COME LIMITARE L’IMPATTO DELLE SECONDA ONDATA SULLA POPOLAZIONE GERIATRICA

Esperti al lavoro nella 34esima edizione del Congresso Nazionale SIGOT. Riflettori puntati sulla “telemedicina”

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La 34esima edizione del Congresso Nazionale SIGOT (Società Italiana di Geriatria Ospedale e Territorio) è appena partita ma i temi affrontati sono già dei più scottanti, perché adeguati al periodo di emergenza sanitaria che stiamo vivendo. Il nuovo Presidente, Prof. Alberto Pilotto, Direttore del Dipartimento di cure geriatriche all’ospedale Galliera di Genova ha voluto infatti porre subito l’accento sulle problematiche legate all’impatto del Covid sulle vite degli anziani, i più colpiti dalla pandemia sia direttamente (l’età media dei pazienti deceduti e positivi a SARS-CoV-2 è di circa 80 anni ed è più alta di 20 anni rispetto a quella dei pazienti che hanno contratto l’infezione) che indirettamente, con importanti variazioni della quotidianità. Le raccomandazioni degli esperti sono, in linea di massima, le seguenti.

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  1. Innanzitutto, si raccomanda alla persona anziana di non scoraggiarsi e di adottare uno stile di vita sano volto a proteggere se stessa e gli altri.
  2. Fare prevenzione: vaccinazione antinfluenzale e antipneumococcica sin da ottobre con le prime dosi disponibili.
  3. Svolgere attività fisica sia in casa che all’aperto, anche in compagnia, ma solo nel rispetto delle misure anti-covid, fosse anche una sana passeggiata di almeno 30minuti per cominciare.
  4. Prestare attenzione ai sintomi e alle variazioni del tono dell’umore: non sottovalutare l’insorgenza di sintomi depressivi.
  5. Uso appropriato dei farmaci: aderenza alle terapie in corso, evitare auto-sospensioni e auto-medicazione attenendosi ai protocolli di cura prescritti dal medico curante.
  6. Mantenere un’alimentazione equilibrata con adeguata idratazione e ricca di nutrienti. Gli anziani sono a rischio sarcopenia, ovvero la perdita di massa muscolare.
  7. Tenere sempre a mente le misure anti-covid: uso della mascherina, igienizzazione delle mani, evitare assembramenti, mantenere il distanziamento di almeno 1metro; evitare baci e abbracci, anche coi familiari e nipoti.
  8. Utilizzare le tecnologie a disposizione: facilitano un avvicinamento sociale almeno virtuale (telefono, smartphone, tablet, Internet, app specifiche, etc).

Grande attenzione è stata rivolta anche alle tematiche della telemedicina, la quale ha permesso e permetterà di assistere i pazienti anche da lontano, laddove possibile, minimizzando il rischio di contagio senza rinunciare al contatto umano (seppur mediato da uno schermo digitale).

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La telemedicina non consiste in una semplice telefonata, seppur riduca il rischio di ricovero di circa il 10%. Alcuni strumenti più complessi e progrediti offrono vantaggi significativi, riducendo i ricoveri di circa il 50%, la mortalità di quasi il 50%, le spese tra il 30 e il 60%. La conseguente maggiore disponibilità dei posti ambulatoriali permette di velocizzare il percorso dei pazienti – spiega il Prof. Francesco Vetta, Consigliere e Tesoriere SIGOT e Professore di Cardiologia all’UniCamillus – In ambito cardiologico il monitoraggio a distanza di alcune patologie è già realtà e mostra tutti i vantaggi che si possono ottenere, grazie ad alcuni strumenti che impiantiamo nei pacemaker e nei defibrillatori che permettono di fare dei controlli da remoto e di verificare alcuni parametri per intervenire preventivamente rispetto all’esordio clinico di alcune patologie. L’insufficienza cardiaca, ad esempio, rappresenta la principale causa di ricovero: in Italia c’è una prevalenza di oltre 500mila persone affette e la mortalità è del 50% a 5 anni, è una patologia più temibile di alcune neoplasie. Ci sono poi alcuni possibili sviluppi delle aritmie cardiache, come la fibrillazione atriale, presente in circa il 2% della popolazione italiana, ma che aumenta al 12% circa negli ultra 65enni, tra i quali spesso è difficile da diagnosticare senza questi ausili. Ciò che deve essere sempre tenuto presente nella telemedicina è la centralità di una valutazione multiparametrica del paziente anziano, che sposti l’attenzione dai dati desunti alla realtà clinica del soggetto”.

Alice My

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