COVID,"EPARINA RIDUCE CAPACITA’ DI INFETTARE CELLULE"

In Italia ulteriori 13.574 contagi e altri 477 morti. I dati dalle regioni.Covid, Clementi: "Cambio di passo su anticorpi monoclonali di Eli Lilly"

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Covid, "eparina riduce capacità virus di infettare cellule"

E’ finita alla ribalta nel pieno dell’emergenza coronavirus Sars-CoV-2, quando i medici alle prese con una malattia sconosciuta si resero conto che Covid-19 aveva anche aspetti legati alla coagulazione e al rischio di trombosi. Ora un team internazionale di scienziati potrebbe aver scoperto anche una dote inedita del comune farmaco anticoagulante, che potrebbe far comodo nella lotta al patogeno: un effetto antivirale. Sembra infatti che l’eparina sia in grado di inibire proprio la proteina spike di Sars-CoV-2, riducendone la capacità di attaccarsi alle cellule umane e di infettarle, riferiscono gli autori dello studio pubblicato sulle riviste ’British Journal of Pharmacology’ e ’Thrombosis and Haemostasis’.

Il gruppo di ricercatori guidato dalle università di Liverpool e Keele, in collaborazione con Public Health England, ha scoperto che l’eparina nel dettaglio interagisce con la proteina spike sulla superficie del coronavirus, destabilizzandone la struttura e impedendogli di agganciare il recettore Ace2 delle cellule umane. Un modello molecolare realizzato da ricercatori dell’australiana Queensland University ha mostrato come la molecola riesce tecnicamente ad aderire alla superficie della proteina spike per ottenere questi effetti, e studi con il virus Sars-CoV-2 vivo effettuati nel Public Health England’s Porton Down laboratory hanno mostrato che l’eparina non frazionata (ma non a basso peso molecolare) potrebbe inibire l’infettività cellulare a dosi simili a quelle attualmente utilizzate in ambito clinico come anticoagulante.

cms_20804/Jeremy_Turnbull_dell’università_di_Liverpool.jpgI dati, spiegano gli scienziati, hanno fortemente supportato test clinici sull’eparina non frazionata inalata (’nebulizzata’), poiché le dosi che arriverebbero ai polmoni avrebbero effetti antivirali molto forti.La scoperta è "entusiasmante", afferma Jeremy Turnbull dell’università di Liverpool, perché il farmaco "potrebbe essere rapidamente riutilizzato per aiutare ad alleviare le infezioni da Covid-19, o forse come trattamento profilattico per gruppi ad alto rischio come personale medico o operatori sanitari".I risultati, prosegue Turnbull, "ci hanno anche portato a studiare altri nuovi composti che imitano l’eparina e potrebbero essere potenzialmente efficaci contro Sars-CoV-2".

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- Non solo: "Sappiamo anche che le eparine inibiscono una serie di altri virus - aggiunge Mark Skidmore della Keele University, che ha co-condotto la ricerca - Quindi lo studio di questi farmaci potrebbe fornire nuove strategie terapeutiche e forse una prima linea di difesa contro le minacce virali emergenti in futuro, ad esempio mentre si sviluppano dei vaccini".

- Nuovi trattamenti mirati al virus Sars-CoV-2 "sono urgentemente necessari", commenta Miles Carroll, del National Infection Service, Public Health England."L’eparina, con il suo ben noto profilo di sicurezza clinica, è certamente un candidato interessante da riproporre contro Covid- 19".

- I dati emersi dallo studio "rafforzano la necessità di ulteriori indagini sull’eparina come trattamento nei pazienti con Covid-19", conclude Quentin Nunes del Lancashire Hospitals Nhs Trust. Proprio questa realtà sanitaria sta guidando gli sforzi per iniziare la sperimentazione clinica dell’eparina nebulizzata in pazienti ricoverati in terapia intensiva nel Regno Unito. Lo studio era stato reso pubblico in versione preprint a marzo e ha stimolato la ricerca internazionale sul potenziale anti Covid dell’eparina e di composti che ne imitano l’azione.

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cms_20804/Min_Sanita_ISS_Prot_Civ.jpgIn Italia ulteriori 13.574 contagi e altri 477 morti

Sono 13.574 i contagi da coronavirus in Italia resi noti ieri, secondo i dati del bollettino della Protezione Civile pubblicato dal ministero della Salute.

Sono stati registrati altri 477 morti, che portano il totale a 87.858 dall’inizio dell’emergenza legata all’epidemia di covid 19.

Nel complesso sono stati effettuati ulteriori 268.750 tamponi, per un indice di positività che si attesta al 5,05%. In terapia intensiva sono attualmente ricoverate 2.270 persone, 19.879 i guariti (in totale 1.973.388).

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I dati dalle regioni

Lombardia

Sono 1.900 i nuovi contagi di Coronavirus in Lombardia secondo il bollettino di ieri, 29 gennaio. Si registrano altri 77 morti. Nelle ultime 24 ore sono stati eseguiti ulteriori 34.156 tamponi. Il tasso dei positivi sui tamponi effettuati è del 5,5%. Il totale dei guariti/dimessi sale a 458.254. I pazienti in terapia intensiva sono 379, mentre i ricoverati non in terapia intensiva scendono a 3.490. Il totale dei decessi dall’inizio della pandemia sale a 27.016. Questi i nuovi casi per provincia: Milano: 531 (di cui 212 a Milano città); Bergamo: 93; Brescia: 409; Como: 140; Cremona: 46; Lecco: 94; Lodi: 37; Mantova: 103; Monza e Brianza: 169; Pavia: 108; Sondrio: 50; Varese: 66.

Emilia-Romagna

Sono 1.320 i nuovi casi di Coronavirus registrati in Emilia-Romagna. E secondo il bollettino di ieri ci sono stati 65 nuovi decessi. Dall’inizio dell’epidemia nella regione si sono registrati 216.065 casi di positività. Sono 23.361 gli ulteriori tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore.

Campania

Sono 1.175 i nuovi positivi in Campania, 71 dei quali sintomatici. I tamponi processati ieri sono stati 14.380, di cui 2.021 antigenici (di questi, 105 sono risultati positivi). Nel bollettino diffuso dall’Unità di crisi della Regione Campania sono inseriti 21 decessi, dei quali 7 avvenuti nelle ultime 48 ore e 14 avvenuti in precedenza, ma registrati ieri. Il totale dei decessi in Campania dall’inizio della pandemia da Covid-19 è 3.725 e sono 3.101 i nuovi guariti.

Lazio

Ieri nel Lazio "su oltre 12mila tamponi e oltre 14 mila antigenici per un totale di oltre 27 mila test, si registrano 1.160 casi positivi, 48 i decessi e +1.517 i guariti. Diminuiscono i casi e i ricoveri e sono stabili le terapie intensive, mentre aumentano i decessi. Il rapporto tra positivi e tamponi è a 9%, ma se consideriamo anche gli antigenici la percentuale scende a 4%. I casi a Roma città tornano a quota 600. Lo scenario di rischio passa a moderato". Lo sottolinea l’assessore alla Sanità e l’Integrazione Sociosanitaria della Regione Lazio Alessio D’Amato nel bollettino al termine della videoconferenza della task-force regionale per il Covid-19 con i direttori generali delle asl e aziende ospedaliere, Policlinici universitari e l’ospedale pediatrico Bambino Gesù.

Piemonte

L’’Unità di Crisi della Regione Piemonte ha comunicato 944 nuovi casi di persone risultate positive al Covid-19 (di cui 129 dopo test antigenico), pari al 4,1% degli ulteriori 22.841 tamponi eseguiti, di cui 14.851 antigenici. Dei 944 nuovi casi, gli asintomatici sono 361 (38,2%). Il totale dei casi positivi diventa quindi 225.860, di cui 20.237 Alessandria, 11.734 Asti, 7777 Biella, 31.100 Cuneo, 17.690 Novara, 117.858 Torino, 8417 Vercelli, 8089 Verbano-Cusio-Ossola, oltre 1153 a residenti fuori regione ma in carico alle strutture sanitarie piemontesi. I restanti 1805 sono in fase di elaborazione e attribuzione territoriale. I ricoverati in terapia intensiva sono 150. I ricoverati non in terapia intensiva sono 2163. Le persone in isolamento domiciliare sono 10.207. Sono 38 i decessi di persone positive al test del Covid-19 comunicati dall’Unità di Crisi della Regione Piemonte, di cui 2 verificatisi ieri. Il totale è ora di 8774 deceduti risultati positivi al virus.

Calabria

In Calabria ad ieri sono stati sottoposti a test ulteriori 484.853 soggetti per un totale di tamponi eseguiti 512.266. Le persone risultate positive al Coronavirus sono 32.329. Sono questi i dati giornalieri relativi all’epidemia da Covid-19 comunicati dal dipartimento Tutela della Salute, che fanno registrare 1 ricoverato in più, -1 terapie intensive, +299 guariti/dimessi e altri 3 decessi.

Friuli-Venezia Giulia

Ieri in Friuli Venezia Giulia sugli ulteriori 6.817 tamponi molecolari sono stati rilevati 393 nuovi contagi con una percentuale di positività del 5,76%. Sono inoltre 2.616 i test rapidi antigenici realizzati, dai quali sono stati rilevati 164 casi (6,27%). I decessi registrati sono 16, ai quali si aggiungono due avvenuti il 13 e il 18 gennaio 2021. I ricoveri nelle terapie intensive scendono a 59 e quelli in altri reparti a 605. Lo comunica il vicegovernatore con delega alla Salute, Riccardo Riccardi.

Toscana

In Toscana sono 594 i positivi (592 confermati con tampone molecolare e 2 da test rapido antigenico). Dall’inizio dell’epidemia in Toscana sono 133.343 i casi di positività al coronavirus. I nuovi casi sono lo 0,4% in più rispetto al totale del giorno precedente. Si registrano inoltre 26 nuovi decessi: 12 uomini e 14 donne con un’età media di 83,2 anni.

Abruzzo

Sono complessivamente 42059 i casi positivi al Covid 19 registrati in Abruzzo dall’inizio dell’emergenza. Si registrano 343 nuovi casi (di età compresa tra 5 mesi e 95 anni). Lo comunica l’Assessorato regionale alla Sanità precisando che Il bilancio dei pazienti deceduti registra 7 nuovi casi e sale a 1453.

Basilicata

Sono 48 i nuovi casi positivi al Sars Cov2, di cui 43 riguardanti residenti in Basilicata, su un totale di ulteriori 1.022 tamponi molecolari registrati ieri in Basilicata. Lo rende noto la task force regionale con il consueto bollettino. Nella stessa giornata risultano decedute tre persone di Potenza (2) e Trivigno (domiciliato a Potenza) mentre i lucani guariti sono 131.

Sardegna

Con 7 morti, 257 nuovi casi, 5.437 tamponi rapidi in più eseguiti, ieri il rapporto casi positivi-tamponi eseguiti segna in Sardegna un tasso di positività del 4,6%. La Regione è in attesa di conoscere la decisione del Ministero della Salute sulla sua classificazione.

Liguria

Sono 338 i nuovi positivi al Covid-19 ieri in Liguria, a fronte di ulteriori 4318 tamponi effettuati nelle ultime 24 ore. E questo il dato diffuso dalla task-force ligure per l’emergenza al lavoro sul territorio. Dal bollettino quotidiano emergono in tutto 655 pazienti ospedalizzati nelle strutture della Liguria dei quali 64 sono ricoverati nei reparti di terapia intensiva. Ad oggi in isolamento domiciliare si trovano 3650 persone. Sale a 25 invece il numero dei deceduti registrati nelle ultime 24 ore, fra cui 8 decessi registrati oggi ma risalenti alle settimane precedenti.

Puglia

Sono 1.069 i nuovi contagi di Coronavirus in Puglia secondo il bollettino di ieri. Si registrano altri 24 morti. Calano i nuovi positivi al covid nella regione, a fronte di una diminuzione anche del numero di test. Ieri sono stati registrati ulteriori 8.775 tamponi. I nuovi casi sono così distribuiti: 344 in provincia di Bari, 92 in provincia di Brindisi, 111 nella provincia Bat, 244 in provincia di Foggia, 166 in provincia di Lecce, 111 in provincia di Taranto, 2 residenti fuori regione. Un caso di provincia di residenza non nota è stato riclassificato e attribuito. In tutto, dall’inizio della pandemia, in Puglia sono stati registrati 3.150 morti. Sono 65.539 i pazienti guariti e 52.278 i casi attualmente positivi. Sono 1.569 i ricoverati. Il totale dei casi positivi Covid in Puglia dall’inizio dell’emergenza è di 120.967.

cms_20804/Eli_Lilly_and_Company.jpg

cms_20804/Massimo_Clementi.jpgClementi: "Cambio di passo su anticorpi monoclonali di Eli Lilly"

"Ho visto un cambio di marcia nella gestione della questione anticorpi monoclonali" contro Covid-19. E’ la visione di Massimo Clementi, direttore del Laboratorio di Microbiologia e Virologia dell’ospedale San Raffaele di Milano, e docente nello stesso Ateneo. "Credo che il presidente dell’Aifa", l’agenzia italiana del farmaco, "Giorgio Palù, abbia dedicato maggior attenzione e impresso un’accelerata. E almeno per quanto riguarda le sperimentazioni credo sia stata data una definitiva scelta di farle. Dopo i risultati che ci sono stati proprio con la formulazione di Eli Lilly sarebbe stato singolare che permanesse ancora una chiusura".

"Io vedo un cambio di direzione", spiega l’esperto che da tempo è fra gli scienziati che auspicano impegno nell’esplorare le potenzialità di questa eventuale arma contro Covid. "Resta un po’ da spiegare perché c’era stata questa chiusura iniziale. Anche l’Italia è in ballo. C’è un monoclonale italiano e ci sono altri studi in corso un po’ più indietro. Anche l’università di Tor Vergata ci sta lavorando. E sarebbe un peccato perdere queste opportunità che potrebbero essere offerte dalla scienza".

Non solo vaccini, quindi. "Negli Usa la Fda aveva dato via libera all’uso sperimentale degli anticorpi monoclonali dai primi di dicembre e so che giorno dopo giorno, da quello che mi dicono i colleghi, sta andando bene e, come peraltro venuto fuori anche dalla sperimentazione Eli Lilly, c’è una notevole efficacia degli anticorpi, sia quando utilizzati precocemente in terapia sia utilizzati in profilassi. Avere anticorpi vuol dire anche essere nella stessa condizione di un vaccinato. L’Aifa non ha aperto a questo uso. Il rapporto costo-beneficio non è migliore del vaccino, ma va detto che due giorni di ricovero evitati ripagano il costo dell’anticorpo".

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