsa -alla conferenza seguita alla riunione ministeriale del G20 Turismo- Draghi aveva annunciato che l’Italia intanto farà da sola, a metà maggio sarà pronta a riaprire al mondo cancellando i 5 giorni di quarantena per chi è munito di tampone negativo, di un attestato di avvenuta e completa vaccinazione o guarito dal Covid negli ultimi sei mesi. Ma sa bene, il premier, che muoversi all’unisono, tutti insieme in Europa, è un valore aggiunto per non rischiare una babele che potrebbe trasformarsi in un potenziale ostacolo per le prenotazioni.

"Aspettiamo la riapertura della stagione turistica. Ecco questa è un’altra cosa importante che è successa in questo Consiglio Europeo - spiega - È stata chiesto con molta enfasi da parte nostra che la Commissione e il Parlamento europeo procedano con la massima rapidità alla definizione del Green Certificate per avere un modello europeo su cui confrontarsi e su cui disegnare le politiche turistiche. Perché se ogni Paese ha il suo certificato e attua misure diverse, per quanto riguarda il turismo ci sarà una gran confusione".

Un impegno nella direzione caldeggiata dall’Italia arriva dalla presidente della Commissione europea Ursula Von der Leyen. "Il lavoro legale e tecnico per il ’certificato verde’ - spiega al termine del Consiglio informale Ue e del vertice con l’India - è sulla buona strada affinché il sistema sia operativo a giugno. Inoltre, grazie anche all’eccellente lavoro della presidenza portoghese al Consiglio europeo, ci sarà un accordo politico su questo entro la fine di questo maggio", annuncia.

Un risultato, quello incassato da Draghi a Porto, che vale ben 11,2 miliardi di euro per il turismo italiano, in termini di alloggi, alimentazione, trasporti, divertimenti, shopping e souvenir. A far di conto è Coldiretti sulla base di dati Bankitalia. Per il green pass è arrivato il momento di accelerare.

Il premier, in conferenza stampa, torna anche sul tema vaccini, dopo la posizione assunta ieri -sulla svolta di Joe Biden- alla cena tra i leader Ue. Una mossa, quella del presidente degli States, che per Draghi "deve ancora essere capita nella sua completezza, ma credo che venga da una constatazione: ci sono milioni di persone che non hanno accesso ai vaccini, o per mancanza di distribuzione o per mancanza di denaro per poterli comprare, che stanno morendo. Ci sono le grandi case farmaceutiche che producono questi vaccini che hanno avuto delle sovvenzioni governative imponenti, quindi in un certo senso si potrebbe spiegare semplicemente dicendo che ci si aspetta qualcosa in cambio da queste case farmaceutiche. Peraltro un’applicazione temporanea, circoscritta, non dovrebbe costituire – questo me lo dicono gli esperti - un grande disincentivo alla produzione. Perché questo è quello che tutti temono, che costituisca un disincentivo alla ricerca e alla produzione di altri gli altri vaccini", mette in chiaro Draghi.

Ma la questione è molto più complicata di quel che appare. "Prima di tutto il fatto di liberalizzare il brevetto, sia pur temporaneamente, non garantisce la produzione dei vaccini. La produzione di questi vaccini è molto complessa: richiede tecnologia, specializzazione, organizzazione. Secondo: questa produzione deve essere sicura. La liberalizzazione dei brevetti non garantisce questa sicurezza".

Per questo, per Draghi, "prima di arrivare alla liberalizzazione dei vaccini bisognerebbe fare altre cose più semplici tipo, per esempio, rimuovere il blocco alle esportazioni che oggi gli Stati Uniti, per primi, e il Regno Unito continuano a mantenere. Tenete presente che l’Unione Europea - sono dati di oggi - esporta tanto quanto ha dato ai suoi cittadini, cioè il 50% della produzione dell’Unione è andato al Canada, agli Stati Uniti, al Regno Unito, a mercati che - il Canada non credo - hanno il blocco alle esportazioni. Quindi questa direi che è la prima cosa che bisogna fare".

"La seconda è accelerare la produzione" attraverso "il trasferimento tecnologico, attraverso l’individuazione di nuovi siti. Noi stiamo facendo tutto questo. Resta il problema che questo va fatto nei Paesi e verso i Paesi i cui abitanti stanno morendo perché non hanno accesso ai vaccini e non hanno denaro. Ci sono vari programmi - se pensate al Covax - di aiuto finanziario a questi Paesi, ma sono a un livello assolutamente insufficienti. Quindi il vantaggio, il merito di questa proposta, è aver aperto una porta. E mi pare che su questo il Consiglio Europeo sia abbastanza unanime. Questa è una porta aperta, vediamo che cosa significa, poi lo considereremo e decideremo. C’è ovviamente chi protegge di più la “sacralità” del brevetto e c’è chi invece è più aperto su questo, ma di più non c’è. C’è semplicemente il consenso sull’andare avanti".

cms_21829/Roberto_Speranza.jpgCovid e Rsa, via libera alle visite: le regole

Via libera alle visite nelle Rsa, con misure e regole. "Ho appena firmato l’ordinanza che consentirà le visite in piena sicurezza in tutte le Rsa. Ringrazio le Regioni e il Comitato tecnico scientifico" per l’emergenza Covid "che hanno lavorato in sintonia con il ministero della Salute per conseguire questo importante risultato. E’ ancora necessario mantenere la massima attenzione e rispettare le regole e i protocolli previsti, ma condividiamo la gioia di chi potrà finalmente rivedere i propri cari dopo la distanza indispensabile per proteggerli" annuncia su Facebook il ministro della Salute, Roberto Speranza.

“Finalmente superiamo anche il lockdown degli affetti - afferma in una nota Mariastella Gelmini, ministra per gli Affari regionali e le autonomie - Adesso ci sono le condizioni affinché si possa consentire ai degenti vaccinati delle Rsa di ricevere visite, tanto più che in quelle strutture il personale sanitario è tutto già immunizzato. Con l’ordinanza del Ministero della Salute e con i protocolli definiti dal Comitato tecnico scientifico e dalle Regioni i nostri anziani saranno presto meno soli. Un altro importante passo verso un ritorno graduale alla normalità”.

GREEN PASS - Green Pass alla mano per accedere nelle Rsa e poter finalmente rivedere i propri anziani, dopo mesi di distanza forzata dettata dalla pandemia. L’ordinanza, che ha come data in calce quella di oggi, sabato 8 maggio, vigilia della Festa della mamma, avrà "effetto immediato", precisano dal ministero della Salute.

Come si legge nel testo, infatti, entra in vigore dal momento della sua adozione e resterà valida fino al 30 luglio 2021. Uno dei punti salienti è proprio il Green Pass: al terzo comma dell’articolo 1 viene spiegato che i familiari e i visitatori, al momento dell’accesso, dovranno esibire esclusivamente agli incaricati delle verifiche (nel rispetto delle disposizioni in materia di protezione dei dati personali) le "certificazioni verdi Covid-19", previste dal decreto legge del 22 aprile.

Un concetto ribadito anche nel documento che detta le Modalità di accesso/uscita di ospiti e visitatori in queste strutture. I Green Pass, viene spiegato, "possono essere un utile strumento di orientamento alla regolamentazione delle visite e delle uscite programmate, compatibilmente con la situazione locale e con la specificità di servizi e strutture che possono accogliere utenti con diverso grado di fragilità e rischio di trasmissione infettiva". Viene puntualizzato anche che "il possesso e la presentazione delle certificazioni verdi non sostituisce il rispetto delle misure di prevenzione e contrasto della diffusione del contagio né l’interruzione di programmi di screening ove previsti".

L’ordinanza disciplina l’accesso di familiari e visitatori a strutture di ospitalità e lungodegenza, residenze sanitarie assistite, hospice, strutture riabilitative e strutture residenziali per anziani, autosufficienti, e strutture residenziali socio-assistenziali. Accesso, si legge nel testo, consentito nel rispetto del documento che detta le Modalità di accesso e uscita, adottato dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, come integrato e validato dal Comitato tecnico scientifico per l’emergenza coronavirus. Documento che costituisce parte integrante dell’ordinanza.

Al comma 2 dell’articolo 1 si precisa che "il direttore sanitario o l’autorità sanitaria competente, in relazione allo specifico contesto epidemiologico, possono adottare misure precauzionali più restrittive necessarie a prevenire possibili trasmissioni di infezione".

MASSIMO DUE VISITATORI PER OSPITE - "Gli accessi devono riguardare di norma non più di due visitatori per ospite per visita, identificati dall’ospite o, in caso di sua incapacità certificata, identificati nella sfera di relazione/affetti dell’ospite stesso e per una durata definita per favorire anche frequentemente le visite a tutti coloro che vengono autorizzati" si legge nel documento.

"In specifiche condizioni cliniche/psicologiche (a titolo esemplificativo, ma non esaustivo: nelle fasi del fine vita, in caso di utenti minori, depressione grave, deterioramento cognitivo, specifiche disabilità psichiche o sensoriali, gravissime disabilità, stati vegetativi ecc.) - si precisa - è possibile valutare l’alternanza di più visitatori individuati specificatamente, così come per eventuali caregiver, anche per frequenze e durate superiori a quanto ordinariamente previsto".

Nel documento si definisce inoltre "sconsigliato l’accesso ai minori di 6 anni per i quali non sia possibile garantire il rispetto delle misure di prevenzione".

SPAZI APERTI - "In presenza di condizioni climatiche favorevoli, vanno sempre privilegiati gli incontri in spazi aperti e allo scopo dedicati" si legge nel documento. "Deve essere vigilato l’adeguato distanziamento tra visitatore e ospite - si precisa - e quello fra gruppi familiari diversi contemporaneamente presenti, previa valutazione della configurazione degli spazi esterni e della loro superficie, per calcolare il numero massimo di visite ammissibili contemporaneamente, avendo cura di garantire riservatezza e intimità a familiari e ospiti". Inoltre "deve essere garantita, per quanto possibile, la separazione fra gli spazi esterni utilizzabili per le visite e quelli utilizzati per altre funzioni o da soggetti presenti a diverso titolo nella struttura".

USCITE E RIENTRI - Nel documento si legge poi che "tenuto conto della rilevanza ai fini del progetto assistenziale e del benessere psicosociale dei residenti, va garantita la possibilità di uscite programmate degli ospiti e rientri in famiglia".

"L’uscita programmata degli ospiti dalle proprie strutture - si precisa - richiede una specifica regolamentazione da parte delle Direzioni sanitarie/Responsabili medici/Referente Covid-19, ovvero dello specialista di riferimento o del medico curante in accordo con la Direzione della struttura".

MASCHERINE FFP2 PER VISITATORI E OSPITI - "Il familiare/visitatore - si legge ancora - deve sempre effettuare l’igiene delle mani all’ingresso e all’uscita dalla struttura e indossare sempre e correttamente i dispositivi di protezione individuale in base al livello di rischio (almeno Ffp2 o superiore). Laddove possibile", inoltre, "compatibilmente alle condizioni cliniche e tollerabilità", anche "l’ospite indosserà i dispositivi di protezione delle vie aeree in base al livello di rischio (almeno Ffp2 o superiore)".

Le visite devono essere organizzate in modo da "evitare assembramenti di persone - si precisa - e deve essere assicurato il mantenimento di almeno 1 metro di separazione tra visitatori (estendibile fino a 2 metri in base allo scenario epidemiologico di rischio), ad eccezione dei componenti dello stesso nucleo familiare o conviventi o per le persone che in base alle disposizioni vigenti non siano soggette al distanziamento interpersonale (detto aspetto afferisce alla responsabilità individuale)".

REGOLE ANCHE PER GLI ABBRACCI - "Il contatto fisico tra visitatore/familiare e ospite/paziente può essere preso in considerazione in particolari condizioni di esigente relazionali/affettive. L’interazione con contatto fisico può avvenire esclusivamente tra familiare/visitatore in possesso della Certificazione verde Covid-19 e di ospite/paziente vaccinato o con infezione negli ultimi 6 mesi, fatte salve diverse motivate indicazioni della Direzione sanitaria ovvero del referente medico o del medico curante (es. ospite con controindicazione alla vaccinazione)", specifica quindi l’ordinanza.

VISITE AI PAZIENTI POSITIVI: COSA FARE - "Nel caso in cui all’interno delle strutture si riscontrasse la presenza di casi positivi" a Sars-CoV-2 "tra gli ospiti o il personale, l’accesso ai visitatori è consentito esclusivamente sulla base delle valutazioni della Direzione sanitaria (ovvero del referente medico/referente Covid-19 della struttura/altra figura di riferimento in base alla specifica organizzazione regionale) e comunque solo nell’ipotesi in cui venga garantita una netta separazione strutturale e/o organizzativa (es. aree completamente separate e con staff differenziato ovvero con soluzioni che garantiscano la separazione dei percorsi e dell’assistenza) delle attività dedicate agli ospiti Covid-19 positivi rispetto a quelle Covid-free", si legge ancora nel documento.

"I gestori - si precisa - sono tenuti a trasmettere alle Asl o alle equivalenti articolazioni territoriali regionali le modalità organizzative adottate sulla base delle precedenti indicazioni, per consentirne la condivisione e le eventuali verifiche e attività di audit e formative/informative".

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